Paese: Palestina

Israele-Palestina. Per una solidarietà internazionalista

Dopo quella pubblicata appena dopo l’esecrabile attacco di Hamas (Israele-Palestina. Una presa di posizione socialista internazionalista * MPS – Movimento per il socialismo (mps-ti.ch), pubblichiamo una nuova presa di posizione...

Palestina-Israele, 10 fatti che è necessario conoscere

Israele è stato fondato nel 1948 in un territorio storicamente occupato da arabi. Lo slogan “una terra senza popolo per un popolo senza terra” costituisce una vera e propria menzogna....

Per il diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese

In questi drammatici giorni è in atto un feroce tentativo di delegittimare agli occhi dell’opinione pubblica chiunque sostenga la causa del popolo palestinese e la sua legittima resistenza a rivendicare...

Hamas, Netanyahu e la sinistra

La nuova guerra in Medio Oriente tra Hamas e Israele è un disastro per tutti i popoli della regione, sia israeliani che palestinesi, forse per tutto il mondo.  Per decenni...

Israele-Palestina. Una presa di posizione socialista internazionalista

Pubblichiamo qui di seguito la presa di posizione delle sezioni MPS di Zurigo e Basilea. Una presa di posizione che, nei suoi aspetti fondamentali, condividiamo. (Red) Molti a sinistra sbagliano...

L’attacco di Hamas ha terrorizzato gli Israeliani. Ricordiamo il contesto in cui questo avviene

È un giorno terribile. Dopo esserci svegliati al suono delle sirene d’allarme innescate da un diluvio di centinaia di razzi lanciati contro le città israeliane, abbiamo appreso dell’assalto senza precedenti...

I palestinesi parlano il linguaggio della violenza insegnato loro da Israele

Le uccisioni indiscriminate di israeliani da parte di Hamas e di altre organizzazioni di resistenza palestinese, il rapimento di civili, la raffica di razzi su Israele, gli attacchi dei droni...

La controffensiva di Hamas di ottobre: un primo commento

La controffensiva lanciata da Hamas contro Israele il 7 ottobre 2023, il giorno dopo il 50° anniversario di un altro attacco arabo a sorpresa contro Israele – la guerra dell’ottobre...

Palestina e Israele verso una prospettiva devastante

L’esercito israeliano ha organizzato un assedio medievale alla Striscia di Gaza, niente cibo, né carburante, né acqua per i 2 milioni e mezzo di abitanti. Le incursioni dei bombardieri martellano...

Alla radice c’è l’oppressione

In questo momento, Palestinesi, Israeliani e tutti noi che abbiamo lì dei familiari siamo terrorizzati per le persone che amiamo. Piangiamo la vita di coloro che sono già scomparsi e...

Palestina-Israele, oltre il sionismo e il jihadismo

Più che in qualsiasi altra fase dei 75 anni di esistenza dello stato di Israele, in questi giorni abbiamo assistito al crollo spettacolare e tragico della grande promessa del movimento...

Un “Accordo del secolo” senza sorprese

Il cosiddetto “accordo del secolo”, annunciato molti mesi fa da Donald Trump ed ora reso pubblico nel duetto con Benjamin Netanyahu di martedì 28 gennaio 2020 alla Casa Bianca, non...

La legge che dice la verità su Israele

Il parlamento israeliano, la Knesset, ha approvato una delle leggi più importanti della sua storia, oltre che quella più conforme alla realtà. La legge sullo stato-nazione (che definisce Israele come...

Terrorismo a Gaza

Terrorismo: […] L’uso di violenza illegittima, finalizzata a incutere terrore nei membri di una collettività organizzata e a destabilizzarne o restaurarne l’ordine, mediante azioni quali attentati, rapimenti, dirottamenti di aerei...

A proposito del brutale attacco alla Siria

Stati Uniti, Inghilterra e Francia hanno attaccato la Siria nel quadro di un’operazione mediatica rivolta soprattutto ai loro rispettivi paesi, rivelando un’estrema debolezza. La Russia non ha avuto problemi per...

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In poche parole

Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

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