Tema: Guerra e armamenti

Il 14 giugno, NO all’indebolimento del servizio civile. Per una Svizzera solidale, nonviolenta e senza esercito

Il 14 giugno siamo chiamati a votare su una riforma che, dietro un’apparenza tecnica, nasconde una scelta politica molto chiara: rendere più difficile l’accesso al servizio civile e, di fatto,...

Conferenza internazionale antifascista a Porto Alegre: un passo avanti e due indietro

Finisce con un lungo abbraccio collettivo sul palco dell’aula Atos dell’università di Porto Alegre la prima conferenza internazionale antifascista. Una scommessa vinta dal punto di vista della partecipazione alla quattro...

Se il conflitto fa scoppiare la bolla

«Gli investitori stanno giocando col fuoco». La metafora del magnate americano Warren Buffett descrive ormai, in modo letterale, il tumulto che attraversa le borse mondiali. Il gioco di moda tra...

Le guerre in Medio Oriente riguardano ancora il petrolio e l’impero

Gilbert Achcar spiega come il petrolio, il potere degli Stati Uniti e le rivalità regionali abbiano plasmato decenni di conflitti in Medio Oriente e perché il confronto con l’Iran rientri...

La guerra contro l’Iran e l’impatto sull’economica globale

I prezzi del petrolio sono aumentati raggiungendo i 73 dollari al barile, il livello più alto in oltre otto mesi, poiché gli attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele contro...

Come sopravvive l’Ucraina, dopo 4 anni di resistenza su vasta scala?

Da 12 anni, l’Ucraina combatte per la propria indipendenza contro l’aggressione imperialista. Per la maggior parte di questo tempo, la guerra si è svolta in un formato ibrido, ed esattamente...

L’Ucraina all’inizio del quinto anno di guerra: la nostra solidarietà con la resistenza deve continuare

Pubblichiamo, a quattro anni dalla data di inizio dell’aggressione russa nei confronti dell’Ucraina, una presa di posizione del comitato ticinese di solidarietà con l’Ucraina. (Red) Il 24 febbraio del 2022...

Francesca Albanese e la meschinità dei potenti

La Relatrice speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani nei Territori palestinesi occupati, Francesca Albanese, è nuovamente esposta a una campagna politica che la prende di mira, sia come persona,...

Tutti al presidio antifascista di sabato 21 febbraio a Lugano

L’MPS sostiene e inviata a partecipare al presidio antifascista di sabato 21 febbraio a Lugano La marcia dell’estrema destra annunciata per il 21 febbraio a Lugano è stata cancellata. Rimane...

Un appello a sostegno del lancio di una iniziativa federale per bloccare la procedura di acquisto degli aerei F-35!

Diverse decine di persone domiciliate e attive politicamente in diverse regioni della Svizzera hanno lanciato un appello con l’obiettivo di raccogliere adesioni e fondi per porre le basi del lancio...

Rojava resiste, oltre i confini

Dal nord-est siriano, Awaz racconta gli attacchi dell’esercito di Damasco e la resistenza dei curdi: una battaglia per l’autogoverno che va oltre ogni frontiera In queste ultime settimane il Confederalismo...

Per l’esercito il conto è sempre aperto

Il Consiglio federale ha appena pubblicato un rapporto intitolato “ I costi dell’esercito svizzero”. Si tratta di un documento passato quasi inosservato; eppure, esso appare assai rivelatore. Si tratta infatti...

Russia. Il capitale contro le sanzioni

Perché le tecnologie occidentali continuano ad alimentare la macchina da guerra russa nonostante le sanzioni radicali? Si tratta di una questione di falle o della prova che il capitale mondiale...

Putin, Trump e la sinistra

L’abbiamo ripetuto da anni: in Italia (e ahimé non solo in Italia), la resistenza ucraina all’invasione russa è spesso vista attraverso una lente (geo)politica. Molti militanti, e ancor più, grandissima...

L’”Altro Davos” si terrà a Zurigo i prossimi 16 e 17 gennaio 2026

Da oltre 25 anni, l’altro Davos contribuisce a creare un’opinione pubblica alternativa al Forum economico mondiale (WEF) di Davos. Quest’anno la conferenza si concentrerà sulle nostre risposte antimilitariste all’escalation delle...

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Zali: quel che poteva dire e quel che deve fare

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In poche parole

Le FFS come Don Vito Corleone: fanno offerte che non si possono rifiutare

«Se non dovesse accettare nessuna delle due offerte (opzione 1 o opzione 2), oppure non dovesse restituire la lettera firmata entro il […] luglio 2026, scioglieremo il suo contratto di lavoro nel rispetto del termine di disdetta di sei mesi.»
Così si concludono le lettere che la direzione di FFS Cargo ha inviato ai lavoratori coinvolti nell’ultima riorganizzazione, al termine dei colloqui individuali svoltisi in questi giorni.
Quali sono le due “opzioni” offerte dalle FFS, alle quali il lavoratore è chiamato a rispondere entro otto giorni, pena il licenziamento? La prima consiste nel trasferimento alla Divisione Viaggiatori delle FFS, con sede di lavoro a Zugo, Lucerna o Goldau. La seconda prevede il trasferimento a TILO, con una riduzione salariale che, dopo i primi due anni, supera i 1’000 franchi al mese.
Questa è l’”offerta” di un’azienda che continua a ripetere che a tutti sarà data la possibilità di continuare a lavorare in Ticino e che non è previsto alcun licenziamento.
Tutte balle, come il Comitato contro lo smantellamento di FFS Cargo denuncia da mesi. A questo, ora, si aggiunge un atteggiamento che ricorda quello di Don Vito Corleone: un’offerta che non si può rifiutare, pena non la morte fisica, ma certamente quella professionale e sociale.

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