Categoria geografica: Internazionale

Israele. Le radici fasciste di Netanyahu

Perché Bibi Netanyahu è diventato il beniamino e l’idolo della feccia razzista, neofascista e neonazista di estrema destra in Europa e nel mondo? La risposta non è difficile: questa feccia...

Mondo “multipolare”, i “BRICS” sostengono il genocidio

Gli oscuri legami economici e politici che uniscono alcuni importanti esponenti dei paesi che si raccolgono nel raggruppamento delle “economie emergenti” e lo stato sionista e la sua politica colonialista....

Palestina. Un anno di genocidio in cifre

A partire dal 7 ottobre 2023 e dall’attacco di Hamas di un anno fa, l’esercito israeliano ha ucciso più di 41.000 palestinesi e ne ha feriti 100.000. Il 90% della...

Francia. La mobilitazione contro Barnier e il Rassemblement Nationale si fa attendere

Il 1° ottobre, in Francia, si sono tenute sia la dichiarazione di politica generale di Michel Barnier, il primo ministro dissotterrato da Macron per presentare una finzione di cambiamento, sia...

Gli obiettivi di Israele e l’attacco contro il Libano

Pubblichiamo l’ultima intervista rilasciata da Gilbert Achcar e pubblicata da “L’Anticapitaliste” , organo dell’”NPA-Anticapitaliste” Dal 23 settembre, i bombardamenti dell’esercito israeliano sul Libano hanno provocato la morte di oltre mille...

Stati Uniti. In sciopero 45’000 portuali…Cinque settimane prima delle elezioni presidenziali

I lavoratori dei porti della costa orientale degli Stati Uniti e del Golfo del Messico sono in sciopero da martedì 1° ottobre a seguito del fallimento dei negoziati tra il...

Libano. Il calcolo sbagliato di Hezbollah

Il partito di Hezbollah è caduto nella trappola tesa da Israele, insistendo e continuando nello scambio di missili con lo Stato sionista “fino al cessate il fuoco a Gaza”, mentre...

Il costo ambientale del genocidio di Israele a Gaza

Una delle rappresentazioni più evidenti dei costi ambientali della guerra si è avuta quando settecento campi petroliferi del Kuwait sono stati incendiati durante la prima guerra del Golfo, facendo fuoriuscire...

Memorandum sul genocidio in corso a Gaza e le sue implicazioni per Israele e Palestina

Invitato a partecipare a una conferenza che si è svolta in Sudafrica nei giorni scorsi (18-20 settembre), Etienne Balibar, filosofo, componente del comitato editoriale della rivista Actuel Marx e (tra...

Germania. BSW, un conservatorismo di sinistra, più conservatore che di sinistra

Fenomeno nuovo nella politica tedesca dopo le recenti elezioni regionali, il successo di Sahra Wagenknecht sta suscitando interesse e persino simpatie nella sinistra radicale italiana che si dibatte nelle sue...

La crisi strutturale dell’economia cinese. Un’analisi

[Quello che segue è un riassunto schematico di tre dettagliati articoli pubblicati su https://chinaworker.info/en/ che ho effettuato aiutandomi con IA] Introduzione L’economia cinese, un tempo considerata un motore inarrestabile di...

Germania. Elezioni nel Brandeburgo, solo un occhio nero?

Con le elezioni del Landtag del Brandeburgo del 21 settembre, si chiude il ciclo delle elezioni regionali del 2024. Come il 1° settembre in Sassonia e Turingia, il partito di...

Riflessioni strategiche sull’escalation di intimidazioni israeliane in Libano

Intimidazione, terrorismo, guerra asimmetrica, deterrenza, controdeterrenza e la dottrina Dahiya nell’aggressione israeliana in corso contro il Libano. Era passata appena un’ora da quando avevo scritto il mio articolo della scorsa...

Unione Europea. Il piano Draghi: né giustizia sociale, né giustizia climatica!

Rapporto Draghi: l’ultimo lifting al progetto europeo. I rimedi proposti sono gli stessi del passatoAppena pubblicato, il rapporto Draghi sulla competitività in Europa sembra già essere diventato un riferimento obbligato....

Francia. Il governo dei perdenti

Sabato sera, la presidenza francese ha annunciato formalmente l’insediamento del nuovo governo Barnier, che oggi, lunedì 23, terrà la sua prima seduta. Il neo presidente del consiglio, dopo 16 giorni...

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Per un referendum cantonale contro gli attacchi ai salari minimi cantonali

Omaggio a un «vero difensore degli oppressi»

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In poche parole

Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

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