Categoria geografica: Internazionale

Francia. Undici tesi sul movimento contro la riforma delle pensioni (gennaio-marzo 2023)

A che punto è il movimento nato in Francia il 19 gennaio per ottenere il ritiro dell’ennesima controriforma delle pensioni e una vittoria contro un presidente ampiamente odiato? A chi...

Israele. La riforma giudiziaria e la crisi di un modello economico

In Israele, la combinazione finora vincente di neoliberismo e apartheid si sta finalmente scontrando con un muro interno. Dopo mesi di proteste e pressioni economiche, lunedì 27 marzo il Primo...

Migranti, naufragi e le corresponsabilità della socialdemocrazia

Da troppi anni il Mediterraneo inghiotte centinaia, migliaia di persone che in fuga da guerre, da carestie, dalla miseria, cercano una “nuova vita” tra le dorate sbarre della Fortezza Europa....

Francia. Continua la mobilitazione contro la riforma delle pensioni e la politica del governo Macron

Altra grande giornata di mobilitazione quella vissuta giovedì 23 marzo in Francia (la nona convocata dall’Intersindacale – cioè il comitato di coordinamento che riunisce tutte le organizzazioni sindacali. Centinaia le...

Francia. La democrazia della piazza si fa sentire. Verso lo sciopero generale del 23 marzo

Gli sviluppi degli ultimi giorni in Francia sono noti. Macron ha superato due mozioni di censura, depositate dopo il ricorso da parte del suo governo all’art. 49.3 della Costituzione che,...

UBS acquista Credit Suisse in nome dell'”interesse generale”

Sotto la pressione di tutte le autorità di regolamentazione, UBS accetta di rilevare il suo rivale per 3 miliardi di franchi. Il governo svizzero fornisce una garanzia di 9 miliardi...

Francia. “Macron è con le spalle al muro, non lasciamo che il 49.3 salvi la situazione”!

Macron e il suo governo hanno appena tentato di forzare la mano il 16 marzo, cercando di imporre la loro legge sulle pensioni senza alcun voto dell’Assemblea nazionale, utilizzando l’articolo...

Francia, collera popolare contro la riforma delle pensioni dopo la forzatura di Macron in Parlamento

A fare sprofondare la Francia in una crisi politica, sociale e istituzionale, giovedì 16 marzo, è l’annuncio della prima ministra Elisabeth Borne che si assume la responsabilità della riforma pensionistica...

Brutti, sporchi e cattivi, ma non è un film

Strage di migranti a Cutro e karaoke con Salvini a Milano. Ci sono pochi dubbi sul significato reazionario ma anche fascista di quel che rappresenta il governo attuale. Per questo...

L’economia, una continuazione della guerra con altri mezzi

Questo articolo esplora le trasformazioni dell’economia mondiale provocate dalla guerra in Ucraina[1]. Estende l’analisi fatta in un articolo pubblicato all’inizio della pandemia di Covid-19, in cui si notava un inasprimento...

“Diciamo guerra alla guerra!”. Manifesto del Movimento Socialista russo in esilio

Tempest Mag [sito web di un collettivo di sinistra statunitense], pubblicando la traduzione di questa dichiarazione del Movimento socialista russo e contro la guerra, ha voluto sottolineare il primo anniversario...

Il PD ha perso le sue primarie

Due sono i primati raccolti contemporaneamente da Elly Schlein: prima donna segretaria del Pd e prima ad aver vinto la sfida al ballottaggio rovesciando la sconfitta patita nella conta tra...

Per il diritto del popolo ucraino a decidere sul proprio futuro! Ritiro completo delle truppe russe! Stop alla guerra!

Pubblichiamo la risoluzione adottata lo scorso 20 febbraio dal comitato esecutivo della Quarta Internazionale, l’organizzazione alla quale l’MPS fa riferimento a livello internazionale. (Red) L’ingiustificata e atroce invasione russa dell’Ucraina...

La vittoria della Schlein. Un PD di sinistra è possibile?

Elly Schlein è la nuova segretaria del Partito democratico. Si tratta di un risultato per alcuni aspetti dirompente: una donna di 37 anni, dichiaratamente bisessuale, uscita dal Pd nel 2015...

Iran. La loro complicità, la nostra solidarietà

Lunedì 27 febbraio, in Place des Nations a Ginevra si è tenuto un presidio di protesta contro la visita del ministro degli Esteri iraniano alla Commissione per i diritti umani...

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Per un referendum cantonale contro gli attacchi ai salari minimi cantonali

Omaggio a un «vero difensore degli oppressi»

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In poche parole

Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

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