Tema caldo: Palestina e Israele

«Pulizia etnica » o come Israele caccia i Palestinesi dalla Grande Gerusalemme

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Achcar: Tra sionismo ed antisemitismo

di Gilbert Achcar Molti, inclusa ad esempio Theresa May, sembrano ignorare la complementarità tra il desiderio antisemita di disfarsi degli ebrei e il progetto sionista di inviarli tutti in Palestina....

Gaza. Levy: ” Israele vuole un altro massacro”

di Gideon Levy Un’altra ora senza elettricità a Gaza e l’ordine sarà dato: razzi Qassam contro Israele. Israele ancora una volta sarà la vittima, e un nuovo massacro comincerà. Non...

Interpellanza: il sindaco di Bellinzona e lo Stato di Israele

a cura della redazione Troverete qui di seguito l’interpellanza dal titolo: il sindaco di Bellinzona e lo Stato di Israele, che le due rappresentanti della lista MPS-Pop hanno inoltrato negli...

I consiglieri di Stato Christian Vitta e Norman Gobbi e lo Stato di Israele

di Matteo Pronzini* Lo scorso 28 l’Associazione Svizzera-Israele (sezione Ticino) ha invitato a Lugano l’ex-ministro della Giustizia e vice-primo ministro israeliano Tzipi Livni. Tra le numerose persone che hanno partecipato...

Yemen: una guerra taciuta

di Helen Lackner* La prima cosa che qualsiasi socialista, di qualsiasi tendenza, deve capire circa la guerra in Yemen è che nessuno dei leader di nessuna delle molte fazioni coinvolte...

Sulla Siria: guerrafondai, macellai e anti-imperialisti a senso unico

A cura della redazione de “il cuneo rosso” Pubblichiamo questo interessante articolo dei compagni della rivista “Il cuneo rosso”. Alcune delle loro considerazioni, in particolare quelle sugli anti-imperialisti a senso...

Bosia Mirra: un sostegno senza se e senza ma!

a cura della redazione Il Movimento per il socialismo (MPS) esprime tutta la sua solidarietà e il suo sostegno a Lisa Bosia Mirra, nei cui confronti è stato emesso un...

L’incompatibilità di Assad: da Aleppo a Idlib…

di Cinzia Nachira* Dopo quattro mesi, purtroppo, la previsione si è confermata: dopo Aleppo il regime non poteva che accanirsi ferocemente contro Idlib, la città dove migliaia di abitanti di...

Bisogna imparare a pensare

Intervista a Gilbert Achcar* Quattro anni dopo “Il popolo vuole: un’analisi radicale del sollevamento arabo”, Gilbert Achcar ha pubblicato da poco “Sintomi ossessivi: arretramento della sollevazione araba”. Occasione questa per...

Binebine: «Fermare persone che si fanno esplodere non si fa in un giorno»

Intervista con Mahi Binebine, artista e scrittore marocchino che combatte la mafia religiosa con la cultura: «Perché fermare persone che si fanno esplodere non si fa in un giorno».

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In poche parole

Il capo dell’esercito in cattedra a Lugano

In un’estate segnata dalla crisi climatica, dai tagli alla formazione, dall’aumento delle tasse di USI e Supsi e dalla pressione borghese per finanziare con l’IVA la 13a AVS e la spesa militare, Benedikt Roos, comandante di corpo dell’esercito svizzero, è sceso a Lugano.
Obiettivo: rassicurare l’economia ticinese sul fatto che l’esercito continuerà a fungere da «pompa finanziaria» per settori produttivi, dopo il forte rilancio della spesa militare deciso a Berna. Roos ha inoltre rassicurato il fronte reazionario: l’esercito continuerà ad alimentare la narrazione dei pericoli «da fuori» e della «minaccia esterna». Tutto propellente per chi costruisce il proprio progetto politico sulle derive securitarie.
Il nesso con la crisi climatica e i tagli alla spesa sociale è evidente: il riarmo viene finanziato riducendo la spesa pubblica e gli interventi a difesa dell’ambiente, e con l’aumento dell’IVA, la tassa più antisociale.
Roos ha riassunto la visione dominante: «La sicurezza è la base per molte cose. […] Se questa base è minacciata, ritengo giusto dare la priorità alla sicurezza» (così ha riassunto la RSI).
Tradotto: in futuro sempre più soldi all’esercito e meno ai bisogni sociali. E chi se ne frega se la minaccia più grave è la crisi climatica, provocata non da regimi stranieri minacciosi ma dal sistema capitalista.

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