Tema: Femminismo

8 marzo – Lo sciopero delle donne «Ecco perché farlo anche in Italia»

Intervista con Eliana Como* Trecentomila donne hanno manifestato a Roma lo scorso 26 novembre contro la violenza maschile sulle donne; Non Una Di Meno [Nudm ] continua il percorso nazionale...

Dalla Marcia allo sciopero internazionale delle donne

Le organizzatrici della Marcia delle donne del 21 gennaio a Washington si aspettavano certo una grande partecipazione, ma che quasi 3 milioni di persone decidessero di scendere nelle strade in...

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Il parlamento russo verso la depenalizzione del reato di violenza domestica

“Le punizioni non possono contraddire i valori della nostra società. Nella famiglia tradizionale russa le relazioni genitore-figli sono costruite sull’autorità dei genitori, quindi le leggi devono adattarsi”. Dopo queste parole,...

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In difesa dei consultori femminili

Pubblichiamo qui di seguito la mozione del deputato al Gran Consiglio Matteo Pronzini in merito alla decisione del Consiglio Federela di abolire i finanziamenti ai consultori femminili e alle contromisure...

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Parliamo di violenza sulle donne, non di altro

Bisognerebbe discutere dei fatti di Colonia prima di tutto liberandosi dalle suggestioni razziste consapevoli o inconsapevoli, dai falsi nessi di causa ed effetto e dalla paura dell’ideologia che di tutte...

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L’indignazione prêt-à-porter: sulla maternità surrogata

«Noi rifiutiamo di considerare la “maternità surrogata” un atto di libertà o di amore». Inizia così l’appello perché il bando italiano alla maternità surrogata sia esteso al resto d’Europa, promosso...

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Melfi, la lotta delle operaie Fiat (FCA)

Nelle fabbriche metalmeccaniche italiane, le donne sono circa il 20% della forza lavoro, anche nei reparti di produzione. Se è raro trovare donne alla catena di montaggio del trattore, in...

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Scatenamento sessista contro le resistenze ai memorandum

Nelle condizioni della crisi parossistica che scuote la Grecia, vediamo lo scatenamento di un sessismo estremamente violento contro le donne! Inoltre, ciò succede sulla scena politica centrale, sotto gli occhi...

Sebben che siamo donne (5)

“Mamma perché dal Cile tu sei venuta in Svizzera?” “Se non fossi venuta, voi non sareste mai nati, mi vien da dire di primo acchito”. È questa una semplice domanda...

Claudia Leu
Sebben che siamo donne (4)

Le ragioni per cui sono candidata alla lista MPS-PC sono essenzialmente di sostegno e appoggio a quella che credo sia l’unica alternativa di sinistra anticapitalista in Ticino. Ritengo sia fondamentale...

matilde beretta
Sebben che siamo donne (3)

Perché candidarmi? A partire dall’anno scorso, ho iniziato a mostrare interesse per la politica, particolarmente per ciò che riguarda le problematiche sociali. L’educazione che ho ricevuto a casa e, che...

paula Leu
Sebben che siamo donne (2)

Credo che l’MPS sia l’unica forza in Ticino di opposizione alle politiche neoliberali, xenofobe e razziste portate avanti dalle forze di governo. In questi ultimi anni il nostro cantone è...

Angelica-Lepori-Sergi
Sebben che siamo donne (1)

C’era da aspettarselo. Ancora una volta, la campagna elettorale si è concentrata sulla questione, non certo secondaria ma nemmeno assolutamente decisiva, della presenza istituzionale delle donne. Quante candidate, quante possibili...

emidabis
Parità salariale, subito!

Pubblichiamo la versione italiana del volantino che l’MPS distribuisce in vista della manifestazione che si terrà sabato a Berna. Anche dal Ticino le organizzazioni sindacali organizzano trasferte in comune. Per...

parita
Il sottile razzismo di quel “catcalling video”

Un paio di settimane fa il gruppo Hollaback ha pubblicato un video che mostra una ragazza mentre cammina per le strade di New York venire sistematicamente e continuamente molestata verbalmente,...

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Italia. Dopo i fatti di Modena, qualche dato oggettivo

La Russia e l’Africa, il grande imbroglio “anticoloniale”

Ucraina. L’economia della guerra e la pace infelice all’orizzonte

In poche parole

Della serie: il settore della moda tiene…

Non sono passate 24 ore da quando Marina Masoni, presidente di quel guscio vuoto che è TicinoModa, ci ha assicurato sulle magnifiche sorti e progressive della Fashion Valley ticinese, ed ecco annunciata la soppressione dei 60 posti di lavoro della Auriel Investment Sa di Paradiso.
Interessante, perché questa azienda, come la stragrande maggioranza di quelle che compongono il settore in Ticino, non è un’azienda produttiva nel senso tradizionale del termine, né un fiore all’occhiello di un settore industriale d’avvenire. È invece un’azienda sostanzialmente commerciale (i lavoratori licenziati sono “tutti attivi nel settore amministrativo”).
Il nuovo fondo – americano, naturalmente – che rileverà il marchio Roberto Cavalli affiderà inoltre a The Level Group, società di e-commerce con sede a Milano, la “gestione delle operazioni nei canali e-commerce, wholesale e retail”.
Nulla di nuovo: la Fashion Valley ticinese continua a essere quella del modello Gucci e Kering. Cosa costoro abbiano lasciato in Ticino è sotto gli occhi di tutti (a cominciare dalle mastodontiche infrastrutture). Quello che invece si sono portati via – in particolare sotto forma di sgravi e aggiramenti fiscali – è nelle carte delle diverse condanne subite in Italia e in Francia.
Cose che il governo di questo Cantone continua a ignorare.

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