Tag: Elezioni cantonali 2019

Malgrado le garanzie, la SUPSI persiste…

Nell’aprile del 2018 avevo interrogato il governo in merito agli interventi di responsabili della SUPSI, in particolare il direttore del Centro di competenze tributarie della stessa SUPSI, nella campagna di...

Il Parlamento, i cittadini e le cittadine hanno il diritto di sapere sulle rendite pensionistiche del Consiglieri ed ex Consiglieri di Stato

La Commissione della gestione e delle finanze (CGF), in occasione della stesura del suo rapporto sulla pretesa di risarcimento presentata dall’MPS in materia di pensioni degli attuali Consiglieri di Stato...

In sciopero per il clima: i giovani indicano la via

La situazione è gravissima Ovunque nel mondo, migliaia di giovani iniziano a mettersi in marcia spontaneamente per il clima. Il 17 gennaio, a Bruxelles, erano più di 12’000 a scioperare...

Posti vacanti annunciati agli URC: quanti sono a tempo determinato e a quali salari?

Dal luglio del 2018, data dell’entrata in vigore dell’obbligo di annunciare posti vacanti agli URC nelle professioni dove il tasso di disoccupazione supera l’8%, gli impieghi vacanti a disposizione dei...

Indennità cantonali di disoccupazione: mantenere le promesse elettorali, almeno per una volta!

Il 24 marzo 2015, a sole tre settimane dalle elezioni cantonali, il Gran Consiglio votava (con 64 sì, 0 no e 4 astensioni) la revisione della Legge sul rilancio dell’occupazione...

Municipi e associazioni contadine si inchinano al volere delle FFS (e del governo)

Il Movimento per il socialismo (MPS) prende atto che i comuni interessati, nonché gli ambienti agricoli hanno dichiarato di rinunciare al lancio del referendum contro l’ubicazione della cosiddetta “nuova” Officina...

Prescrizione, omerta, costi e privacy: il sistema protegge chi ha sbagliato

Pubblichiamo un testo che vuole fare chiarezza su alcuni aspetti del caso del funzionario DSS condannato per coazione sessuale. Si tratta di un testo ricevuto e diffuso ieri da alcune...

Omertà nell’amministrazione pubblica
Ma i posti di lavoro non sono quelli e il rapporto di fiducia è rotto

Leggiamo, sul CdT di mercoledì 23 gennaio in merito all’approvazione del Gran Consiglio del credito di 100 milioni per la costruzione a Castione delle «nuove» Officine, che con le FFS...

Mercato del lavoro: creare un gruppo di esperti indipendenti, non di lobbisti

Ogni volta che si interroga il Consiglio di Stato chiedendo ragguagli su come vivono i disoccupati che hanno esaurito le indennità e non sono in assistenza, quante persone fanno lavoretti...

Non lasciamoci intortare da Vitta
Debito e finanze, un’altra visione – Combattere la logica neoliberale

Ritorna spesso, in queste prime fasi del dibattito politico in vista delle elezioni, la questione delle finanze cantonali e della loro “salute”. A far la parte del leone sono naturalmente...

Interrogazione sul Controprogetto Basta Dumping

Controprogetto Basta Dumping: ha sbagliato la Commissione della gestione o è il DFEche non applica quanto votato dal Gran Consiglio? “L’adeguamento del numero attuale di ispettori dipenderà dalle reali e...

L’opposizione siamo noi !

Ieri si è svolta la Conferenza stampa di presentazione delle candidate e dei candidati della lista MpS-POP-Indipendenti per il Granconsiglio. Qui di seguito: Lista Candidati-e e Proponenti Gran Consiglio MPS-POP_Indipendenti...

Quattro anni di opposizione, un breve bilancio

Si chiude una legislatura che ha visto le forze che sostengono la lista MPS.POP-Indipendenti attivamente impegnate in un lavoro di opposizione e di proposta di alternative condotta dal governo (e...

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Per un referendum cantonale contro gli attacchi ai salari minimi cantonali

Omaggio a un «vero difensore degli oppressi»

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In poche parole

Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

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