Categoria geografica: Internazionale

In morte di un oppositore politico

Navalny è l’ultimo di una lunga lista. I nomi che ne fanno parte li abbiamo conosciuti e poi colpevolmente consegnato all’oblio. Ogni tanto – quando conviene – li riportiamo tra noi,...

I ghiacciai alpini si ridurranno di almeno un terzo entro il 2050

Anche se il riscaldamento globale dovesse arrestarsi completamente, il volume dei ghiacci delle Alpi europee diminuirà del 34% entro il 2050. Se le tendenze attuali dovessero confermarsi, tuttavia, si perderà...

Russia, le parole di Oleg Orlov incarcerato per aver denunciato la guerra in Ucraina

Oleg Orlov avrebbe potuto lasciare il Paese, ma ha scelto di rimanere in Russia. Durante il processo, non è stato messo agli arresti domiciliari né incarcerato. A 70 anni, non...

I capitalisti vogliono distruggere l’umanità… e sé stessi

Quali idee folli si nascondono dietro la spinta del capitalismo verso la catastrofe planetaria? C’è una domanda complicata a cui non possiamo più sottrarci. Le élites del capitalismo vogliono morire?...

Due anni di guerra in Ucraina, un punto di vista femminista

Pubblichiamo l’intervista a alle attiviste di Feministytchna maïsternia (Feminist Workshop), organizzazione di donne fondata nel 2014 con l’obiettivo di creare uno spazio per lo sviluppo della comunità femminista nel paese. Dopo due...

I cosiddetti “paesi in via di sviluppo” intrappolati in una nuova crisi del debito

Il rapporto della Banca Mondiale sul debito dei “paesi in via di sviluppo”, pubblicato il 13 dicembre 2023 [1], rivela un dato allarmante: nel 2022, i paesi in via di...

Gaza-Israele, la fase terminale del colonialismo sionista

L’idea che il sionismo sia un colonialismo di insediamento coloniale non è nuova. Gli studiosi palestinesi che negli anni ’60 lavoravano a Beirut nel Centro di ricerca dell’OLP avevano già...

Le radici dell’atteggiamento imperialista della Russia verso l’Ucraina

Il 24 febbraio 2022, il Cremlino ha lanciato una “operazione militare speciale” con l’obiettivo dichiarato di eliminare completamente l’indipendenza dell’Ucraina come stato e società. La decisione del presidente russo Vladimir...

Navalny, un personaggio complesso

Navalny non era di sinistra. Ma negli ultimi tempi aveva capito che in Russia l’opposizione di massa al regime sarebbe potuta nascere solo a partire dai bisogni dei diseredati di...

A due anni dall’aggressione militare di Putin contro l’Ucraina

Il 24 febbraio 2022, l’esercito russo ha dato il via ad un’aggressione militare contro l’Ucraina intera,  dando inizio ad una  gravissima e lunga  guerra. Putin, primo responsabile di questo atto...

Per Julian Assange, l’appello della redazione di Mediapart

La redazione del noto sito francese di informazione e di commenti Mediapart ha lanciato un appello per Julian Assange, indirizzato al presidente degli Stati Uniti d’America, Joe Biden a cui...

Già due anni di guerra: manifestiamo la nostra solidarietà con il popolo ucraino

Ricordiamo che Sabato 24 febbraio, ore 13.30, ZURIGO, Landesmuseum via sarà una MANIFESTAZIONE contro l’aggressione russa all’Ucraina e di solidarietà con il popolo ucraino (organizzazione di una trasferta collettiva dal...

Con la morte di Navalny finiscono gli spazi politici in Russia

La notizia della morte del più importante leader dell’opposizione russa, Alexey Navalny, in un campo di prigionia nell’Artico è scioccante, ma non del tutto inaspettata. La sua morte evidenzia l’evoluzione politica...

Italia. Senza fine la guerra interna contro la classe lavoratrice

Senza fine la guerra interna contro la classe lavoratrice Cinque operai uccisi a Firenze nel crollo di un cantiere per l’ennesimo ipermercato. Mentre le guerre esterne continuano nel mondo e le...

Ucraina, due anni dopo: fermare la guerra della Russia

Pubblichiamo qui di seguito la dichiarazione della Rete europea di solidarietà con l’Ucraina (RESU). Ricordiamo pure che, nell’ambito della settimana di azione internazionale contro l’invasione russa e in solidarietà con...

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Per un referendum cantonale contro gli attacchi ai salari minimi cantonali

Omaggio a un «vero difensore degli oppressi»

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In poche parole

Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

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