Tema caldo: Palestina e Israele

Israele non è una democrazia, è un’autocrazia

Ofer Cassif è un deputato ebreo alla Knesset [il parlamento israeliano] del Partito Comunista Israeliano (Maki), componente dell’alleanza Hadash, una delle poche realtà del paese che riunisce cittadini ebrei e...

Italia. Lo sciopero e le manifestazioni per Gaza e per la Flotilla

Anche prendendo per buone le valutazioni, notoriamente poco attendibili, della polizia (circa 400.000), si è trattato di una giornata storica. Le manifestazioni sono state enormi ed ovunque, ed ovunque enormi (in...

L’attacco alla Flotilla da parte di Israele e il diritto internazionale

L’esercito israeliano ha intercettato diverse navi della flottiglia Global Sumud che mira a portare aiuti a Gaza. Alcune persone a bordo sono state arrestate, tra cui Greta Thunberg.Queste intercettazioni hanno...

Più di 2000 persone per le vie di Lugano a sostegno della Flotilla e del popolo palestinese e per chiedere un cambiamento di rotta alla politica del governo svizzero

Erano veramente tante le persone che alle 18.00 si sono presentate in piazza Dante a Lugano, sicuramente più di 2000 che hanno poi iniziato una lunga manifestazione che attraverso il...

Palestina. Dopo “l’accordo del secolo”, ecco “l’accordo del millennio”

Più di cinque anni fa, il 28 gennaio 2020, Donald Trump, allora presidente al suo primo mandato, svelava il suo piano di pace per la Palestina durante una cerimonia alla...

Il piano di Trump per Gaza priva i palestinesi del loro destino

In venti punti, il presidente degli Stati Uniti promette di porre fine alla guerra a Gaza, senza un calendario per il ritiro israeliano e con una gestione sotto tutela straniera...

Palestina. Riconoscere il popolo prima dello Stato

Nel novembre 1988, l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) in esilio proclamò ad Algeri l’indipendenza dello Stato di Palestina. Subito dopo, la maggior parte dei paesi arabi, africani, asiatici,...

Perché i paesi BRICS non denunciano il genocidio in corso a Gaza

I paesi BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica), che hanno ammesso al loro interno altri 5 Stati (Egitto, Emirati Arabi Uniti, Etiopia, Indonesia e Iran), si sono riuniti a...

Palestina. Il riconoscimento dello Stato non è sufficiente

Negli ultimi mesi, mentre continuano i massacri genocidi degli abitanti di Gaza, un numero crescente di paesi ha annunciato l’intenzione di riconoscere uno stato palestinese, unendosi ai 147 che lo...

Italia. Finalmente lo sciopero generale!

Contro il genocidio a Gaza, milioni di lavoratori e lavoratrici, studentesse e studenti È difficile dare i numeri di una giornata così intensa, brulicante di persone e finalmente intergenerazionale. Quel...

La scuola ticinese non può restare indifferente di fronte alla tragedia che sta insanguinando Gaza

Pubblichiamo una interpellanza dei deputati dell’MPS che riprende, in parte, i contenuti della lettera aperta che, lo scorso 26 agosto, avevamo indirizzato alla direzione del DECS. (Red) Da settimane il...

Italia. Palestina, uno sciopero veramente generale

Pubblichiamo questo breve resoconto, curato dalla redazione del sito refrattario e controcorrente, sulla giornata di sciopero generale in solidarietà con la Palestina tenutosi ieri in molte città italiane, in particolare...

Palestina. La memoria rubata

Lo scorso 31 agosto 2025, lo storico Jean-Pierre Filiu ha pubblicato un articolo intitolato «La schiacciante responsabilità di Hamas nella catastrofe palestinese», apparso sul quotidiano 𝐿𝑒 𝑀𝑜𝑛𝑑𝑒. L’articolo di Filiu,...

Quale futuro per i bambini che nascono ora a Gaza?

Sei neonati, almeno due dei quali prematuri, giacciono stipati in un’unica culla all’ospedale Al-Ahli di Gaza City, a pochi giorni dal Rosh Hashanah, il capodanno ebraico. Sarebbe stato meglio se...

Gaza e l’olocausto che si sta perpetrando. La denazificazione di Israele è l’unica soluzione

La mortale supremazia etnica insita nella società israeliana affonda le sue radici più in profondità di Netanyahu, Ben Gvir e Smotrich, e deve essere affrontata alla radice. Gaza è avvolta...

Ultimi articoli

Sul concetto di imperialismo e la sua storia

Non si volta pagina così!

Un presidio per chiedere chiarezza, verità e giustizia

In poche parole

Il capo dell’esercito in cattedra a Lugano

In un’estate segnata dalla crisi climatica, dai tagli alla formazione, dall’aumento delle tasse di USI e Supsi e dalla pressione borghese per finanziare con l’IVA la 13a AVS e la spesa militare, Benedikt Roos, comandante di corpo dell’esercito svizzero, è sceso a Lugano.
Obiettivo: rassicurare l’economia ticinese sul fatto che l’esercito continuerà a fungere da «pompa finanziaria» per settori produttivi, dopo il forte rilancio della spesa militare deciso a Berna. Roos ha inoltre rassicurato il fronte reazionario: l’esercito continuerà ad alimentare la narrazione dei pericoli «da fuori» e della «minaccia esterna». Tutto propellente per chi costruisce il proprio progetto politico sulle derive securitarie.
Il nesso con la crisi climatica e i tagli alla spesa sociale è evidente: il riarmo viene finanziato riducendo la spesa pubblica e gli interventi a difesa dell’ambiente, e con l’aumento dell’IVA, la tassa più antisociale.
Roos ha riassunto la visione dominante: «La sicurezza è la base per molte cose. […] Se questa base è minacciata, ritengo giusto dare la priorità alla sicurezza» (così ha riassunto la RSI).
Tradotto: in futuro sempre più soldi all’esercito e meno ai bisogni sociali. E chi se ne frega se la minaccia più grave è la crisi climatica, provocata non da regimi stranieri minacciosi ma dal sistema capitalista.

eventi

Non ci sono appuntamenti