Tema: Economia

Crollo del Ponte Morandi: disastro inevitabile o tragedia del capitalismo?

L’articolo che pubblichiamo sulla tragedia di Genova presenta una documentazione essenziale e il quadro complessivo di scelte strutturali economiche e politiche che sono alla base di una catastrofe annunciata. Pone...

La Cina, l’imperialismo prossimo

Imperialismo. Verso la fine di questo secolo la Cina sarà egemone, sostituendo gli Usa, l’unico dubbio è se ci sarà una guerra nucleare durante il processo Verso la fine di...

Il fenomeno Macron e la nuova rappresentazione politica delle classi dominanti

Il fenomeno del macronismo sta guadagnando forza in Europa negli ultimi mesi come nuova opzione per puntellare la costruzione europea nel suo senso neoliberista. Questo testo intende analizzare questo fenomeno...

Sergio Marchionne, più finanza che auto. E il Jobs Act è roba sua

La storia della Fiat sarà scandita da un prima e da un dopo Marchionne. L’impatto del manager italo-canadese sulla (ex) Fabbrica italiana di automobili con sede, una volta, a Torino,...

Tassa piatta finanziaria

La Flat Tax (“tassa piatta”) è entrata nei programma elettorali delle destre e, infine nel contratto di governo della coalizione alla guida del paese. Sia pur nella incertezza dei dettagli,...

Italia, anello debole dell’economia nazional-populista

Il nazional-populismo ha un pensiero economico o perlomeno una prospettiva economica? Il diffuso ripiegamento nazionale è solo politico oppure sta prendendo corpo anche una corrispondente variante economica? La crisi del...

Grecia: un annuncio ingannevole di riduzione del debito

Eric Toussaint, che cosa pensa dell’accordo firmato dai ministri della zona euro? La Grecia è uscita dalla crisi? Non c’è proprio nessuna uscita dalla crisi. E peraltro, per l’insieme della...

Euro o no, e se la sovranità monetaria fosse solo un mito?

Il sovranismo non rimuove quelle caratteristiche di fondo della globalizzazione. Non è dell’euro la responsabilità della crisi. Ma è una trappola l’Europa, nel senso di Ue? E’ possibile democratizzare l’Unione?...

Dazi e non solo, come gira il mondo

Siamo così assorbiti nel focalizzare il nuovo governo italiano dentro lo schema binario nuovo versus vecchio e superato, che non vediamo come potrebbe esser incasellato nello scenario internazionale. Le attuali...

L’uscita dall’euro del professor Savona è solo il piano B del Capitale

La nascita del governo Lega-M5S rappresenta indubbiamente l’involuzione più a destra e reazionaria nella storia dell’Italia repubblicana e post-bellica. Si tratta di una miscela esplosiva, artatamente condita di richiami populisti...

Né Mattarella, né Cottarelli, né Salvini, né Di Maio

“La potenza del capitale è tutto, la Borsa è tutto, mentre il parlamento, le elezioni, sono un gioco da marionette, di pupazzi… Il capitale, dal momento in cui esiste, domina...

La politica delle banche a tutte le latitudini

La prospettiva di un governo nazional-populista in Italia sembra preoccupare i cosiddetti mercati e l’establishment, ma ancora niente di paragonabile coi tempi della crisi del 2011. Tra i commentatori è...

1968: un “momento globale”, l’impegno di una generazione militante

Riprendiamo da “Europe Solidaire sans frontières” questo ampio articolo che ricostruisce non solo le dinamiche politiche del maggio francese, ma la portata internazionale complessiva dell’evento ’68 e in particolare l’impegno...

Marx e i ritmi sincopati della politica

In occasione dei 200 anni dalla nascita di Marx, pubblichiamo un estratto della prefazione di Daniel Bensaid al testo “Inventare l’ignoto. Testi e corrispondenze sulla Comune di Parigi” di Karl...

Governabilità: il problema irrisolto della borghesia italiana

Mentre scriviamo queste note, siamo alla vigilia del terzo round di consultazioni che il Presidente della Repubblica terrà con i partiti parlamentari presso la sua residenza. È l’ennesimo atto della...

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PSE e nuovo stadio. Cosa ci sarà mai da festeggiare…

Russia. I costi dell’invasione dell’Ucraina non possono più essere tenuti lontano da tutti i russi

Italia. Dopo i fatti di Modena, qualche dato oggettivo

In poche parole

Della serie: il settore della moda tiene…

Non sono passate 24 ore da quando Marina Masoni, presidente di quel guscio vuoto che è TicinoModa, ci ha assicurato sulle magnifiche sorti e progressive della Fashion Valley ticinese, ed ecco annunciata la soppressione dei 60 posti di lavoro della Auriel Investment Sa di Paradiso.
Interessante, perché questa azienda, come la stragrande maggioranza di quelle che compongono il settore in Ticino, non è un’azienda produttiva nel senso tradizionale del termine, né un fiore all’occhiello di un settore industriale d’avvenire. È invece un’azienda sostanzialmente commerciale (i lavoratori licenziati sono “tutti attivi nel settore amministrativo”).
Il nuovo fondo – americano, naturalmente – che rileverà il marchio Roberto Cavalli affiderà inoltre a The Level Group, società di e-commerce con sede a Milano, la “gestione delle operazioni nei canali e-commerce, wholesale e retail”.
Nulla di nuovo: la Fashion Valley ticinese continua a essere quella del modello Gucci e Kering. Cosa costoro abbiano lasciato in Ticino è sotto gli occhi di tutti (a cominciare dalle mastodontiche infrastrutture). Quello che invece si sono portati via – in particolare sotto forma di sgravi e aggiramenti fiscali – è nelle carte delle diverse condanne subite in Italia e in Francia.
Cose che il governo di questo Cantone continua a ignorare.

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