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Sosterremo, come molti altri e come sempre, la manifestazione indetta questo sabato 8 ottobre per protestare contro l’aumento dei premi di cassa malati. In questo caso, per la verità, si tratta di una protesta, almeno per quel che riguarda il Ticino, contro la mancata diminuzione dei premi di cassa malati.

Una manifestazione di protesta più che legittima che, tuttavia, induce a qualche riflessione. Anche perché, elezioni federali  in vista e “impopolarità” dell’agire delle casse malati – oltre  alla crescente insopportabilità dei premi  – la lista delle adesioni alla protesta si è allargata a tutto il fronte parlamentare: vedremo esponenti di tutti i partiti in piazza governo, tutti  pronti ad attaccare lo “strapotere” delle casse malati.

 

Non si può far niente?

 

Ora, una cosa deve essere chiara: se i premi delle casse malati aumentano le responsabilità politiche maggiori sono da individuare nelle forze politiche di governo. È infatti noto che i premi di cassa malati sono di fatto il risultato di una serie di meccanismi che vedono implicati  governo e parlamento federali: dall’approvazione degli aumenti alle disposizioni relative alle prestazioni, da quelle relative al finanziamento delle cure mediche  fino a quelle che regolano le riserve delle casse malati. È un sistema preciso quello che vige, frutto delle mediazioni politiche che ruotano attorno alla concertazione elvetica.

È vero che  i socialisti, ad esempio, hanno a più riprese formulato proposte su aspetti specifici tesi a modificare l’attuale sistema (pensiamo, ad esempio, alla introduzione dei premi in percentuale del reddito);  ma si tratta di aspetti specifici, seppur importanti, che non modificano sul fondo il sistema. A tal punto che, val la pena ricordarlo, l’attuale impostazione di fondo – data dal quadro legislativo della LaMal – è stata voluta fortemente dal PSS e dalla sua allora consigliera federale Ruth Dreifuss.

Se in Parlamento qualche differenza tra i partiti si può ancora vedere, quando passiamo all’esecutivo – che è il cuore direttivo della politica sanitaria e assicurativa in Svizzera – qualsiasi distinzione sparisce. Già sentito, per caso, un consigliere federale socialista (o pipidino o liberale) dire che i premi di cassa malati sono inaccettabili e che l’esecutivo di cui egli fa parte deve intervenire per porre rimedio a questo stato di cose?

Eppure il governo federale avrebbe ampi mezzi per intervenire sui premi delle casse malati. Un consiglio federale che ha saputo imporre al Parlamento lo stanziamento di miliardi per salvare l’UBS  potrebbe sicuramente adottare misure importanti per modificare il sistema dei premi dell’assicurazione malattia.

 

Una priorità politica

 

Eppure in  nessuno dei  programmi di legislatura del governo federale che si sono succeduti in questi ultimi anni  abbiamo mai trovato, tra le priorità del governo, la diminuzione dei premi dell’assicurazione malattia. Certo di queste cose se ne parla, ma come conseguenza indiretta di altri elementi, di altri fattori. Ad esempio come conseguenza del razionamento delle prestazioni sanitarie delle quali i cittadini abuserebbero; oppure come conseguenza di nuovi sistemi di razionalizzazione nel finanziamento dei costi delle cure ospedaliere (come il sistema di finanziamento messo a punto e che dovrebbe entrare in vigore tra poco); oppure, ancora, come risultato di una politica di razionalizzazione delle strutture ospedaliere (che altro non significa se non la prospettiva di peggiorare il servizio offerto alla popolazione); oppure, infine, come conseguenza di una diminuzione dell’offerta (vedi limitazione del numero  di studi medici).

Come ultima conseguenza di  tutte queste misure – che altro non significano se non far giocare più a fondo i meccanismi di mercato – vi sarebbe la diminuzione dei premi di cassa malati. Come dire: se rinunciate alle cure mediche, alle prestazioni, a poter disporre di ospedali e servizi ospedalieri efficienti: ebbene, alla fine potrete avere anche una diminuzione dei premi  di cassa malati.

 

Alla manifestazione di sabato 8 ottobre parteciperanno anche personaggi che pensano queste cose e che si battono nelle istituzioni e nella società sulla base di queste posizioni. Naturalmente tutti, e anche loro, hanno il diritto di protestare sulla questione dei premi della cassa malati. Ma non dimentichiamoci le responsabilità politiche di ognuno.

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