Tema caldo: Palestina e Israele

L’espulsione pianificata della popolazione di Gaza è già in corso

L’offensiva militare del governo israeliano contro l’Iran – questione su cui torneremo – tende a distogliere l’attenzione da ciò che continua ad accadere a Gaza e in Cisgiordania, e a...

Iran-Israele. Perché Netanyahu ha scelto l’escalation

Non casualmente, lo stesso giorno in cui Netanyahu ha evitato per un pelo la crisi di il governo a seguito di una disputa sul rendere o meno obbligatorio il servizio...

Le lacrime di coccodrillo di un liberalismo agonizzante

I leader dei governi liberali occidentali – Germania, Gran Bretagna, Francia e Canada – hanno atteso un anno e mezzo dall’inizio della guerra genocida condotta dall’esercito sionista contro il popolo...

Pietà per la popolazione di Gaza

Quello a cui abbiamo assistito negli ultimi giorni nei negoziati tra Hamas e lo stato sionista sotto il patrocinio statunitense e arabo, dopo il rifiuto del movimento islamico alla tregua...

L’82% degli ebrei israeliani sono per l’espulsione degli abitanti da Gaza e dalla Cisgiordania

Un recente sondaggio condotto tra gli ebrei israeliani rivela un crescente consenso all’idea di un’espulsione forzata dei palestinesi, sia da Gaza che dal territorio delimitato dai confini di Israele. Il...

Come la Cina sta silenziosamente aiutando il progetto dei coloni israeliani in Cisgiordania

A parole il governo cinese chiede a Israele di frenare la sua politica di insediamenti illegali in Cisgiordania (come vogliono tutte le risoluzioni ONU). Nei fatti diverse imprese a controllo...

Dopo oltre 600 giorni di genocidio in Palestina…

Pubblichiamo una presa di posizione del Coordinamento Unitario a Sostegno della Palestina che, da orma quasi due anni, conduce la mobilitazione in Ticino a sostegno del popolo palestinese. Il CUSP...

Aiuti umanitari a Gaza: si conferma il fallimento del piano israeliano

Israele aveva un piano per distribuire aiuti umanitari sostituendosi all’ONU e alle grandi ONG internazionali. Già partito male con la chiusura della principale organizzazione sostitutiva, che avrebbe dovuto occuparsi degli...

A Gaza oggi come fecero i nazisti in URSS nel 1941, la fame come arma di genocidio

Le immagini dei bambini di Gaza, che la maggior parte dei media occidentali si rifiuta di mostrare, non lasciano dubbi: ricordano quelle dei campi di sterminio nazisti filmate da registi...

Proposta di risoluzione al Parlamento cantonale. Basta con il massacro a Gaza!

Pubblichiamo il progetto di risoluzione che i deputati dell’MPS hanno presentato alcuni giorni fa all’Ufficio Presidenziale del Gran Consiglio del Canton Ticino. Speriamo che la stessa venga messa all’ordine del...

In migliaia a Bellinzona per dire basta al massacro del popolo palestinese

È stata una bella manifestazione quella tenutasi oggi a Bellinzona. Silenziosa ma non muta. Una manifestazione potente e decisa che ha saputo denunciare con brevi ma significativi discorsi quanto sta...

Basta con il massacro dei Palestinesi e con le complicità politiche dei governi
Stop al massacro in Palestina

Un gruppo di cittadine e cittadine si è fatto promotore della manifestazione sulla Palestina che si terrà Sabato 24 maggio a BELLINZONA (ore 14.00 – stazione FFS). Negli scorsi giorni...

Palestina. Non accettiamo l’inaccettabile, manifestiamo a sostegno del popolo palestinese, contro il genocidio perpetrato da Netanyahu e dal suo governo. Tutte e tutti a Bellinzona il 24 maggio!
Se per i rating diventa sostenibile investire nella distruzione della Palestina

Due società di rating sugli investimenti sostenibili hanno ripulito l’immagine delle aziende che aiutano Israele nelle sue operazioni in Palestina. Si chiamano investimenti etici e sostenibili e promettono di investire...

Ultimi articoli

Il 250° anniversario degli Stati Uniti e le radici della politica di Trump: colonialismo, conquista, sterminio, suprematismo bianco

Francia, le/gli anticapitaliste/i verso le presidenziali

Il caldo non è più un rischio climatico futuro. È già qui

In poche parole

Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

eventi

Non ci sono appuntamenti