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oxiLa bella, storica vittoria del No dimostra ancora una volta che i cittadini greci rifiutano di accettare il ricatto dei creditori. Come è dimostrato nel rapporto preliminare del Comitato per la Verità sul Debito Pubblico creato dal Parlamento Ellenico, ci sono molti argomenti legali che permettono a uno Stato di sospendere o ripudiare unilateralmente il suo debito illegale, odioso e illegittimo.

 

Nel caso greco, un tale atto unilaterale può essere basato sugli argomenti seguenti: la malafede dei creditori che ha spinto la Grecia a violare la legge nazionale e gli obblighi internazionali relativi ai diritti umani; la preminenza dei diritti umani su accordi come quelli firmati dai precedenti governi con i creditori o la Troika; coercizione; termini iniqui che violano in modo flagrante la sovranità greca e la Costituzione; e infine il diritto, riconosciuto dal diritto internazionale a uno Stato, di prendere contromisure contro gli atti illegali dei suoi creditori, che danneggiano deliberatamente la sua sovranità fiscale, lo obbligano a contrarre un debito odioso, illegale e illegittimo, violano l’autodeterminazione economica e i diritti umani fondamentali.

Per quanto riguarda un debito insostenibile ogni Stato è legalmente autorizzato a invocare la necessità in situazioni eccezionali al fine di salvaguardare gli interessi essenziali minacciati da un pericolo grave e imminente. In una tale situazione, lo Stato può essere dispensato dall’adempimento di quegli obblighi internazionali che aumentano il pericolo, come nel caso di contratti di prestiti da rimborsare.

Infine, gli Stati hanno il diritto di dichiararsi unilateralmente insolventi quando il servizio del loro debito è insostenibile, nel qual caso non commettono un atto illegale e non hanno alcuna responsabilità.

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