Tema: Economia

Cina. La grande crisi…ovvero quando il modello sociale implode

Dalla disoccupazione giovanile alla crisi immobiliare: il collasso di un sistema economico rivela le fragilità del regime La narrazione della “ascesa inarrestabile” della Cina, pilastro della propaganda del Partito Comunista...

Germania. La crisi dell’auto e la necessità di un cambiamento politico

Negli ultimi quattro anni la ricchezza delle cinque persone più ricche della Germania è aumentata da 85 a 150 miliardi di euro. Tra le 100 persone più ricche del settore...

Dodici miliardari americani superano i 2000 miliardi di dollari

Il patrimonio netto complessivo dei dodici maggiori miliardari americani ha superato, il 3 dicembre, i 2.000 miliardi di dollari. Questa è una nuova, inquietante, pietra miliare nella concentrazione della ricchezza...

Dalle grandi banche 400 miliardi di dollari alle aziende che deforestano

95 miliardi di dollari da fine 2015 in poi: è il totale dei prestiti erogati dalle grandi banche ai settori più a rischio di deforestazione. Nell’ultimo mezzo secolo, il 17%...

RSI. Paola e le altre, e tutti gli altri!

È evidente a tutte e tutti che il licenziamento della giornalista Paola Nurnberg affonda le sue radici nelle vicende sulle molestie sessuali e mobbing che hanno scosso la RSI negli...

Crisi dell’auto, chiusura di impianti

L’industria automobilistica europea sta passando da una crisi all’altra. Tuttavia, è ancora il settore con il maggior numero di dipendenti dell’intera industria manifatturiera. Nel 2023, nei paesi dell’Unione Europea, un...

La Via della Seta dello sfruttamento

Morti sul lavoro, passaporti confiscati, salari da fame, orari estenuanti, sorveglianza continua e repressione sindacale. Dalle fabbriche cinesi in Serbia e Indonesia emerge un modello sistematico di violazione dei diritti...

Salario minimo e dumping salariale in Ticino. Non ci siamo!

Pubblichiamo l’intervento di Matteo Pronzini pronunciato lo sorso 18 novembre in occasione della discussione in Gran Consiglio sull’adeguamento dei salari minimi previsti dalla Legge cantonale sul salario minimo (LSM). (Red)...

BRICS, nessuna alternativa dal vertice di Kazan

Il 16° vertice dei BRICS si è concluso il 23 ottobre 2024. La sua dichiarazione finale in 134 punti indica chiaramente che questo blocco non costituisce un’alternativa favorevole agli interessi...

Mondo “multipolare”, i “BRICS” sostengono il genocidio

Gli oscuri legami economici e politici che uniscono alcuni importanti esponenti dei paesi che si raccolgono nel raggruppamento delle “economie emergenti” e lo stato sionista e la sua politica colonialista....

La crisi strutturale dell’economia cinese. Un’analisi

[Quello che segue è un riassunto schematico di tre dettagliati articoli pubblicati su https://chinaworker.info/en/ che ho effettuato aiutandomi con IA] Introduzione L’economia cinese, un tempo considerata un motore inarrestabile di...

Il Manchester United è l’emblema del dominio neoliberale

Incapace di vincere, con i bilanci in rosso da cinque anni, il club inglese risponde licenziando i lavoratori Quando si indica la luna, è giusto anche guardare il dito. La...

La speculazione sull’energia elettrica contro cittadini e cittadine

La settimana scorsa sono state pubblicate le tariffe elettriche per l’anno 2025. Ampia diffusione è stata data al fatto che i prezzi sono diminuiti rispetto al 2024. Le società di...

Chi controlla AET, la sua politica e quella dei suoi dirigenti?

Lo diciamo da un pezzo. AET, i suoi dirigenti fanno il bello e brutto tempo e l’autorità politica di fatto non controlla più nulla di quella che è un’azienda pubblica...

Tariffe elettriche, il quadro è completo…e desolante

Sono ormai note le tariffe elettriche per il 2025 delle principali aziende di distribuzione operanti inTicino. Le Aziende industriali di Lugano (AIL – circa 115’000 clienti) hanno annunciato una diminuzione...

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La Russia e l’Africa, il grande imbroglio “anticoloniale”

Ucraina. L’economia della guerra e la pace infelice all’orizzonte

In poche parole

Della serie: il settore della moda tiene…

Non sono passate 24 ore da quando Marina Masoni, presidente di quel guscio vuoto che è TicinoModa, ci ha assicurato sulle magnifiche sorti e progressive della Fashion Valley ticinese, ed ecco annunciata la soppressione dei 60 posti di lavoro della Auriel Investment Sa di Paradiso.
Interessante, perché questa azienda, come la stragrande maggioranza di quelle che compongono il settore in Ticino, non è un’azienda produttiva nel senso tradizionale del termine, né un fiore all’occhiello di un settore industriale d’avvenire. È invece un’azienda sostanzialmente commerciale (i lavoratori licenziati sono “tutti attivi nel settore amministrativo”).
Il nuovo fondo – americano, naturalmente – che rileverà il marchio Roberto Cavalli affiderà inoltre a The Level Group, società di e-commerce con sede a Milano, la “gestione delle operazioni nei canali e-commerce, wholesale e retail”.
Nulla di nuovo: la Fashion Valley ticinese continua a essere quella del modello Gucci e Kering. Cosa costoro abbiano lasciato in Ticino è sotto gli occhi di tutti (a cominciare dalle mastodontiche infrastrutture). Quello che invece si sono portati via – in particolare sotto forma di sgravi e aggiramenti fiscali – è nelle carte delle diverse condanne subite in Italia e in Francia.
Cose che il governo di questo Cantone continua a ignorare.

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