Tema: Storia e cultura

Lugano e sgombero CSOA. “SHINING LUGANO”: quando l’orrore si dissolve nel grottesco

Pubblichiamo la presa di posizione del SOA in merito alla proposta del Municipio di Lugano di versare una indennità per i danni materiali subiti dai frequentatori del Macello al momento...

Bellinzona. A teatro, ma senza stereotipi di genere

Il teatro sociale di Bellinzona ha lanciato una nuova campagna rivolta al pubblico giovanile per attirarlo ai suoi spettacoli. La campagna utilizza immagini di opere d’arte classiche accompagnate da slogan...

HeART of Gaza, una mostra in Ticino

Un gruppo di persone attive in Ticino nella solidarietà con Gaza ha organizzato una mostra di disegni e storie di bambini e adolescenti a Gaza. Pubblichiamo qui di seguito il...

Ricordando Fausto Amodei. Un invito all’ascolto di una lezione di storia

È scomparso lo scorso 18 settembre Fausto Amodei, uno dei musicisti più importanti della canzone politica degli anni 60’ e ’70. Un ricordo e un omaggio a un figura indimenticabile....

Violenza di genere e pedofilia, una cultura “normale” e onnipresente prima del femminismo contemporaneo

Le lotte delle donne degli anni ’70 e ’80 hanno evidenziato la pervasività di molestie sui minori, stupri, molestie sessuali e violenza domestica, e hanno contribuito a combattere questa cultura....

Biglietto per Orazio Martinetti

Leggo sempre con piacere gli articoli di Orazio Martinetti. Anche se non condivido sempre le sue posizioni e conclusioni, il piacere nasce soprattutto dai suoi riferimenti, competenti, alla storia del...

Milano, sgomberato il “Leoncavallo”

Stamattina, sgombero dello storico centro sociale Leoncavallo a Milano. La polizia è entrata nel centro sociale all’alba di giovedì 21 agosto con l’ufficiale giudiziario. Su ordine di Piantedosi hanno rispolverato,...

Rianimiamo la speranza

“Rianimiamo la speranza” fu il titolo dato al discorso di Ernest Mandel (1923-1995) al Terzo Incontro del Forum di San Paolo (Nicaragua, luglio 1992). In quell’occasione, il Nuevo Diario (Managua,...

Locarno Film Festival: non solo schermo. Dietro il sipario del glamour, una gestione opaca

La rimozione del celebre schermo progettato da Livio Vacchini – simbolo dell’identità visiva di Piazza Grande sin dal 1971 – segna non solo una svolta simbolica, ma anche un ulteriore...

Un Appello in favore delle Cave di Arzo come luogo di incontro e di cultura

Pubblichiamo volentieri questo appello in favore delle Cave di Arzo come luogo di incontro e di cultura. Come si ricorderà, un ricorso ha di recente bloccato una serie di eventi...

Festival di Locarno, il nuovo che avanza. Davvero?

Pubblichiamo una interrogazione sul Festival di Locarno inoltrata ieri dai deputati dell’MPS. Lo spunto è dato dalla decisione del Festival di rinunciare allo storico e iconico schermo progettato dall’architetto Livio...

Le premesse materiali, sociali e ideologiche del genocidio nazista

Per combattere meglio il neofascismo e il razzismo biologico oggi, dobbiamo comprendere la natura del fascismo di ieri. Il testo che riproduciamo qui sotto è il contributo che Ernest Mandel...

È morto Pepe Mujica, lo storico leader dell’Uruguay. Una vita straordinaria, da tupamaro a presidente

Demetrio perse la sua terra a Casupá durante la crisi degli anni Trenta. Il suo nuovo progetto, il cemento prefabbricato, lo portò nella città coloniale di Carmelo per costruire i...

Russia. La Grande Guerra Patriottica come strumento di propaganda di Putin

Dalla rivolta di Maidan e dall’annessione illegale della Crimea da parte della Russia nel 2014, la propaganda del Cremlino ha costantemente dipinto i leader ucraini come nazisti o fascisti. I...

Il Giorno della vittoria e lo spettro del fascismo

Le commemorazioni ufficiali illustrano generalmente, in modi più o meno spettacolari, le narrazioni egemoniche del passato, le quali non sempre rispecchiano la coscienza storica delle società. Questo è particolarmente vero...

Ultimi articoli

Il labo­ra­to­rio neo­li­be­rale della pre­vi­denza

Riflessioni canicolari. L’uscita dal capitalismo è più necessaria che mai

Europa, ondata di calore record: un nuovo clima per il nostro continente?

In poche parole

Le FFS come Don Vito Corleone: fanno offerte che non si possono rifiutare

«Se non dovesse accettare nessuna delle due offerte (opzione 1 o opzione 2), oppure non dovesse restituire la lettera firmata entro il […] luglio 2026, scioglieremo il suo contratto di lavoro nel rispetto del termine di disdetta di sei mesi.»
Così si concludono le lettere che la direzione di FFS Cargo ha inviato ai lavoratori coinvolti nell’ultima riorganizzazione, al termine dei colloqui individuali svoltisi in questi giorni.
Quali sono le due “opzioni” offerte dalle FFS, alle quali il lavoratore è chiamato a rispondere entro otto giorni, pena il licenziamento? La prima consiste nel trasferimento alla Divisione Viaggiatori delle FFS, con sede di lavoro a Zugo, Lucerna o Goldau. La seconda prevede il trasferimento a TILO, con una riduzione salariale che, dopo i primi due anni, supera i 1’000 franchi al mese.
Questa è l’”offerta” di un’azienda che continua a ripetere che a tutti sarà data la possibilità di continuare a lavorare in Ticino e che non è previsto alcun licenziamento.
Tutte balle, come il Comitato contro lo smantellamento di FFS Cargo denuncia da mesi. A questo, ora, si aggiunge un atteggiamento che ricorda quello di Don Vito Corleone: un’offerta che non si può rifiutare, pena non la morte fisica, ma certamente quella professionale e sociale.

eventi

Non ci sono appuntamenti