Paese: Palestina

Smascherare le argomentazioni di Israele sulle proteste di Gaza

Nel 1988, alle porte di Gerusalemme vecchia, osservavo i giovani palestinesi affrontare i soldati israeliani. I soldati impugnavano fucili, mentre i palestinesi delle pietre. Tale asimmetria ha fatto cozzare l’idea...

La dualità del progetto sionista: sfuggire all’opposizione razzista e riprodurla nel contesto coloniale

di Gilbert Achcar La dualità tra la posizione degli oppressi e quella degli oppressori non è rara nella storia. In particolar modo nel caso di movimenti nazionali che incarnano la...

Israele: Come modificare i rapporti di forza

Intervista a Michel Warschawski* Rproject. Quale è stato l’impatto sulla società israeliana della decisione di Donald Trump di riconoscere unilateralmente Gerusalemme capitale di Israele? Michel Warschawski. L’impatto c’è stato più...

Impero e Medioriente nell’era Trump

Intervista con Gilbert Achcar raccolta da Alan Maass Gli Stati Uniti si sono fortemente concentrati sullo smantellamento dello Stato Islamico in Iraq e Siria e sembrano aver avuto la meglio...

Gerusalemme: la decisione di Trump è una rottura?

di Julien Salingue* Con un discorso di una decina di minuti pronunciato il 6 dicembre, Donald Trump ha annunciato la decisione di riconoscere ufficialmente Gerusalemme capitale dello Stato di Israele...

«Pulizia etnica » o come Israele caccia i Palestinesi dalla Grande Gerusalemme

di Jonathan Cook Misure destinate ad annettere le colonie, trasformazione in no man’s land dei quartieri palestinesi, intensificazione della pressione sui palestinesi di Gerusalemme, … Israele è pronto a tutto...

Achcar: Tra sionismo ed antisemitismo

di Gilbert Achcar Molti, inclusa ad esempio Theresa May, sembrano ignorare la complementarità tra il desiderio antisemita di disfarsi degli ebrei e il progetto sionista di inviarli tutti in Palestina....

Gaza. Levy: ” Israele vuole un altro massacro”

di Gideon Levy Un’altra ora senza elettricità a Gaza e l’ordine sarà dato: razzi Qassam contro Israele. Israele ancora una volta sarà la vittima, e un nuovo massacro comincerà. Non...

Interpellanza: il sindaco di Bellinzona e lo Stato di Israele

a cura della redazione Troverete qui di seguito l’interpellanza dal titolo: il sindaco di Bellinzona e lo Stato di Israele, che le due rappresentanti della lista MPS-Pop hanno inoltrato negli...

I consiglieri di Stato Christian Vitta e Norman Gobbi e lo Stato di Israele

di Matteo Pronzini* Lo scorso 28 l’Associazione Svizzera-Israele (sezione Ticino) ha invitato a Lugano l’ex-ministro della Giustizia e vice-primo ministro israeliano Tzipi Livni. Tra le numerose persone che hanno partecipato...

Ultimi articoli

Il 250° anniversario degli Stati Uniti e le radici della politica di Trump: colonialismo, conquista, sterminio, suprematismo bianco

Francia, le/gli anticapitaliste/i verso le presidenziali

Il caldo non è più un rischio climatico futuro. È già qui

In poche parole

Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

eventi

Non ci sono appuntamenti