Paese: Italia

Processo al Plan Condor a Roma, vittoria storica

La sentenza della Corte di Appello di Roma per il processo ai militari sudamericani implicati nel Piano Condor stravolge il primo grado e condanna al massimo della pena tutti gli...

Contro il governo gialloverde, più che mai lotta di classe

Mentre il riscaldamento climatico mostra tutta la sua drammatica forza in questo inizio dell’estate, quattro questioni socio-economiche configurano con chiarezza la natura e le politiche del governo gialloverde nonché le...

La responsabilità degli Stati europei nel massacro del centro di detenzione di Tajoura in Libia

A tutt’oggi circa 300 migranti sono ancora detenuti nel centro di Tajoura, secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM). La sera del 2 luglio, un raid aereo contro il centro...

Salvini: populismo penale

Luigi Ferrajoli, Salvini ha sostenuto che Carola Rackete è una «pirata», dunque una «nemica dell’umanità», e per questo una «criminale». Che senso ha attribuire questa definizione a chi salva i...

Fiat 1969, l’autunno caldo cominciò di luglio

50 anni fa gli scontri del 3 luglio, a Torino, segnarono la ripresa della lotta operaia. Era l’inizio dell’autunno caldo. La testimonianza di un protagonista. Giovedì 3 luglio Torino ha...

Il Salario minimo per passare al contrattacco

La partita sulla proposta sul Salario minimo in Italia sembra bloccata, con la sinistra politico-sindacale sulla difensiva. Va invece colta l’occasione per mettere i bastoni tra le ruote a un...

Sea-Watch. Salvare vite, liberare Carola, fermare Salvini

Sea-Watch3, il coraggio della capitana Carola Rackete, lo squallore di Salvini, la faccia come il culo di Zingaretti, l’ambiguità M5S, l’urgenza di una mobilitazione. Sabato 29 giugno, i 40 migranti...

Cosa ha permesso la mobilitazione di Genova contro l’imbarco di armi per la guerra nello Yemen

In questi giorni a Genova si è sviluppata una importante mobilitazione contro l’annunciato arrivo in porto della nave saudita Bahri Yanbu, un ro-ro cargo utilizzato per trasportare armi e mezzi...

Vigila et castiga – Di insegnanti controllori e altri delatori

Ancora una volta, a pochi giorni da una tornata elettorale decisiva, nel dibattito politico entra la figura di una donna, un’insegnante e i limiti del suo mestiere. Capro espiatorio dei...

Indietro tutta, si torna al centrosinistra

Per l’occasione delle recenti primarie del Pd, l’uno Renzi si è fatto trino dissolvendosi in tre candidati. Il neoeletto segretario, Zingaretti, col 66% dei consensi, vanta una carriera nell’apparato di...

Elezioni regionali 2019 – Quello che Sardegna racconta

Cedere alla tentazione di considerare decisiva o di enfatizzare eccessivamente ogni singola tornata elettorale è una cattiva abitudine da abbandonare. Tuttavia, le recenti elezioni regionali in Sardegna danno alcune indicazioni...

Pastori sardi – ovvero, ecco a voi il capitale

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Cosa significa fascismo nel Ventunesimo secolo?

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Tav: l’analisi è impietosa, l’inutile assurdità è pubblica

Il tanto atteso documento redatto da tecnici e scienziati e una sentenza senza appello contro l’alta velocità in Valsusa. «La battaglia inizia ora – commenta Daniele Brait, attivista no Tav...

Nobel prize to Riace: 90,000 signatures for the city that welcomes refugees

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In poche parole

Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

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