Tema: Ambiente

NO alle fasi 2 e 3 del PSE

La pubblicazione del Messaggio municipale n. 12616, concernente la richiesta di un credito di costruzione di fr. 1’880’000 per alcune opere necessarie alla realizzazione delle tappe 2 e 3 del...

La Cina scava in Africa: ferro, debito e disastri ambientali

Il progetto da 20 miliardi di Pechino per il ferro di Simandou segna una svolta: la Cina non finanzia più solo infrastrutture, ma controlla direttamente miniere, ferrovie e porti africani....

«Per la Russia è normale che gli USA rivendichino la Groenlandia»

L’Artico è l’ultimo Eldorado per le potenze capitaliste Mary Shelley ha ambientato la fine della fuga della sua creatura più celebre nell’Oceano Artico. Il moderno Prometeo, Frankenstein, si dirigeva verso...

Economia: comprendere l’intervento degli Stati Uniti in Venezuela

Ideologia e geopolitica contano, ma il rovesciamento di Nicolás Maduro non è comprensibile senza guardare agli enormi interessi finanziari in gioco a Caracas. Non si tratta di minimizzare gli aspetti...

PFAS: l’urina del diavolo

Pubblichiamo la seconda parte di una serie dedicata ai veleni che il capitalismo diffonde in tutto il mondo. Questo articolo prende in esame i PFAS, le letali “sostanze chimiche eterne”....

La Nato delle terre rare: l’Occidente prova a sfidare la Cina

Dal Giappone all’Australia, dalla Malaysia al Brasile: la corsa per spezzare il monopolio cinese sulle terre rare tra sussidi miliardari e resistenze locali La dipendenza dalle forniture cinesi di terre...

PSE, un problema dietro l’altro…

Continua l’attività del comitato cittadino di sorveglianza del PSE. Negli scorsi giorni ha pubblicato il suo secondo volantino che viene distribuito in questi giorni.Le questioni e i problemi che la...

La COP30 tra discussioni ufficiali e mobilitazione popolare

La COP30 [1] si è tenuta a Belém, capitale dello Stato brasiliano del Pará, dal 10 al 22 novembre. Aveva il difficile compito di far dimenticare i risultati deludenti ottenuti...

Più di mille lavoratori Amazon si ribellano all’IA

Più di 1.000 dipendenti Amazon e oltre tremila firmatari solidali, esterni all’azienda, hanno firmato una lettera aperta in cui esprimono “seria preoccupazione” per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, affermando che l’approccio...

La COP 30 conferma la crisi della politica climatica

Mentre si placa il polverone sollevato dalla COP30 di Belém, diventa impossibile ignorare la portata del fallimento. Il mondo sta andando incontro a un riscaldamento catastrofico, gli ecosistemi stanno collassando...

COP30. Senza mappa e senza direzione

Una politica che condanna il pianeta, con conferenze sul clima che non affrontano la vera causa della crisi che minaccia tutti noi. 1.Il modello delle Conferenze Internazionali sul Clima delle...

L’”Altro Davos” si terrà a Zurigo i prossimi 16 e 17 gennaio 2026

Da oltre 25 anni, l’altro Davos contribuisce a creare un’opinione pubblica alternativa al Forum economico mondiale (WEF) di Davos. Quest’anno la conferenza si concentrerà sulle nostre risposte antimilitariste all’escalation delle...

Una transizione energetica capitalista è impossibile: la lezione della COP30

Come, nonostante i drammatici segnali di allarme, i politici di tutto il mondo hanno continuato a sostenere l’ordine economico basato sui combustibili fossili. Alla 30a Conferenza mondiale sul clima, COP30,...

Le banche continuano a finanziare la deforestazione

Il rapporto di Forest & Finance mostra come in dieci anni le banche abbiano investito 395 miliardi di dollari nella deforestazione Negli ultimi dieci anni, da quando è stato raggiunto l’Accordo...

La COP30 all’ombra dell’agrobusiness brasiliano

Alla COP30, il governo Lula 3 ha molto da fare per assecondare l’agrobusiness brasiliano, alleato ingombrante e capace di diventare minaccioso. Come l’agrobusiness francese, deplora le normative che ritiene ancora...

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In poche parole

Così non va!

Nel comunicato diffuso ieri, il Consiglio di Stato afferma, tra le altre cose, che il presidente del Governo, Claudio Zali, in merito alle registrazioni audio, «si riserva di esprimersi pubblicamente al riguardo prossimamente».
Risulta quindi difficile comprendere perché la consigliera di Stato Marina Carobbio, dopo aver illustrato la posizione del Consiglio di Stato (ammesso e non concesso che si possa qualificarla di “posizione”), non abbia colto l’occasione per “esprimersi pubblicamente” sul contenuto di registrazioni che lo stesso Zali, ad oggi, non ha smentito.
Avrebbe potuto dire ciò che non solo “il popolo della sinistra”, ma più in generale tutte le persone che credono nel rispetto della dignità delle persone, si aspettavano di sentire: che quelle espressioni sono inaccettabili, da chiunque provengano, ma lo sono ancora di più se pronunciate da un membro del Consiglio di Stato. Tanto più da parte di un Governo che, ancora ieri, ha ribadito la propria ferma condanna «nei confronti dell’incitamento alla violenza, anche verbale».
Avrebbe potuto affermare con chiarezza che da simili parole discendono inevitabilmente responsabilità politiche e che Claudio Zali dovrebbe trarne le conseguenze.
Ha scelto invece il silenzio. Un silenzio che pesa. E che, su una vicenda di questa gravità, rischia di apparire come una forma di acquiescenza. Così non va!

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