Tema caldo: Crisi mondo arabo

La “cospirazione” della NATO contro la Rivoluzione libica

In un editoriale pubblicato dal Wall Street Journal il 19 luglio scorso, Max Boot, autore noto per le sue posizioni neoconservatrici e storico militare fervente sostenitore delle campagne per l’...

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Chi libererà davvero la Libia?

La caduta di Tripoli rappresenta la fine del regime di Gheddafi. Anche se nei prossimi giorni continueranno i colpi di coda e ci potranno essere ancora violenze e morti, sul...

piero maestri
Libia: chi ha vinto?

In attesa di tradurre una complessa riflessione di Gilbert Achcar sulla rivoluzione libica nel contesto di quella araba, ne traggo alcuni spunti per alcune mie osservazioni.

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Libia: chi c’è al crocevia tra affari, guerra e politica?

Premessa: nessuna persona che abbia un minimo di onestà intellettuale può aver creduto che l’intervento della Nato in Libia fosse dovuto all’umanitaria protezione delle popolazioni della Cirenaica, insorte contro Muhammar...

Tutti a fianco del popolo siriano!

La rivolta popolare continua in Siria da più di 11 settimane. Si è estesa, oggi, a tutto il paese. Le divisioni confessionali e/o comunitarie, distillate ormai da decenni dalla politica...

Israele e le rivoluzioni nel mondo arabo

  A metà marzo MICHEL WARSCHAWSKI, militante antisionista e fondatore del Centro alternativo d’informazione di Gerusalemme, è intervenuto in diverse assemblee pubbliche in Svizzera romanda consacrate a levare l’impunità dei...

Gheddafi probabilmente cadrà…e poi?

È probabile che nel corso delle prossime settimane il colonnello Muammar Gheddafi perderà il suo potere. Le forze alleate contro di lui sono troppo potenti. Il suo sostegno politico e...

Libia: un dibattito legittimo e necessario

  “Il trattato di Brest Litovsk fu un compromesso con gli imperialisti, ma fu un compromesso che in quelle circostanze doveva essere fatto […]. Rifiutare il compromesso “per principio”, rifiutare l’accettabilità del...

La situazione in Libia dal punto di vista dei socialisti rivoluzionari egiziani

Pubblichiamo la presa di posizione sulla guerra in Libia della “Corrente per il rinnovamento socialista” egiziana, una delle organizzazioni che ha animato la rivolta di piazza Tarhir (Red).

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Gli sviluppi in Libia

Pubblichiamo qui di seguito un’intervista concessa il 19 marzo 2011 da Gilbert Achcar a Znet. Chi è l’opposizione libica? Alcuni hanno notato la presenza della vecchia bandiera dei monarchici nei...

Gli sviluppi in Libia

Pubblichiamo qui di seguito un’intervista concessa il 19 marzo 2011 da Gilbert Achcar a Znet.   Chi è l’opposizione libica? Alcuni hanno notato la presenza della vecchia bandiera dei  monarchici...

La ragioni del no alla guerra

La guerra torna d’attualità, sconvolge le agende politiche e alimenta le nostre inquietudini. Mentre il mondo si interrogava sul disastro di Fukushima le potenze occidentali hanno iniziato una loro macabra...

Le ragioni del no alla guerra

La guerra torna d’attualità, sconvolge le agende politiche e alimenta le nostre inquietudini. Mentre il mondo si interrogava sul disastro di Fukushima le potenze occidentali hanno iniziato una loro macabra...

A colloquio con Gino Strada: “il mio no anche a questa guerra”

“La guerra è stupida e violenta. Ed è sempre una scelta, mai una necessità: rischia di diventarlo quando non si fa nulla per anni, anzi per decenni”. Gino Strada, fondatore...

Libia: No all’intervento militare imperialista!

Pubblichiamo la dichiarazione dei compagni di Sinistra Critica sulla decisione delle nazioni unite di intervenire militarmente in Libia. Il nostro movimento, come i compagni e le compagne di Sinistra Critica,...

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Iran: quale solidarietà? No alla guerra di aggressione e, allo stesso tempo, no al regime iraniano

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ErreDiPi, un’associazione del personale che il governo non vuole vedere

In poche parole

Consiglio di Stato e sostegno alle università, tutto e il contrario di tutto!

Rispondendo alla consultazione sul “pacchetto di sgravio 27”, relativamente ai tagli al sistema universitario, il Governo ticinese scriveva: «Il taglio dei contributi di base LPSU avrebbe un impatto negativo significativo sulla qualità dell’insegnamento e della ricerca svolti dalle scuole universitarie, minandone la stabilità nel medio lungo termine. (…) Non potendo coprire i minori contributi secondo la LPSU con l’aumento delle tasse, il Cantone Ticino, come altri cantoni, sarebbe chiamato a intervenire direttamente per compensare le minori entrate, con pesanti conseguenze sulle finanze cantonali».
Questa posizione è però cambiata rapidamente. Per finanziare le iniziative sui premi di cassa malati, il Consiglio di Stato propone ora tagli anche al settore universitario: 5,5 milioni l’anno ai contratti di prestazione con l’USI e 1,3 milioni a quelli della SUPSI. Come già fatto dal Consiglio federale, il Governo suggerisce agli istituti di compensare con misure di risparmio o aumentando le rette per studenti stranieri, in una evidente contraddizione rispetto alle posizioni precedenti.
Nel mirino finiscono anche le indennità di stage per ergoterapia e fisioterapia alla SUPSI, abolite per i nuovi studenti dal 2026, con risparmi previsti fino a oltre 1,2 milioni nel 2029. Dal 2027 sarà inoltre eliminato il contributo annuo di 250’000 franchi al DFA/ASP della SUPSI.
Una cosa appare chiara: il taglio ai finanziamenti universitari è ormai entrato stabilmente tra le opzioni politiche del Governo ticinese.

eventi

Contro l'iniziativa UDC "No a una Svizzera a 10 milioni"

18 Maggio 2026
20:30
Bellinzona – casa del Popolo

Assemblea Associazione giù le mani

20 Maggio 2026
20:00
BELLINZONA – >Centro spazio aperto