Tema: Economia

Un SÌ per difendere i diritti delle lavoratrici

A quante lavoratrici è capitato di dover sopportare battute inopportune o comportamenti sessisti da parte di un superiore o di un collega? Quante donne sanno di guadagnare meno dei loro...

Quattro serate per discutere di salari e dumping

Comincia questo martedì 3 febbraio da Locarno il ciclo di serate di discussione su salari e dumping salariale in vista della votazione del prossimo 8 marzo sull’iniziativa «Rispetto per i...

L’instabile pareggio di Davos 

Da assise del capitalismo globalizzato, il Forum sulle Alpi svizzere è diventato un summit per allentare le tensioni geopolitiche. Anche perché le incertezze non fanno bene agli affari. Non c’è...

Giovani, donne e dumping salariale

Sono diversi gli aspetti che l’iniziativa dell’MPS “Rispetto per i diritti di chi lavora! Combattiamo il dumping salariale e sociale!”  (sulla quale voteremo il prossimo 8 marzo) chiama in gioco....

Stati Uniti-Venezuela. «Obiettivi che vanno ben oltre Caracas e il suo settore petrolifero»

Il rapimento di Nicolás Maduro da parte dell’amministrazione Trump ha riportato l’attenzione mondiale sul Venezuela e sulle sue enormi riserve di petrolio. Tuttavia, limitarsi ad accettare alla lettera il discorso...

Dumping salariale: il futuro di giovani e donne sotto attacco

In Ticino lavorare vale sempre meno. Non è uno slogan, ma una realtà che si trascina da oltre vent’anni e che oggi mostra tutte le sue conseguenze. Il dumping salariale...

La Cina scava in Africa: ferro, debito e disastri ambientali

Il progetto da 20 miliardi di Pechino per il ferro di Simandou segna una svolta: la Cina non finanzia più solo infrastrutture, ma controlla direttamente miniere, ferrovie e porti africani....

Parte la campagna per l’iniziativa contro il dumping

È stata una conferenza stampa unitaria e partecipata quella che ha dato il via alla campagna a sostegno dell’iniziativa popolare “Rispetto per i diritti di chi lavora! Combattiamo il dumping...

Per l’esercito il conto è sempre aperto

Il Consiglio federale ha appena pubblicato un rapporto intitolato “ I costi dell’esercito svizzero”. Si tratta di un documento passato quasi inosservato; eppure, esso appare assai rivelatore. Si tratta infatti...

“Reclutare ed espandere”: il “corollario Trump” alla dottrina Monroe

Il testo che pubblichiamo qui di seguito è stato redatto alcune settimane prima dell’intervento americano in Venezuela. Esso appare tuttavia prezioso e illuminante per capire la logica che sorregge questo...

Venezuela. Petrolio, grandi fondi e guerra: cosa c’è dietro l’intervento degli Stati Uniti

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Altro che “non sapevamo”: il Consiglio di Stato ha scelto di non vedere e di non rispondere

In poche parole

Così non va!

Nel comunicato diffuso ieri, il Consiglio di Stato afferma, tra le altre cose, che il presidente del Governo, Claudio Zali, in merito alle registrazioni audio, «si riserva di esprimersi pubblicamente al riguardo prossimamente».
Risulta quindi difficile comprendere perché la consigliera di Stato Marina Carobbio, dopo aver illustrato la posizione del Consiglio di Stato (ammesso e non concesso che si possa qualificarla di “posizione”), non abbia colto l’occasione per “esprimersi pubblicamente” sul contenuto di registrazioni che lo stesso Zali, ad oggi, non ha smentito.
Avrebbe potuto dire ciò che non solo “il popolo della sinistra”, ma più in generale tutte le persone che credono nel rispetto della dignità delle persone, si aspettavano di sentire: che quelle espressioni sono inaccettabili, da chiunque provengano, ma lo sono ancora di più se pronunciate da un membro del Consiglio di Stato. Tanto più da parte di un Governo che, ancora ieri, ha ribadito la propria ferma condanna «nei confronti dell’incitamento alla violenza, anche verbale».
Avrebbe potuto affermare con chiarezza che da simili parole discendono inevitabilmente responsabilità politiche e che Claudio Zali dovrebbe trarne le conseguenze.
Ha scelto invece il silenzio. Un silenzio che pesa. E che, su una vicenda di questa gravità, rischia di apparire come una forma di acquiescenza. Così non va!

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