Tema caldo: Palestina e Israele

Israele. La riforma giudiziaria e la crisi di un modello economico

In Israele, la combinazione finora vincente di neoliberismo e apartheid si sta finalmente scontrando con un muro interno. Dopo mesi di proteste e pressioni economiche, lunedì 27 marzo il Primo...

La Palestina verso una nuova Intifada?

Sono centinaia di migliaia le palestinesi e i palestinesi che vivono a Gerusalemme Est (circa il 40% della popolazione di tutta la città), una città devastata dalla ultrasettantennale presenza sionista...

Iran, i problemi della rivoluzione

Il regime islamico in Iran è impegnato nella brutale repressione dell’ultima rivolta degli iraniani, che stanchi di quarantatré anni di repressione chiedono un cambiamento. La rivoluzione iraniana del 1979 è...

Iran. Dall’insubordinazione alla rivoluzione

Tre periodi hanno finora caratterizzato il movimento iraniano di protesta iniziato a settembre e che sta entrando nel suo terzo mese. Il primo, durato una o due settimane, è segnata...

Iran, il regime che massacra le donne fa affari con l’Occidente

Togliere il velo che da decenni nasconde l’orrore del regime iraniano agli occhi del mondo. È questo il reato commesso da Mahsa Amini, la giovane iraniana torturata e poi morta il...

L’immagine della vittoria è per Hamas e non per Netanyahu

Dal 2007 i due milioni di abitanti palestinesi della Striscia di Gaza subiscono un assedio terrestre e marittimo israeliano-egiziano. Quando si vuol fare pressione sulla popolazione e sulla sua direzione...

Il razzismo di Israele e la strumentalizzazione dell’antisemitismo

Secondo il verdetto del tribunale, George Floyd è stato ucciso a sangue freddo – in seguito a “colpi e ferite che hanno portato alla morte senza l’intenzione di provocarla” –...

Maggio 2021…ovvero quando l’illusione della normalità di Israele va in frantumi

Questo maggio 2021 avrà infranto l’illusione degli Israeliani di essere al sicuro dal vulcano creato da una lunga storia di pulizia etnica e di apartheid. Per decenni, gli israeliani si...

Democrazia e apartheid israeliana. Niente vaccini e cure mediche per i palestinesi

Come sempre, e più che mai in questi giorni, radio, tv, giornali ci spaccano i timpani con il merito di Israele di essere la sola “democrazia” del Medio Oriente, per...

Gerusalemme: la porta di Damasco, epicentro della rivolta palestinese

Molto è stato scritto sugli scontri e la violenza delle ultime settimane intorno alla Porta di Damasco a Gerusalemme. Ma come abitante di lunga data della città, godo di un...

Medio Oriente e Africa del Nord. Dieci anni dopo l’inizio dei sollevamenti popolari, siamo solo all’inizio…

«Le rivoluzioni sono le locomotive della storia»Karl Marx, La lotta di classe in Francia (1850) Le rivoluzioni hanno rappresentato la più rilevante forma di conflitto politico nel XX secolo –...

La Siria e l’”antimperialismo” degli imbecilli

Quella che segue è la versione italiano di una lettera aperta scritta da un gruppo di scrittori e intellettuali siriani in collaborazione con altri solidali. È firmata da attivisti, scrittori,...

La rivoluzione siriana: riflessioni su un decennio di lotte

Lo scrittore e dissidente politico siriano Yassin Al Haj Saleh parla delle speranze della rivoluzione, della tragedia della guerra e delle lezioni di una vita di lotta. Il ciclo di...

La politica israeliana nell’era Biden

Pubblichiamo questa interessante intervista a Michael Warschawski, scrittore e giornalista israeliano, condirettore dell’Alternative Information Center di Gerusalemme. (Red) Cosa cambierà per Israele con la nuova amministrazione statunitense di Biden? Biden...

Dieci anni dalla “primavera araba”, tra euforia e sconforto

Dieci anni fa, il 17 dicembre 2010, un giovane venditore ambulante della città di Sidi Bouzid nella Tunisia centrale, ha scatenato una tempesta politica che ha travolto l’intero Paese, prima...

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Il caldo non è più un rischio climatico futuro. È già qui

In poche parole

Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

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