Tema: Economia

Dal dumping salariale al dumping sociale

C’è una parola che attraversa silenziosamente il dibattito sul lavoro in Ticino, ma che raramente viene nominata fino in fondo: dignità. Non si tratta solo di una questione economica, né...

Controlli che salvano vite e diritti

Da anni la lotta alla “burocrazia” è uno dei tormentoni più ricorrenti del dibattito politico, in particolare nei discorsi dei partiti di governo e della destra. Lo Stato viene dipinto...

Controlli e dumping: una preoccupante realtà

Durante una recente conferenza stampa, il comitato che si batte contro l’iniziativa dell’MPS «Rispetto per i diritti di chi lavora! Combattiamo il dumping salariale e sociale!», sulla quale voteremo il...

Un appello a sostegno del lancio di una iniziativa federale per bloccare la procedura di acquisto degli aerei F-35!

Diverse decine di persone domiciliate e attive politicamente in diverse regioni della Svizzera hanno lanciato un appello con l’obiettivo di raccogliere adesioni e fondi per porre le basi del lancio...

Dumping salariale e controlli in Ticino

Gli oppositori all’iniziativa «Rispetto per i diritti di chi lavora! Combattiamo il dumping salariale e sociale!», in votazione il prossimo 8 marzo, ricordano che il Ticino sarebbe il Cantone con...

L’urgenza dell’iniziativa contro il dumping

Il prossimo 8 marzo voteremo per contrastare il fenomeno del dumping salariale, cioè la pressione dei salari verso il basso. In Ticino sono già più bassi di circa il 20%...

Il rinnovo del ROC ospedaliero, un’occasione persa

Un’infermiera qualificata che avesse cominciato a lavorare presso l’Ente Ospedaliero Cantonale (EOC) all’inizio del 2017 (cioè otto anni fa) avrebbe avuto diritto a un salario minimo, fissato nel contratto collettivo...

Dumping a Mendrisio: tutt’altro che un’eccezione!

Sono bastate poche ore per smentire i rappresentanti padronali che, in una conferenza stampa, avevano affermato che tutto va bene, che il dumping non esiste, che i contratti e le...

Voteremo NO all’iniziativa “200 franchi bastano!”: ma quanta fatica!

Voteremo NO all’iniziativa “200 franchi bastano!”, ma con molta fatica viste le critiche che da tempo rivolgiamo alla conduzione della SSR e, in particolare, del suo braccio ticinese. In più...

Ennesimo caso di dumping: quali strumenti?

Pubblichiamo l’interpellanza che Elia Agostinetti ha inoltrato al Municipio di Mendrisio in merito alla vicenda delle due aziende di architettura di Mendrisio protagoniste di un caso importante di dumping salariale...

Il dumping salariale non è normalità

Le pressioni su lavoratori e lavoratrici sono destinate ad aumentare. Ovunque. Si chiede maggiore produttività, s’innesca una malsana competitività tra colleghi, che mina seriamente la solidarietà tra lavoratori e lavoratrici....

Cina e AI, più illusioni che miracoli

La narrazione dominante sulla competizione globale nell’intelligenza artificiale tende a presentare la Cina come un rivale alla pari degli Stati Uniti, se non addirittura come un paese destinato a superarli...

Dumping salariale e discriminazioni di genere

L’iniziativa “Rispetto per i diritti di chi lavora! Combattiamo il dumping salariale e sociale!”, in votazione l’8 marzo, non riguarda solo salari, contratti o statistiche economiche. Riguarda anche – e...

Il comitato per il NO all’iniziativa contro il dumping salariale si limita a negare la realtà

Pubblichiamo la presa di posizione del segretariato MPS a commento della conferenza stampa tenuta oggi dal comitato che si oppone alla nostra iniziativa contro il dumping. (Red) “Tout va bien,...

Le fandonie dei datori di lavoro sul finanziamento dell’AVS

«Il lavoro non deve essere tassato ulteriormente»: l’Unione padronale svizzera (UPS), la cui missione è, come tutti sanno, difendere «il lavoro», rilancia la sua campagna contro il finanziamento dell’AVS (assicurazione...

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Altro che “non sapevamo”: il Consiglio di Stato ha scelto di non vedere e di non rispondere

In poche parole

Così non va!

Nel comunicato diffuso ieri, il Consiglio di Stato afferma, tra le altre cose, che il presidente del Governo, Claudio Zali, in merito alle registrazioni audio, «si riserva di esprimersi pubblicamente al riguardo prossimamente».
Risulta quindi difficile comprendere perché la consigliera di Stato Marina Carobbio, dopo aver illustrato la posizione del Consiglio di Stato (ammesso e non concesso che si possa qualificarla di “posizione”), non abbia colto l’occasione per “esprimersi pubblicamente” sul contenuto di registrazioni che lo stesso Zali, ad oggi, non ha smentito.
Avrebbe potuto dire ciò che non solo “il popolo della sinistra”, ma più in generale tutte le persone che credono nel rispetto della dignità delle persone, si aspettavano di sentire: che quelle espressioni sono inaccettabili, da chiunque provengano, ma lo sono ancora di più se pronunciate da un membro del Consiglio di Stato. Tanto più da parte di un Governo che, ancora ieri, ha ribadito la propria ferma condanna «nei confronti dell’incitamento alla violenza, anche verbale».
Avrebbe potuto affermare con chiarezza che da simili parole discendono inevitabilmente responsabilità politiche e che Claudio Zali dovrebbe trarne le conseguenze.
Ha scelto invece il silenzio. Un silenzio che pesa. E che, su una vicenda di questa gravità, rischia di apparire come una forma di acquiescenza. Così non va!

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1 Agosto 2026
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