Tag: Disoccupazione

Uffici regionale di collocamento (URC): quante aziende private annunciano posti vacanti e quante sono le assunzioni?

di Matteo Pronzini* 2’966 posti di lavoro vacanti annunciati agli Uffici regionali di collocamento (URC) nel 2016 e 20’921 persone transitate in disoccupazione nel 2016. Il numero dei posti vacanti...

L'”economia ha prosperato”: generando povertà!

di Giuseppe Sergi* Lunedì il SECO (Segretariato di stato all’economia) ha presentato un bilancio del quindicennio intercorso dai primi accordi in materia di liberalizzazione del mercato del lavoro (impropriamente chiamata...

Mozione: Salari in calo: a tre anni di distanza manca ancora uno studio sulle cause

di Matteo Pronzini* I salari in Ticino solo calati in ben 7 sezioni economiche su 17 fra il 2008 e il 2014, un’evoluzione a dir poco allarmante eppure, ancora una...

Echi dalla manifestazione dell’8 aprile, le testimonianze di Diego e Claudia

a cura della redazione Diego Mi chiamo Diego, il mio nome è importante, com’è importante il nome di ogni migrante. È importante perché non siamo braccia per lavorare, né un...

Programmi occupazionali alla Caritas di Pollegio

di Matteo Pronzini* Nelle scorse settimane il portale tio.ch ha dato voce alle denunce di alcuni disoccupati obbligati a frequentare dei programmi occupazionali di dubbia utilità presso la Caritas di...

Mettere il nostro futuro nelle mani di Ermotti?

di Lucio Finzi Imprenditoriale, competitivo, interconnesso, digitale, sostenibile: basterebbe ricordare questi cinque aggettivi che accompagnano il termine Ticino nei cinque capitoli del documento finale del Tavolo di lavoro sull’economia ticinese...

Contratti collettivi di lavoro e difesa dei salariati: ma i sindacati da che parte stanno?

di Gianni Mazzola Sfogliando le prime pagine (pp. 2-3) dell’ultimo numero del 9 febbraio de “il Lavoro”, giornale dell’Organizzazione cristiano-sociale ticinese (OCST), ci si imbatte in tre articoli che parlano...

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In poche parole

Bellinzona. Non resta che Lourdes

Il futuro di Bellinzona si fa sempre più nebuloso. I “successi” di cui il Municipio ama vantarsi non sembrano tradursi in un reale miglioramento del benessere dei cittadini, quella “qualità delle vita” di cui Bellinzona va fiera.
Prendiamo la crescita demografica degli ultimi anni, spesso presentata come un grande risultato. Peccato che, finora, più abitanti non abbiano portato né più gettito fiscale né una base imponibile più solida.
Nemmeno i commerci ne beneficiano: i negozi chiudono uno dopo l’altro e il centro perde attrattiva. Persino la presidente della Società dei commercianti ha deciso di abbassare la serranda del suo negozio in centro. Non proprio un segnale incoraggiante.
Intanto i “progetti strategici” si susseguono con regolarità, ma molti marciano sul posto da anni: dall’ospedale al quartiere Officina. Più che strategie di sviluppo, sembrano esercizi di pazienza.
Ora la città si aggrappa all’ennesima promessa: il progetto Fortezza, che dovrebbe fare dei castelli il motore del futuro cittadino. Ma è difficile immaginare che questo produrrà molto più di qualche turista in più — e anche sul famoso “indotto” è lecito dubitare.
Basta passare dalla stazione: frotte di pensionati scendono dai treni dalla Svizzera tedesca per una gita di giornata, con il sacco del picnic già pronto. Difficile pensare che da lì passerà lo sviluppo economico della città!
Che fare? A questo punto alla compagine municipale resta forse una sola strategia: Lourdes.

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Contro l'iniziativa UDC "No a una Svizzera a 10 milioni"

18 Maggio 2026
20:30
Bellinzona – casa del Popolo