Categoria geografica: Ticino

Ex-Macello, le bugie di Gobbi e soci

La desecretazione della documentazione relativa alla vicenda dello sgombero e della demolizione dell’ex-Macello a Lugano (29/30 maggio 2021) ha fatto emergere contraddizioni nelle dichiarazioni fatte allora da Norma Gobbi (e...

PSE e Municipio di Lugano. Altro che vie di fuga…

Il Municipio di Lugano è in seria difficoltà sul PSE. Per tentare di coprire la scelta del partenariato pubblico privato (PPP) che piomberà le finanze cittadine nel corto e medio...

Il Gran Consiglio ne è convinto: non esiste la pubblicità sessista…e, se esiste, non è un problema!

La maggioranza del Gran Consiglio, respingendo una mozione del 2018 dell’MPS (già questo dimostra quanto questi temi stiano a cuore alla maggioranza del Parlamento ticinese!), pensa che la pubblicità sessista...

Il partenariato pubblico/privato ha fallito… E con esso il Municipio di Lugano

Il Municipio di Lugano ha deciso il riscatto dell’Arena sportiva (stadio) con la prospettiva, nel 2026, di fare altrettanto per il palazzetto dello sport attraverso un prestito obbligazionario. Lo stesso...

Difendiamo i diritti democratici e di rappresentanza, opponiamoci all’introduzione di quote di sbarramento nel sistema elettorale cantonale

La politica cantonale, di stampo prettamente liberale, è fondata da decenni su un sistema di elezione proporzionale del Parlamento cantonale, senza alcuna quota di sbarramento.Questo sistema ha permesso e permette...

Lugano. AIL e acquisto dei Palazzi EFG, nel più assoluto disprezzo della volontà popolare

Che alla Lega freghi poco o nulla dell’espressione popolare lo avevamo capito da molto tempo; che essa arrivasse a mostrare così apertamente disprezzo per le “decisioni del popolo” (alle quali...

Il Movimento della Scuola compie vent’anni: spunti per un bilancio

Il 25 novembre 2004 si tenne presso l’aula magna della Scuola Cantonale di Commercio una partecipata assemblea che diede ufficialmente i natali al Movimento della Scuola. Sono passati vent’anni precisi...

Il giudice Ermani finalmente se ne va, i problemi nella giustizia restano. L’MPS chiede una commissione parlamentare d’inchiesta

Due giudici del Tribunale Cantonale Penale (TPC) destituiti. La loro colpa: aver chiesto a più riprese che venissero affrontate situazioni lavorative in seno la TPC che coinvolgevano dei dipendenti e...

Piscina di Carona, la necessaria difesa del servizio pubblico

Con la risposta all’interpellanza n° 1445, il Municipio di Lugano si è nuovamente espresso sul centro balneare di Carona. La presa di posizione dell’esecutivo offre spunti per sviluppare alcune considerazioni...

Scuola e censura: diciamo le cose fino in fondo

Ho letto, come molti altri, alcuni recenti articoli pubblicati su Naufraghi che raccontano di un atto censorio avvenuto nella scuola ticinese. In particolare, il contributo di Stefano Barelli descrive come...

Una vivace giornata d’azione a difesa della scuola come servizio pubblico

Sono state molte e diversificate le attività e i momenti che hanno caratterizzato questa giornata del 20 dicembre indetta per protestate contro la decisione di chiudere per due giorni tutti...

Carovita ai dipendenti pubblici: il Ticino all’ultimo posto!

I dipendenti pubblici e parapubblici del Ticino, come noto, sono tra i meno pagati di tutta la Svizzera. Una posizione che tende a peggiorare sempre più, come è avvenuto, negli...

Riforme della Giustizia: tanto rumore per nulla?

Pubblichiamo un ampio commento (redatto dai deputati MPS Giuseppe Sergi e Matteo Pronzini) sulla presa di posizione resa pubblica oggi dal Consiglio di Stato in merito alla risoluzione approvata dal...

Venerdì 20 dicembre, giornata di protesta nelle scuole ticinesi

Avrebbero dovuto rimanere chiuse le scuole ticinesi questo venerdì 20 dicembre (il successivo martedì 7 gennaio): così ha deciso il Consiglio di Stato per “compensare” il mancato adeguamento dei salari...

“Siamo solo noi”. Purtroppo!

Pubblichiamo la presa di posizione del comitato di ErreDiPi, l’associazione che difende pensioni, salari e condizioni di lavoro del personale pubblico e parapubblico, a seguito della decisione della maggioranza del...

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Canicola: basta con l’improvvisazione. Il Consiglio di Stato adotti misure per proteggere chi lavora e chi è più vulnerabile

Il 250° anniversario degli Stati Uniti e le radici della politica di Trump: colonialismo, conquista, sterminio, suprematismo bianco

Francia, le/gli anticapitaliste/i verso le presidenziali

In poche parole

Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

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