Tema: Economia

Nicaragua. Le aziende cinesi hanno ottenuto oltre 500’000 ettari di concessioni minerarie

La dittatura di Daniel Ortega e Rosario Murillo ha ceduto più di 500.000 ettari di territorio nicaraguense allo sfruttamento minerario da parte di aziende cinesi tra ottobre 2023 e ottobre...

F-35A: il cumulo degli imbrogli

È medico, socialista, parlamentare federale. Durante i dibattiti alle Camere ha preso la parola sette volte per criticare questo o quell’altro aspetto del programma di armamento. Che alla fine ha…...

C’è la guerra al centro dell’economia israeliana

Quando il settore della difesa diventa centrale per favorire l’accumulazione di capitale, l’economia diventa dipendente dalla guerra La distruzione di Gaza e del suo popolo non è solo un progetto...

Aboliamo la “scudo fiscale” ticinese

Pubblichiamo il testo dell’interrogazione che i deputati dell’MPS hanno inoltrato a proposito di uno degli articoli introdotti con la cosiddetta riforma “fisco-sociale) approvata, per il rotto delle cuffia, nel 2018....

“L’amore per le leggi”

Pubblichiamo qui di seguito un interessante articolo, apparso su Le Courrier lo scorso 2 ottobre a firma di Agostino Soldini, che racconta uno “scandalo fiscale” avvenuto nel canton Vaud. Un...

Riduzione delle tariffe elettriche nel 2026? Discutiamone…

A inizio settembre sono apparse le nuove tariffe elettriche per l’anno 2026. Le principali aziende di distribuzione di energia elettrica ticinesi presentano, per il secondo anno di fila, una riduzione...

TSMC: il monopolio fragile dei chip

Il dominio taiwanese sui semiconduttori nasconde crepe profonde: crisi energetica, morti nei cantieri, pressioni USA-Cina. Dietro l’AI si cela un sistema fragile Nel settembre 2025, mentre Taiwan Semiconductor Manufacturing Company...

Manifestiamo, lunedì 6 ottobre, contro lo smantellamento di FFS Cargo in Ticino

È ormai evidente l’intenzione di FFS Cargo di abbandonare il Ticino, dopo gli annunci della chiusura dei terminal di Lugano Vedeggio e Cadenazzo e la prospettata chiusura di quello di...

Cina. Il lavoro come campo di battaglia

Fabbriche, uffici pubblici, cantieri: un sistema del lavoro che consuma corpi e vite creando precarietà. Dalle operaie ai funzionari, cresce il malcontento. Le proteste aumentano del 73%. Una serie di...

È ora di cominciare a redistribuire ricchezza (almeno un po’)!

Attorno all’iniziativa per il finanziamento dell’iniziativa cassa malati (10%) si è sviluppato un dibattito sulla politica fiscale.Da un lato chi si dichiara contrario – praticamente tutti i partiti borghesi a...

Iniziativa cassa malati (10%): applicarla, e subito!

La netta vittoria dell’iniziativa popolare che limita al 10% del reddito disponibile i premi di cassa malati segna un passaggio politico di grande rilievo nel panorama cantonale. Non si è...

La Cina dei giovani invisibili: nostalgia digitale e fuga

Mentre Xi Jinping celebra la potenza cinese, milioni di giovani lottano contro la precarietà e si rifugiano nella nostalgia digitale. Un viaggio nel cuore della crisi generazionale. Alle nove e...

Lo scontro sino-americano per il controllo del digitale

Tutti con Trump. Il clamoroso voltafaccia della Silicon Valley è un evento di grande rilevanza nella politica americana contemporanea. Tradizionalmente vicini al Partito Democratico, i miliardari del digitale si sono...

Perché i paesi BRICS non denunciano il genocidio in corso a Gaza

I paesi BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica), che hanno ammesso al loro interno altri 5 Stati (Egitto, Emirati Arabi Uniti, Etiopia, Indonesia e Iran), si sono riuniti a...

Rispondere al nuovo aumento dei premi di cassa malati. Se non ora, quando?

Ancora una volta, come una condanna scritta nell’orologio svizzero, arriva l’annuncio dell’ennesimo aumento dei premi di cassa malati.Oggi ci dicono: +4,4% a livello nazionale, +7,1% in Ticino. Ma non fermiamoci...

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Altro che “non sapevamo”: il Consiglio di Stato ha scelto di non vedere e di non rispondere

In poche parole

Così non va!

Nel comunicato diffuso ieri, il Consiglio di Stato afferma, tra le altre cose, che il presidente del Governo, Claudio Zali, in merito alle registrazioni audio, «si riserva di esprimersi pubblicamente al riguardo prossimamente».
Risulta quindi difficile comprendere perché la consigliera di Stato Marina Carobbio, dopo aver illustrato la posizione del Consiglio di Stato (ammesso e non concesso che si possa qualificarla di “posizione”), non abbia colto l’occasione per “esprimersi pubblicamente” sul contenuto di registrazioni che lo stesso Zali, ad oggi, non ha smentito.
Avrebbe potuto dire ciò che non solo “il popolo della sinistra”, ma più in generale tutte le persone che credono nel rispetto della dignità delle persone, si aspettavano di sentire: che quelle espressioni sono inaccettabili, da chiunque provengano, ma lo sono ancora di più se pronunciate da un membro del Consiglio di Stato. Tanto più da parte di un Governo che, ancora ieri, ha ribadito la propria ferma condanna «nei confronti dell’incitamento alla violenza, anche verbale».
Avrebbe potuto affermare con chiarezza che da simili parole discendono inevitabilmente responsabilità politiche e che Claudio Zali dovrebbe trarne le conseguenze.
Ha scelto invece il silenzio. Un silenzio che pesa. E che, su una vicenda di questa gravità, rischia di apparire come una forma di acquiescenza. Così non va!

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