Tema caldo: Guerra in Ucraina

Promemoria per una posizione radicale antimperialista sulla guerra in Ucraina

L’invasione russa dell’Ucraina è il secondo momento determinante della nuova guerra fredda in cui il mondo è sprofondato dall’inizio del secolo a seguito della decisione degli Stati Uniti di espandere...

La gente in Russia non vuole questa guerra

Nelle prime ore del 24 febbraio, la Russia ha lanciato un attacco all’Ucraina, confermando i peggiori timori. Non è ancora chiaro fin dove si spingerà l’invasione, ma è già chiaro...

Centinaia Bellinzona, contro la guerra in Ucraina e contro lo scandaloso atteggiamento del governo svizzero

Pubblichiamo il testo del volantino diffuso dall’MPS in occasione della manifestazione contro la guerra tenutasi oggi a Bellinzona. (Red) In una situazione dove regnano confusione e propaganda, con notizie che...

La guerra dell’imperialismo russo contro l’Ucraina, frutto di una lunga preparazione

L’attacco russo contro la popolazione ucraina conferma con tutta la sua forza che siamo entrati in una fase storica di rotture e svolte globali. Abbiamo compiuto un altro passo decisivo...

Contro la guerra, senza se e senza ma

Presidio Contro la guerra, senza se e senza ma Sabato 26 febbraio 2022 – ore 13.30 Bellinzona – piazzale stazione FFS Dopo aver assistito per anni a un’intensificazione dei preparativi...

La Russia invade l’Ucraina, ci attende un lungo inverno

Il 24 febbraio 2022, l’esercito russo ha invaso l’Ucraina. Le relazioni internazionali non saranno più le stesse. Mentre l’esercito russo prende di mira l’intero territorio dell’Ucraina, il suo obiettivo politico...

Vladimir Putin sulle orme di Saddam Hussein

C’è un parallelo impressionante tra il comportamento di Vladimir Putin verso la Georgia nel 2008, l’Ucraina nel 2014 e ora, da un lato, e il comportamento di Saddam Hussein verso...

Contro la guerra, senza se e senza ma

Dopo aver assistito per mesi ad un’escalation dei preparativi di guerra sul confine tra Ucraina e Russia, ecco ora la decisione della Russia di attaccare l’Ucraina, dopo aver riconosciuto le...

C’è bisogno di un internazionalismo dal basso

L’imperialismo statunitense domina il mondo dal 1945, e ancora di più dopo la caduta del Muro, ma il suo dominio esterno non è più assoluto e questa situazione si riflette...

Russia e USA: l’orrenda realtà

Il film del 1997 “Wag the Dog” [uscito in Italia con il titolo “Sesso & potere”] descrive un tentativo di distogliere l’attenzione da uno scandalo sessuale che coinvolgeva un presidente...

L’Ucraina intrappolata in una zona di guerra

Come suonano i tamburi di guerra per l’Ucraina, quale sarà l’impatto sulla sua economia e sul tenore di vita di una popolazione di 44 milioni di abitanti, indipendentemente dal fatto...

Ucraina. Ripartire dagli accordi di Minsk

Se avete contato sui media dell’establishment per seguire gli eventi in Ucraina negli ultimi otto anni, è probabile che vi siate fatti un’idea errata di quelle vicende. Nonostante il –...

I popoli e la guerra tra le potenze

I tamburi di guerra suonano con un’intensità sconosciuta dalla fine della Seconda Guerra Mondiale (1939-1945). La tensione in Ucraina potrebbe sboccare in un conflitto tra la NATO, guidata dagli Stati...

Contro l’escalation militare della Nato e della Russia in Europa orientale

Pubblichiamo questa presa di posizione dell’Ufficio esecutivo della Quarta Internazionale (della quale l’MPS svizzero è organizzazione simpatizzante). Esso inviato alla necessità di mobilitarci contro le minacce militari (e nucleari) che...

Ucraina. I leader delle grandi potenze giocano con il fuoco

Non è esagerato dire che ciò che sta accadendo attualmente nel cuore del continente europeo ci porta a uno dei momenti più pericolosi della storia contemporanea e il più vicino...

Ultimi articoli

PSE e nuovo stadio. Cosa ci sarà mai da festeggiare…

Russia. I costi dell’invasione dell’Ucraina non possono più essere tenuti lontano da tutti i russi

Italia. Dopo i fatti di Modena, qualche dato oggettivo

In poche parole

Della serie: il settore della moda tiene…

Non sono passate 24 ore da quando Marina Masoni, presidente di quel guscio vuoto che è TicinoModa, ci ha assicurato sulle magnifiche sorti e progressive della Fashion Valley ticinese, ed ecco annunciata la soppressione dei 60 posti di lavoro della Auriel Investment Sa di Paradiso.
Interessante, perché questa azienda, come la stragrande maggioranza di quelle che compongono il settore in Ticino, non è un’azienda produttiva nel senso tradizionale del termine, né un fiore all’occhiello di un settore industriale d’avvenire. È invece un’azienda sostanzialmente commerciale (i lavoratori licenziati sono “tutti attivi nel settore amministrativo”).
Il nuovo fondo – americano, naturalmente – che rileverà il marchio Roberto Cavalli affiderà inoltre a The Level Group, società di e-commerce con sede a Milano, la “gestione delle operazioni nei canali e-commerce, wholesale e retail”.
Nulla di nuovo: la Fashion Valley ticinese continua a essere quella del modello Gucci e Kering. Cosa costoro abbiano lasciato in Ticino è sotto gli occhi di tutti (a cominciare dalle mastodontiche infrastrutture). Quello che invece si sono portati via – in particolare sotto forma di sgravi e aggiramenti fiscali – è nelle carte delle diverse condanne subite in Italia e in Francia.
Cose che il governo di questo Cantone continua a ignorare.

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