Categoria geografica: Internazionale

Dietro il successo di Giorgia Meloni, un panorama sociale inquietante

Molti i motivi alla base del successo delle destre italiane. Qui ci soffermiamo sulla situazione sociale, una situazione che ha radici nella storia del paese ma anche nelle vicende economiche...

Lo schiaffo del governo alle donne

Mercoledì scorso, il governo ha risposto ad alcune interpellanze. Tra queste, la nostra che ricordava la violenza in atto contro le donne in Iran (e contro i tutti i cittadini...

Italia. Noi non paghiamo! La risposta ecosocialista alla crisi energetica e al carovita

Circa 5 milioni di persone non hanno già pagato le bollette e risultano morose. Presto se ne aggiungeranno altre, molte di più, dato il consistente incremento delle bollette prossimo venturo....

Il governo Meloni tra continuità e novità

Hanno giurato. Hanno ipocritamente giurato sulla Costituzione repubblicana e antifascista un’accolita di ministre e ministri. E’ nato il nuovo governo Meloni e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ne ha...

Lo Zar è nudo

Denis Pilash è un attivista socialista e professore associato di scienze politiche all’Università di Kyiv. In questi giorni, assieme ad un centinaio di compagni e compagne, ha partecipato al congresso...

Il Brasile è diviso come mai prima d’ora

1. Nel corso del dibattito di domenica sera, 16 ottobre 2022, Lula ha ottenuto una media del 44,5% di commenti positivi, Bolsonaro del 36,5%. Ciò che conta è l’impatto del...

L’autunno al tempo delle destre

Inizia una stagione di governo della destra più oscurantista e fascistoide e con l’Agenda Draghi come stella polare. La nostra bussola, invece, è di tenere strettamente legate le battaglie economiche...

Iran. Proteste anti-hijab e prospettive rivoluzionarie: il ruolo dell’esercito

A più di tre settimane dalla morte [il 16 settembre] della ventiduenne Mahsa Ahmini per aver disobbedito alle dure leggi iraniane che impongono di indossare l’hijab – o velo islamico...

Contro il rincaro e l’inazione climatica, la sinistra francese è scesa in piazza

La sinistra francese di Nupes è tornata in piazza per manifestare contro «il caro vita e l’inazione climatica». E all’appuntamento a Parigi hanno risposto 140mila persone, rivendicano gli organizzatori con...

Xi Jinping: una vittoria perdente

La scontata rielezione di Xi Jinping da parte del congresso del Partito Comunista cinese i cui lavori sono iniziati oggi, comporterà un’ulteriore chiusura in se stessa della burocrazia che guida...

Corea del Nord. Un’escalation preoccupante

I missili nucleari tattici stanno diventando un’inquietante moda. Dopo Putin e i cani della sua propaganda, ora anche Kim Jong-un li mette in vetrina. Il tutto nell’ambito di una preoccupante...

Eredità thatcheriana, tagli fiscali, aiuti mal distribuiti e mal finanziati: l’austerità in arrivo in Gran Bretagna

Nominata il 6 settembre 2022, Liz Truss, nuovo Primo Ministro del Regno Unito, trae la sua legittimazione dai soli 172’000 membri del Partito Conservatore [1]. Questo “elettorato”, per lo più...

Quale boicottaggio della Coppa del Mondo in Qatar?

Pubblichiamo questo interessante testo di Marc Perelman che invita ad andare al di là degli appelli fatti finora sul mondiale di calcio in Qatar e organizzare un vero e proprio...

Amnesty contro Qatar 2022, i Mondiali della vergogna

Amnesty e HRW chiedono un fondo di solidarietà per ripagare i lavoratori migranti morti o infortunati durante la preparazione del Mondiale Ci provano anche Amnesty International e Human Rights Watch....

Campionati mondiali di calcio in Qatar: le migliaia di morti e le sistematiche violazioni dei diritti delle persone non possono esser ignorate neppure in Ticino

Pubblichiamo un’interpellanza all’attenzione del Consiglio di stato: Manca sempre meno all’inizio dei campionati mondiali di calcio che si svolgeranno in Qatar. Dall’assegnazione del torneo ad oggi sono passati dieci anni...

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Per un referendum cantonale contro gli attacchi ai salari minimi cantonali

Omaggio a un «vero difensore degli oppressi»

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In poche parole

Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

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