Paese: Unione Europea

Chi deve decidere la separazione?

di Antonio Moscato Aspettando i dati più importanti, sulla riuscita dello sciopero generale, sulla sua durata, sugli sviluppi di iniziative di solidarietà in altre regioni dello Stato spagnolo, che arrivano...

Catalogna – Classi, egemonia e indipendentismo catalano

di Marc Casanovas e Brais Fernández* Con questo testo intendiamo partecipare alla discussione strategica apertasi nelle sinistre sul referendum catalano dell’1 Ottobre, ma che riteniamo vada anche oltre. Non ci...

La destra tedesca che scuote l’Europa

di Manuel Kellner* Il 24 settembre sarà ricordato per la perdita spettacolare dei partiti Cdu e Spd che avevano formato la Grande coalizione guidata dalla cancelliera Angela Merkel e per...

Referendum in Catalogna: lo Stato penale, le libertà e la democrazia

di Jaime Pastor* Siamo entrati nella parte finale della prova di forza intorno alla celebrazione del referendum convocato dal parlamento catalano per il prossimo 1 ottobre e nessuno è in...

Con Rosa, Ignazio, non c’entra proprio un Cassis!

a cura della redazione Durante il suo discorso di investitura Ignazio Cassis ha citato una frase di Rosa Luxemburg, motivando in seguito la scelta come segno di apertura e volontà...

L’autunno che verrà

di Eliana Como L’estate è stata torrida. Ma ci aspetta un lungo e faticoso autunno, che è bene sperare che sia anche più caldo dell’estate appena passata. Almeno dal punto...

Le mobilitazioni dell’autunno

di Franco Turigliatto Alcune istantanee raffigurano lo scenario italiano. Il governo sta elaborando una legge di stabilità (deve essere presentata in Parlamento il 15 ottobre) la cui cifra appare già...

Catalogna Dal «danno irreparabile» al 1° ottobre

di Teresa Rodríguez e Miguel Urbán* Il referendum del 1° ottobre non è una questione che riguarda solo i popoli dello Stato spagnolo, o al massimo alcuni paesi in cui...

Cent’anni fa a Torino, quando i poveri non facevano la guerra ai poveri

di Teresa Noce* Torino 1917, come la rivolta per il pane diventò uno sciopero generale contro la guerra. Il racconto di Teresa Noce. Cento anni fa, il 21 agosto del...

Dove vanno le “nostre” Ferrovie dello Stato?

di Marco Beccari Il governo italiano ha intenzione di procedere con la privatizzazione scorporando i rami più redditizi. Il piano aziendale prevede: investimenti nell’alta velocità, acquisizione di gran parte del...

Deliveroo in sciopero in Francia

di Laurent Degousée Il primo sciopero generale dei riders (fattorini/e) di Deliveroo è stato organizzato l’11 di agosto in Francia e un nuovo sciopero ci sarà il 28 agosto, con...

Ritorniamo umani. E solidali

di Franco Turigliatto Da Salvini a Gentiloni, da Travaglio alla Cei: come l’inumano è diventato moneta corrente. Dobbiamo fermare il delirio autoritario, crudele, disumano, reazionario e nazionalista Questi insopportabili e...

Save the children: nessuna testimonianza contro Jugend Rettet

di Checchino Antonini Save the children smentisce la partecipazione all’inchiesta contro la ong Jugend Rettet a cui la procura di Trapani ha sequestrato la nave Iuventa. Il teorema contro Jugend...

La guerra di Francia di Fincantieri vista con gli occhi dei lavoratori

di Franco Turigliatto La vicenda di Fincantieri nelle sue acquisizioni industriali in Francia e lo scontro tra il governo francese e quello italiano sono emblematici delle dinamiche attuali del capitalismo,...

Gran Bretagna | Conservatori in crisi, il Labour di Corbyn in ascesa

di Veronica Fagan* Il 18 aprile scorso il primo ministro britannico Theresa May, indicendo delle elezioni anticipate per l’8 giugno, si aspettava che il loro risultato la rafforzasse. S’è prodotto...

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In poche parole

Il capo dell’esercito in cattedra a Lugano

In un’estate segnata dalla crisi climatica, dai tagli alla formazione, dall’aumento delle tasse di USI e Supsi e dalla pressione borghese per finanziare con l’IVA la 13a AVS e la spesa militare, Benedikt Roos, comandante di corpo dell’esercito svizzero, è sceso a Lugano.
Obiettivo: rassicurare l’economia ticinese sul fatto che l’esercito continuerà a fungere da «pompa finanziaria» per settori produttivi, dopo il forte rilancio della spesa militare deciso a Berna. Roos ha inoltre rassicurato il fronte reazionario: l’esercito continuerà ad alimentare la narrazione dei pericoli «da fuori» e della «minaccia esterna». Tutto propellente per chi costruisce il proprio progetto politico sulle derive securitarie.
Il nesso con la crisi climatica e i tagli alla spesa sociale è evidente: il riarmo viene finanziato riducendo la spesa pubblica e gli interventi a difesa dell’ambiente, e con l’aumento dell’IVA, la tassa più antisociale.
Roos ha riassunto la visione dominante: «La sicurezza è la base per molte cose. […] Se questa base è minacciata, ritengo giusto dare la priorità alla sicurezza» (così ha riassunto la RSI).
Tradotto: in futuro sempre più soldi all’esercito e meno ai bisogni sociali. E chi se ne frega se la minaccia più grave è la crisi climatica, provocata non da regimi stranieri minacciosi ma dal sistema capitalista.

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