Tema: Femminismo

Ricordando Ines Oddone Bitelli

Il 20 maggio 1914, cent’anni fa, moriva di peritonite acuta all’Ospedale Civico di Gallarate Ines Oddone Bitelli, maestra elementare a Gallarate e Crenna. Aveva 40 anni.Ines rientra in quella categoria...

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Unione europea e lavoro delle donne. La realtà dietro le apparenze

La strategia europea per il lavoro si pone come obiettivo un aumento importante del tasso di attività femminile in tutti i paesi dell’Unione europea. Questa strategia sembrerebbe essere in contrasto...

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Sesso e genere: di cosa stiamo parlando?

Per quale ragione via sms ed Internet si sta sviluppando una campagna di denuncia della cosiddetta “teoria di genere”, condotta sia da ambienti legati a gruppi di estrema destra, che...

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Oggi no al velo, domani voteremo sul diritto di voto alle donne?

Da parecchi anni la comunità musulmana è bersaglio di molte campagne chiaramente islamofobiche. Lo dimostrano il divieto di costruire minareti in Svizzera o anche le controversie già suscitate anche Francia...

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Assicurazione maternità, una strada tutta in salita

Recentemente l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali ha presentato i risultati di uno studio volto a analizzare gli effetti dell’introduzione dell’assicurazione maternità.

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«Sebben che siamo donne»: incontri di discussione sul femminismo

La parità fra donne e uomini è iscritta nella Costituzione; dal 1996, la Legge sulla parità è in vigore al fine di concretizzare questo principio. Ma, in realtà, le disuguaglianze...

14 giugno: le ragioni di un insuccesso

Se le donne vogliono tutto di ferma: con questo slogan nel 1991 è stato organizzato il primo sciopero nazionale delle donne. Una mobilitazione che, all’epoca, aveva coinvolto e visto mobilitarsi,...

Dopo un 14 giugno in tono minore: rilanciare il movimento delle donne

Al momento in cui chiudiamo questo numero di Solidarietà non sembra essere stata eccezionale la mobilitazione indetta per questo 14 giugno, nel 20° anniversario dello “sciopero delle donne”.

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Se le donne si fermano…

Il prossimo 14 giugno cadrà il 20° anniversario dello sciopero delle donne del 1991. Per l’occasione sono previste attività, azioni e manifestazioni un po’ dappertutto in Svizzera. In Ticino il punto...

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Ucraina. L’economia della guerra e la pace infelice all’orizzonte

In poche parole

Della serie: il settore della moda tiene…

Non sono passate 24 ore da quando Marina Masoni, presidente di quel guscio vuoto che è TicinoModa, ci ha assicurato sulle magnifiche sorti e progressive della Fashion Valley ticinese, ed ecco annunciata la soppressione dei 60 posti di lavoro della Auriel Investment Sa di Paradiso.
Interessante, perché questa azienda, come la stragrande maggioranza di quelle che compongono il settore in Ticino, non è un’azienda produttiva nel senso tradizionale del termine, né un fiore all’occhiello di un settore industriale d’avvenire. È invece un’azienda sostanzialmente commerciale (i lavoratori licenziati sono “tutti attivi nel settore amministrativo”).
Il nuovo fondo – americano, naturalmente – che rileverà il marchio Roberto Cavalli affiderà inoltre a The Level Group, società di e-commerce con sede a Milano, la “gestione delle operazioni nei canali e-commerce, wholesale e retail”.
Nulla di nuovo: la Fashion Valley ticinese continua a essere quella del modello Gucci e Kering. Cosa costoro abbiano lasciato in Ticino è sotto gli occhi di tutti (a cominciare dalle mastodontiche infrastrutture). Quello che invece si sono portati via – in particolare sotto forma di sgravi e aggiramenti fiscali – è nelle carte delle diverse condanne subite in Italia e in Francia.
Cose che il governo di questo Cantone continua a ignorare.

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