Campagna MPS: No alla RFFA

Riforma fiscale, “un’offerta che non si può rifiutare”…

Ci risiamo: per far passare la quarta tornata di sgravi alle aziende e ai benestanti i cittadini vengono sottoposti al solito abile mix di ricatti e bufale. Stavolta però i...

Adeguamento della Legge tributaria cantonale alla RFFA: il Governo dei ricchi

Il Movimento per il socialismo (MPS) ha preso atto del messaggio presentato oggi dal governo (unanime) relativo all’adeguamento della Legge tributaria cantonale alla RFFA approvata lo scorso 19 maggio e...

Privilegi per pochi in cambio di nessuna garanzia per il lavoro e l’AVS

Salvare le società a statuto speciale a colpi di nuovi sgravi miliardari, anche a costo di svuotare le casse pubbliche e di riversare oneri sulla maggioranza di popolazione: è questo...

Legare fisco e AVS è un palese ricatto

Questa riforma fiscale è stata costruita sulle rovine della precedente bocciata nel 2017. Perché non vi bastano le correzioni fatte nel frattempo? «Perché le proposte fiscali sono sostanzialmente le stesse...

No alla RFFA: AVS e tassazione dei dividendi

Con la Riforma II della fiscalità delle imprese è stata introdotta l’imposizione parziale dei dividendi per chi detiene una partecipazione del 10% e più: in chiaro se io ricevo 100...

RFFA: tante bugie per salvare i privilegi delle grandi imprese e degli azionisti

Pubblichiamo la documentazione allestita in vista della votazione del 19 maggio sulla Riforma fiscale e del finanziamento dell’AVS (RFFA)”. Volantino di campagna Argomentario di campagna Sempre sul nostro sito, sotto...

No alla RFFA: sgravi, impieghi, salari e tanta ipocrisia

di Angelica Lepori Sergi e Simona Arigoni* “Bisogna concedere sgravi solo alle aziende virtuose”: vecchio ritornello che sfoderano periodicamente rappresentanti di quei partiti che hanno sostenuto tutte le riforma fiscali...

Lanciata la campagna contro la RFFA

I sostenitori della RFFA, guidata dal Consiglio federale, stanno cercando di diffondere l’idea che questa legge sarebbe una risposta a due precedenti fallimenti: La Riforma delle imprese 3 (RI III)...

RFFA, il vecchio che avanza

“Si potrebbe (…) pensare ad una riforma che premi, attraverso una riduzione dell’aliquota, soltanto le aziende che si impegnano per migliorare, da un profilo sociale, ambientale ed economico, il territorio...

Malgrado le garanzie, la SUPSI persiste…

Nell’aprile del 2018 avevo interrogato il governo in merito agli interventi di responsabili della SUPSI, in particolare il direttore del Centro di competenze tributarie della stessa SUPSI, nella campagna di...

Referendum RFFA, ce l’abbiamo fatta!

Giovedì 17 gennaio sono state consegnate alla Cancelleria federale oltre 55’000 firme a sostegno del referendum contro la RFFA (oltre 3’500 raccolte in Ticino). Un risultato per nulla scontato! La...

NO alla RFFA, NO al dumping fiscale!

Dal punto di vista fiscale, la RFFA è la sorella gemella di RII III, riforma che abbiamo respinto con un voto popolare meno di due anni fa. Per la maggior...

Nove buone ragioni per firmare il referendum contro la RFFA

9 ragioni per firmare il referendum contro la RFFA: – La RFFA sottopone l’elettorato ad un vero e proprio ricatto, condizionando il raggiungimento di un mandato costituzionale, la perpetuazione dell’AVS...

LGI: un fallimento programmato che pagheremo tutti

“Noi l’avevamo detto!”: ci piacerebbe tanto esultare così, salvo che la fattura per i 150 posti di lavoro soppressi dalla Luxury Goods International (LGI) a Cadempino (e probabilmente non saranno...

Presa di posizione del Comitato ticinese contro la RFFA

La scorsa settimana le Camere Federali hanno definitivamente approvato la Legge federale sulla riforma fiscale e sul finanziamento dell’AVS (RFFA), legge che riprende e sviluppa l’ex-progetto fiscale 17. Il prossimo...

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Omaggio a un «vero difensore degli oppressi»

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In poche parole

Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

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