Paese: Brasile

Potere evangelico contro femminismo

L’ondata evangelica e pentecostale cresce in modo esponenziale in tutta l’America Latina. È stato uno dei fattori chiave della vittoria politica dell’ultra-destra che ha portato a un successo prima impensabile...

Arrestati due ex poliziotti sospettati dell’assassinio di Marielle Franco

Alla vigilia del primo anniversario dell’assassinio di Marielle, i due sospettati sono stati arrestati nello stesso condominio dove il neo-presidente del Brasile Jair Bolsonaro possiede un appartamento. Alle 4.30 di...

Cosa significa fascismo nel Ventunesimo secolo?

Il postfascismo è un fenomeno globale non omogeneo, privo della dimensione sovversiva dei suoi antenati: non vuole sopprimere il parlamentarismo ma cerca di distruggere la democrazia dall’interno. Per contrastarlo bisogna...

La vittoria di Bolsonaro salutata da Abdo Benitez e Daniel Ortega

La vittoria elettorale, il 28 ottobre, di Jair Bolsonaro Messias ha fatto scattare i messaggi tradizionali di congratulazioni da parte dei leader del Sud America. Tanto più che la svolta...

Bolsonaro contro Freire

Il progetto educativo di Jair Bolsonaro è stato annunciato durante la campagna elettorale da cui è uscito vittorioso domenica scorsa: sradicare la filosofia di Paulo Freire dalle scuole. Vietato durante...

Brasile. La vittoria annunciata. Il futuro incerto

Domenica 28 ottobre, 147 milioni di brasiliane e brasiliani sono stati chiamati a votare, direttamente, nell’ottava elezione presidenziale dopo il periodo della dittatura durato dal 1964 al 1985. La votazione...

Brasile, la Bibbia e la Costituzione…

Sono, nell’ordine, i due testi ai quali il capitano Bolsonaro intende giurare fedeltà quale presidente eletto del quinto paese più popoloso del mondo, il Brasile. Scontata la sua vittoria –...

Brasile: sconfiggere Bolsonaro è difficile, ma potrebbe non bastare

Tra meno di una settimana si conoscerà l’esito di questa assurda campagna elettorale, e nel caso – difficile ma non impossibile – di una sconfitta del candidato fascista Jair Bolsonaro...

Il Brasile verso un regime autoritario

Era prevedibile che al primo turno delle elezioni brasiliane del 7 ottobre 2018, il candidato di estrema destra Jair Bolsonaro (Partito social-liberale) e il suo vice, dallo stesso profilo, Hamilton...

Brasile: una schiacciante avanzata della destra

Di fronte all’ampiezza di questo risultato, a poco servono aggettivi come fascista per render conto della straripante votazione che non ci coglie completamente impreparati, ma che non basta comunque per...

Alcune riflessioni sul voto in Brasile

Il risultato delle elezioni presidenziali in Brasile ha sorpreso solo chi non conosce nulla di quel paese: in realtà era stato largamente previsto. Per capirlo, più che alla barbarie razzista,...

Brasile. Cinque idee sull’importanza della mobilitazione delle donne contro Bolsonaro

Il giorno in cui Jair Bolsonaro (Partito social liberale) ha lasciato l’ospedale Albert Einstein di San Paulo, dove si stava curando dall’aggressione subita, le masse sono scese in strada, rispondendo...

Brasile: una mobilitazione femminista contro Bolsonaro

Pubblichiamo qui di seguito l’appello delle nostre compagne del Psol (Partito socialismo e libertà) brasiliano, contestualmente alla mobilitazione femminista contro il candidato di ultradestra Jair Bolsonaro (PSL). Due settimane fa...

Lula: colpevole o innocente?

La sinistra ha serrato le fila intorno a Lula, sostenendo la certezza della sua innocenza, con l’argomento della mancanza di prove, visto che il giudice Sérgio Moro lo ha processato...

Brasile: l’economia del PT

Tra i discorsi più ricorrenti della sinistra c’è quello secondo cui Lula e Il PT (Partito dei lavoratori) costituiscano l’alternativa progressista alla “destra neoliberista”. Persino quei dirigenti e militanti che...

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In poche parole

Così non va!

Nel comunicato diffuso ieri, il Consiglio di Stato afferma, tra le altre cose, che il presidente del Governo, Claudio Zali, in merito alle registrazioni audio, «si riserva di esprimersi pubblicamente al riguardo prossimamente».
Risulta quindi difficile comprendere perché la consigliera di Stato Marina Carobbio, dopo aver illustrato la posizione del Consiglio di Stato (ammesso e non concesso che si possa qualificarla di “posizione”), non abbia colto l’occasione per “esprimersi pubblicamente” sul contenuto di registrazioni che lo stesso Zali, ad oggi, non ha smentito.
Avrebbe potuto dire ciò che non solo “il popolo della sinistra”, ma più in generale tutte le persone che credono nel rispetto della dignità delle persone, si aspettavano di sentire: che quelle espressioni sono inaccettabili, da chiunque provengano, ma lo sono ancora di più se pronunciate da un membro del Consiglio di Stato. Tanto più da parte di un Governo che, ancora ieri, ha ribadito la propria ferma condanna «nei confronti dell’incitamento alla violenza, anche verbale».
Avrebbe potuto affermare con chiarezza che da simili parole discendono inevitabilmente responsabilità politiche e che Claudio Zali dovrebbe trarne le conseguenze.
Ha scelto invece il silenzio. Un silenzio che pesa. E che, su una vicenda di questa gravità, rischia di apparire come una forma di acquiescenza. Così non va!

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