Tema caldo: Iran

La guerra tra Israele e Iran dopo il «cessate il fuoco»

Nell’analisi dell’intervento militare di Israele contro l’Iran, seguito da quello degli Stati Uniti, è necessario tenere conto di almeno tre punti essenziali: Qualsiasi posizione sulla guerra iniziata da Israele contro...

La debolezza del regime iraniano

Un comportamento così timoroso invita gli aggressori a raddoppiare la pressione e a rinnovare i loro attacchi, fiduciosi che Teheran non oserà mettere in atto le sue minacce. Ho iniziato il...

L’Iran, Israele, la guerra e la sinistra

Pubblichiamo questo interessante articolo che affronta la questione della necessità di difendere alcuni principi indipendentemente da considerazioni di ordine geopolitico, avendo come riferimenti essenziali la difesa dei diritti e dei...

Israele-Iran: un abisso terrificante per il popolo iraniano e la regione

Questo articolo è stato redatto il 18 giugno, prima dell’intervento americano in Iran. Il suo contenuto resta tuttavia totalmente valido e attuale. (Red) L’assalto militare di Israele contro l’Iran, iniziato...

La miseria dell’Iran

Mentre Israele e Iran si scambiano attacchi missilistici dopo la grande offensiva lanciata da Israele la scorsa settimana, il presidente americano Trump ha proposto una pausa di due settimane per...

Tra propaganda e realtà: cosa sta davvero accadendo in Iran

L’ultimo grande azzardo di Donald Trump sembra arrivato, con il suo ultimatum della scorsa notte: resa incondizionata o sarà guerra, stavolta anche dagli Usa. E così Netanyahu non solo avrà...

Iran, dichiarazione congiunta di organizzazioni indipendenti contro la guerra e le politiche belliciste

Alla luce delle attuali condizioni instabili e pericolose in Iran e nella regione, le organizzazioni firmatarie ritengono loro dovere assumere una posizione collettiva. I lavoratori iraniani – operai, insegnanti, infermieri,...

Il regime iraniano si trova in una situazione difficile da lui stesso creata

Uno dei detti più famosi sulle rivoluzioni è attribuito a uno dei leader più importanti della Rivoluzione francese durante la sua fase più radicale, Louis Antoine de Saint-Just (1767-1794): “Coloro...

Iran. I socialisti rivoluzionari si esprimono contro la guerra

Pubblichiamo qui di seguito una dichiarazione del Partito Hekmatista (Linea Ufficiale), noto anche come Partito Comunista-Operaio dell’Iran – Hekmatista (Linea Ufficiale). La corrente hekmatista/comunista-operaia, che oggi comprende diverse organizzazioni, ha...

Fermare Israele, ora!

Pubblichiamo la Dichiarazione del Comitato esecutivo della Quarta Internazionale (13 giugno 2025) che gli ultimi drammatici avvenimenti (minacce di un attacco comune USA-Israele) rendono ancora più attuale. (Red) L’attacco senza...

Iran-Israele. Perché Netanyahu ha scelto l’escalation

Non casualmente, lo stesso giorno in cui Netanyahu ha evitato per un pelo la crisi di il governo a seguito di una disputa sul rendere o meno obbligatorio il servizio...

Ultimi articoli

Per un referendum cantonale contro gli attacchi ai salari minimi cantonali

Omaggio a un «vero difensore degli oppressi»

scuola

In poche parole

Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

eventi

Non ci sono appuntamenti