Tema: Economia

Reddito universale, una buona idea?

A colloquio con Michel Husson Le primarie a sinistra in Francia hanno rilanciato il dibattito sul “reddito di base”, incondizionato e universale: Benoît Hamon ne ha fatto una delle sue...

Mettere il nostro futuro nelle mani di Ermotti?

di Lucio Finzi Imprenditoriale, competitivo, interconnesso, digitale, sostenibile: basterebbe ricordare questi cinque aggettivi che accompagnano il termine Ticino nei cinque capitoli del documento finale del Tavolo di lavoro sull’economia ticinese...

Contratti collettivi di lavoro e difesa dei salariati: ma i sindacati da che parte stanno?

di Gianni Mazzola Sfogliando le prime pagine (pp. 2-3) dell’ultimo numero del 9 febbraio de “il Lavoro”, giornale dell’Organizzazione cristiano-sociale ticinese (OCST), ci si imbatte in tre articoli che parlano...

Il dilemma della globalizzazione deglobalizzata

di Marco Bertorello Provando ad andare oltre uno sguardo superficiale, il ritorno del sovranismo politico potrebbe essere letto non solo e non tanto come l’espressione di una pulsione popolare, ma...

La fase stagnante prende altro tempo

Il 2017 viene diffusamente annunciato come un anno di svolta sui temi economico-finanziari. Si prevede un declino del ruolo delle banche centrali, la fine, o quasi, della moneta facile, e...

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Il miracoloso mondo del “reddito universale”

Che una società garantisca a tutti i suoi membri un reddito è un obiettivo legittimo. Questo tuttavia non implica l’adesione a qualsiasi progetto di reddito universale, di base, ecc. Tali...

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Espansiva in “ritiro”

È necessario provare a intendersi sul significato delle parole in uso. L’attuale politica monetaria può essere definita non convenzionale? Anche questa settimana le banche centrali di Giappone e Stati Uniti...

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Tirannia del lavoro, crisi della tirannia

Dal punto di vista antropologico, il lavoro rappresenta l’attività cosciente mediante la quale l’essere umano trasforma l’ambiente e le sue risorse per produrre la sua esistenza sociale. Il lavoro dunque...

Con il Fondo Atlante la malattia torna cura

Ieri [sabato 30 luglio. n.d.r.] non è stata certo una giornata favorevole al salvataggio delle banche italiane: prima, la Corte dei Conti ha espresso “perplessità” sul coinvolgimento nel Fondo Atlante...

Non sarà la politica monetaria a fermare la grande stagnazione

Il vivere dentro una fase di «stagnazione secolare» appare un tema molto evocato. Gli attuali tassi di crescita possono far pensare a una fase di stallo, ma per ipotizzare che...

Senza espansione

Il Quantitative easing nell’eurozona per il momento non fornisce i risultati attesi o sperati. A dir la verità la politica monetaria ultra-espansiva non ha brillato per risultati neppure altrove. Preoccupa...

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Il mercato non si salva da solo e le banche neppure

Gli indici di Borsa, di tutte le Borse europee, anche questa settimana hanno avuto un andamento altalenante a causa del prezzo del greggio e del permanere di nubi sul sistema...

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Il corto circuito monetario

Il contesto internazionale si complica e il Fondo monetario internazionale ha annunciato un ritocco verso il basso delle stime di crescita globale del 2016. Ogni ricetta della teoria neoliberista resta...

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Tasso negativo

Questa settimana Janet Yellen frena nuovamente su una possibile stretta monetaria americana. La presidente della Fed torna a dire che «bisogna tener conto delle potenziali ricadute» delle difficoltà economiche globali....

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Il ritorno del debito

In tempi di Quantitative easing e di politiche monetarie globali ancora del tutto ultra-espansive, torna a far parlare di sé proprio il debito pubblico. Semplificando ecco cosa starebbe avvenendo. A...

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PSE e nuovo stadio. Cosa ci sarà mai da festeggiare…

Russia. I costi dell’invasione dell’Ucraina non possono più essere tenuti lontano da tutti i russi

Italia. Dopo i fatti di Modena, qualche dato oggettivo

In poche parole

Della serie: il settore della moda tiene…

Non sono passate 24 ore da quando Marina Masoni, presidente di quel guscio vuoto che è TicinoModa, ci ha assicurato sulle magnifiche sorti e progressive della Fashion Valley ticinese, ed ecco annunciata la soppressione dei 60 posti di lavoro della Auriel Investment Sa di Paradiso.
Interessante, perché questa azienda, come la stragrande maggioranza di quelle che compongono il settore in Ticino, non è un’azienda produttiva nel senso tradizionale del termine, né un fiore all’occhiello di un settore industriale d’avvenire. È invece un’azienda sostanzialmente commerciale (i lavoratori licenziati sono “tutti attivi nel settore amministrativo”).
Il nuovo fondo – americano, naturalmente – che rileverà il marchio Roberto Cavalli affiderà inoltre a The Level Group, società di e-commerce con sede a Milano, la “gestione delle operazioni nei canali e-commerce, wholesale e retail”.
Nulla di nuovo: la Fashion Valley ticinese continua a essere quella del modello Gucci e Kering. Cosa costoro abbiano lasciato in Ticino è sotto gli occhi di tutti (a cominciare dalle mastodontiche infrastrutture). Quello che invece si sono portati via – in particolare sotto forma di sgravi e aggiramenti fiscali – è nelle carte delle diverse condanne subite in Italia e in Francia.
Cose che il governo di questo Cantone continua a ignorare.

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