Categoria geografica: Internazionale

DeepSeek o DeepShow? Dietro le quinte della grandeur tecnologica cinese

DeepSeek: la nuova “rivoluzione” tech cinese o l’ennesima operazione di regime? La glorificazione acritica dell’AI made in China nasconde strategie politiche di Xi Jinping all’insegna della grandeur. Continuo a monitorare...

Solidarietà al professor Joseph Daher, pretestuosamente licenziato dall’Università di Losanna

Pubblichiamo il testo con il quale i compagni di SolidaritéS rendono conto del licenziamento di Joseph Daher da parte dell’Università di Losanna. Un licenziamento chiaramente politico, legato evidentemente all’impegno di...

Verso un nuovo tipo di (dis)ordine imperiale

È trascorso poco più di un mese dall’insediamento di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti, con il tecno-oligarca Musk al suo fianco, e l’elenco delle iniziative e delle misure...

Benvenuti nel nuovo ordine mondiale

Gli Stati Uniti sembrano aver deciso di abbandonare l’“ordine mondiale liberale e basato su regole” che un tempo avevano contribuito a creare. Alla recente Conferenza sulla sicurezza di Monaco, il...

Escalation ad alto rischio

Nel 1972, Richard Nixon aveva tessuto relazioni con la Cina di Mao allo scopo di isolare il suo concorrente dell’epoca, l’URSS. Oggi, Trump sta facendo delle avances alla Russia allo...

Germania. Die Linke e le sfide future

Die Linke ha conseguito sicuramente un importante successo elettorale nelle elezioni tedesche di domenica 23 febbraio. Ma questo successo non è ancora la garanzia che possa rispondere in modo adeguato...

Trump-Putin, il patto degli oligarchi

Dopo la Palestina, l’Ucraina è la seconda vittima del patto siglato da Donald Trump e Vladimir Putin. Legittimando la legge del più forte, la loro alleanza riflette il dominio del...

Cina. La grande coreografia di Xi: potere, tecnologia e sottomissione

Xi concede un’udienza solenne ai giganti tech privati: tra riabilitazioni controllate e fedeltà al partito, emergono le contraddizioni del modello cinese Il messaggio politico La Grande Sala del Popolo di...

Pace tra neofascisti, guerra ai popoli oppressi

Il fatto che Washington e Mosca abbiano scelto il regno saudita come sede di un incontro tra le loro delegazioni per discutere le prospettive della guerra in corso in Ucraina...

Perché Pechino tifa AfD alle elezioni tedesche di domenica

A pochi giorni dalle elezioni tedesche, cresce l’influenza di Pechino sull’AfD, secondo partito nei sondaggi. Alice Weidel, la leader del partito di estrema destra, è una star sui social cinesi....

Le Big Tech sempre più a destra

La conversione dell’intero settore tecnologico al trumpismo è il frutto del suo modello economico. Per perseguire la sua logica predatoria, ha trovato nell’estrema destra un utile sbocco politico. Al di...

Donald Trump sta preparando una “pace” sulle spalle dell’Ucraina

Il presidente degli Stati Uniti ha appena sciolto gli ultimi dubbi sull’Ucraina: intende porre fine alla guerra accogliendo le richieste di Mosca. Così facendo, perdona l’aggressione lanciata tre anni fa...

La farsa di Trump costruttore di pace

Friedenskanzler, cioè “Cancelliere della Pace”. Se vi diciamo che Hitler si chiamava così prima di iniziare la Seconda guerra mondiale, non crederete alle vostre orecchie. Eppure è vero, perché l’immagine...

USA. La possibile disintegrazione della coalizione sociale che ha sostenuto Trump

Il trumpismo è una risposta neofascista di estrema destra alla crisi sociale ed economica della classe operaia e alla crisi di legittimità dello stato che questa crisi socio-economica ha prodotto....

Io dazio, tu dazi, egli dazia… Tutti daziano

La strategia di Trump non è una scelta irrazionale, è il frutto di una crisi globale e della fine delle illusioni della globalizzazione. Avrà effetti diretti sui paesi concorrenti, come...

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In poche parole

Così non va!

Nel comunicato diffuso ieri, il Consiglio di Stato afferma, tra le altre cose, che il presidente del Governo, Claudio Zali, in merito alle registrazioni audio, «si riserva di esprimersi pubblicamente al riguardo prossimamente».
Risulta quindi difficile comprendere perché la consigliera di Stato Marina Carobbio, dopo aver illustrato la posizione del Consiglio di Stato (ammesso e non concesso che si possa qualificarla di “posizione”), non abbia colto l’occasione per “esprimersi pubblicamente” sul contenuto di registrazioni che lo stesso Zali, ad oggi, non ha smentito.
Avrebbe potuto dire ciò che non solo “il popolo della sinistra”, ma più in generale tutte le persone che credono nel rispetto della dignità delle persone, si aspettavano di sentire: che quelle espressioni sono inaccettabili, da chiunque provengano, ma lo sono ancora di più se pronunciate da un membro del Consiglio di Stato. Tanto più da parte di un Governo che, ancora ieri, ha ribadito la propria ferma condanna «nei confronti dell’incitamento alla violenza, anche verbale».
Avrebbe potuto affermare con chiarezza che da simili parole discendono inevitabilmente responsabilità politiche e che Claudio Zali dovrebbe trarne le conseguenze.
Ha scelto invece il silenzio. Un silenzio che pesa. E che, su una vicenda di questa gravità, rischia di apparire come una forma di acquiescenza. Così non va!

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