Categoria: Articoli

Perché l’8 marzo voterò SÌ contro il dumping

Negli anni Settanta, poco dopo l’introduzione in Svizzera del diritto di voto femminile, ero una giovane donna che insieme ad altre cominciava a interrogarsi sulla situazione delle donne nel mondo....

Lotta al dumping e discriminazioni di genere

L’8 marzo saremo chiamati a votare sull’iniziativa “Combattiamo il dumping salariale e sociale”. Uno dei punti fondamentali della proposta è il potenziamento della sezione dell’Ispettorato del lavoro dedicata alle discriminazioni...

Francesca Albanese e la meschinità dei potenti

La Relatrice speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani nei Territori palestinesi occupati, Francesca Albanese, è nuovamente esposta a una campagna politica che la prende di mira, sia come persona,...

Il diritto alla parità di salario

L’iniziativa contro il dumping salariale, in votazione in Ticino l’8 marzo, ha avuto certamente il merito, indipendentemente dall’esito finale della stessa, di mostrare come il livello dei salari sia il...

Lottiamo contro gli abusi nel diritto del lavoro

I difensori dello status quo in materia di controlli del mercato del lavoro, e in particolare quella parte padronale che già oggi vorrebbe diminuirli parlando di “troppa inutile burocrazia” lo...

Tutti al presidio antifascista di sabato 21 febbraio a Lugano

L’MPS sostiene e inviata a partecipare al presidio antifascista di sabato 21 febbraio a Lugano La marcia dell’estrema destra annunciata per il 21 febbraio a Lugano è stata cancellata. Rimane...

Perché NO all’iniziativa UDC “No a una Svizzera da 10 milioni”

L’iniziativa dell’Unione democratica di centro (UDC) «No a una  Svizzera da 10 milioni» sarà sottoposta al voto il prossimo 14 giugno. Per economiesuisse, che organizza le campagne politiche del padronato,...

Ma le donne no!

Sorprende l’editoriale di Daniel Ritzer apparso sulla Regione di venerdì 13 febbraio. Il testo si caratterizza per alcune inesattezze fattuali e per una dimenticanza macroscopica. Le inesattezze riguardano la nozione...

In difesa di Cuba, contro le misure neocoloniali di embargo e affamatrici imposte da Trump

Il blocco energetico e alimentare imposto da Washington aggrava la crisi umanitaria e minaccia la sovranità di tutta l’America Latina. Il neofascista inquilino della Casa Bianca tenta di mettere in...

Appello: l’8 marzo, votiamo SÌ per la difesa dei diritti delle donne

L’8 marzo non è solo una ricorrenza, né una festa: è una giornata di lotta. È un momento importante di presa di parola collettiva in cui le donne rendono visibili...

Violenza sulle donne, the show must go on…

Il 13 febbraio si è consumato l’ennesimo femminicidio. Un uomo, rientrato ubriaco dal Carnevale, ha verosimilmente ucciso la sua compagna prima di togliersi la vita. Un episodio che non deve...

Basta violenze contro le donne

Pubblichiamo questa presa di posizione del collettivo Io l’8 ogni giorno che, anche alla luce del recente caso di femminicidio avvenuto in Ticino inviata a un presidio che si terrà...

L’ecocidio capitalista

Hai pubblicato un’opera voluminosa, divisa in tre volumi, per un totale di 1.250 pagine, intitolata “L’ecocidio capitalista”, co-pubblicata da Page 2 (Losanna) e Syllepse (Parigi). Prima di discuterne il contenuto, potresti raccontarci brevemente le ragioni...

8 marzo, votare SÌ per controlli efficaci e salari dignitosi in Ticino

Pubblichiamo la presa di posizione del movimento politico “Più donne” a sostegno dell’iniziativa «Rispetto per i diritti di chi lavora! Combattiamo il dumping salariale e sociale!». (Red) L’8 marzo, in...

Appello internazionale antifascista e antimperialista

Le forze di estrema destra e neofasciste stanno avanzando in ogni continente. Sebbene la minaccia si manifesti in modi diversi a seconda del paese o della regione, i suoi elementi...

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Per un referendum cantonale contro gli attacchi ai salari minimi cantonali

Omaggio a un «vero difensore degli oppressi»

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In poche parole

Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

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