Categoria geografica: Internazionale

Ruvo di Puglia, la strage ferroviaria del taglio dei costi

Non è stato il binario unico a fare strage di vite di pendolari e ferrovieri a Ruvo di Puglia. E’ stato il pensiero unico che comprime i costi, taglia la...

Dopo Dallas, Black Lives Matter è più importante che mai

Durante il week-end, dopo delle giornate tumultuose, migliaia di manifestanti sono scesi di nuovo nelle strade degli Stati Uniti per chiedere di mettere fine agli assassinii da parte della polizia...

Disastro ferroviario in Puglia

La causa dello SCONTRO FRONTALE TRA DUE TRENI PENDOLARI è da ricercare negli “ERRORI DISUMANI” commessi da chi non ha effettuato gli investimenti in sicurezza. LA DISASTROSA SCELTA DEL PEDALE...

Abbiamo un problema: le banche

Dopo l’iniziale popolarità e la realizzazione (imposizione) con successo di una serie di misure liberiste, Renzi è ora confrontato a una situazione più difficile in cui si intrecciano il logoramento...

Bliar e gli altri….

Nei giorni scorsi è stato presentato alla Camera dei deputati inglese e reso pubblico il “Report of the Iraq inquiry”, più noto come Chilcot report, frutto dei lavori della commissione...

Per una storia popolare della Rivoluzione portoghese

Il 25 aprile 1974 quello che non doveva essere che un putsch militare per rovesciare la più vecchia dittatura d’Europa si trasformò quasi subito in una rivoluzione democratica e sociale,...

Euro 2016, la propaganda silenziosa

Dal 10 giugno al 10 luglio, in Francia si disputa il Campionato europeo di calcio (detto Euro 2016). Ancora una volta, lo sport, incarnato in una delle sue competizioni più...

Grecia, prima conferenza dell’Unità popolare

La Conferenza di Unità popolare (UP) – che si è svolta dal 24 al 26 giugno 2016 ad Atene[1] – è stata il luogo e l’occasione per una riunione militante,...

Effetti derivati del Brexit

Più si avvicinava il referendum nel Regno Unito e più aumentavano le rassicurazioni del governo, il quale minimizzava le possibili ricadute del Brexit per l’Italia e in particolare per il...

Francia, Valls scavalca il parlamento e impone la loi travail

Francia, il governo scavalca il parlamento e fa passare la loi travail. Proteste dentro e fuori l’Assemblea nazionale. Il movimento discute su come proseguire la mobilitazione.

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Ritorno al passato per la Grecia

La Grecia ultimamente è tornata sotto i fari delle cronache economiche europee. Sono ripresi gli scioperi insieme al dibattito sull’insostenibilità del suo debito. Cosa sta succedendo? Sembrano riemergere i problemi...

Il grande bluff della robotizzazione

Numerosi studi ci annunciano che l’automazione porterà ad un’ecatombe di posti di lavoro [1]. Allo stesso tempo, il rallentamento della produttività preoccupa gli economisti ufficiali e Christine Lagarde, presidente del...

Sconcerto di una notte d’estate

Senza dubbio, ci aspettavamo una notte migliore. Dal sorPPasso alla sorPPresa, le elezioni 26J sicuramente segnano la fine della prima fase del ciclo politico che si è aperto con l’irruzione...

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Stato Spagnolo. Il primo contrattempo di Podemos

Il ciclo elettorale aperto con la comparsa del 15M [15 maggio 2011, ovvero il movimento degli indignados], che ha permesso l’emergere di una nuova forza politica di massa di opposizione...

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L’avvertimento di Brexit

Il risultato del referendum in Gran Bretagna è di estrema importanza per la situazione sociale e politica in Europa. L’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea approfondisce la crisi di questa...

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Bolivia. Una situazione preoccupante

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Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

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