Categoria geografica: Internazionale

Gaza e la Palestina dopo quattro mesi di guerra

Sono trascorsi quattro mesi dall’operazione “Al-Aqsa Flood” e dall’inizio della guerra genocida sionista che ne è seguita. La situazione ha ormai superato la Nakba del 1948 in termini di intensità...

Autodeterminazione per il popolo palestinese, via le forze imperialiste dal Medio Oriente

La guerra a Gaza continua, con la sua scia di orrori, ma anche con grandi mobilitazioni di solidarietà e una significativa resistenza in Palestina. Gilbert Achcar discute questa situazione e...

Quale storia non è iniziata il 7 ottobre? Riflessione sui sedici anni di reclusione di Gaza

Nelle ultime settimane si è spesso ricordato, almeno tra i palestinesi e i loro sostenitori, che la storia non è iniziata il 7 ottobre. Ma quale storia? Diverse temporalità sono...

Da Mosca a Pyongyang, scenari esplosivi

Il viaggio segreto di un diplomatico russo a Seul, seguito da uno scambio di dichiarazioni di fuoco tra Russia e Corea del Sud, sottolinea ulteriormente l’alta tensione che regna negli...

La finanza domina ogni ambito della produzione di cibo e con i suoi strumenti determina i prezzi agricoli, scontentando gli agricoltori

Le proteste degli agricoltori in gran parte dell’Europa hanno motivazioni diverse da zona a zona, ma una è comune a quasi tutti i contesti. Si tratta della micidiale instabilità dei prezzi...

No al furto del lavoro degli agricoltori e dei dipendenti da parte delle multinazionali

La lotta degli agricoltori sta attraversando tutta l’Europa. Le rivendicazioni sono assai simili. Da un lato vi sono le decisioni di carattere ambientale (decise dall’Unione Europea) che, seppur giusta da...

I ricchi e le tasse

L’articolo che pubblichiamo è apparso su un sito gestito da compagni e compagne di Sinistra Anticapitalista, organizzazione italiana “sorella” dell’MPS. Il punto di partenza di questo articolo è quindi il...

Rendere invivibile Gaza per le generazioni future

Su una tipica spiaggia nel centro di Gaza, un miglio a nord del campo profughi di Al-Shati, ormai raso al suolo, lunghi tubi neri serpeggiano tra colline di sabbia bianca...

Davos e la fusione dell’economia mondiale

Nella lussuosa località sciistica di Davos, in Svizzera, è di nuovo in corso l’annuale raduno della ricca élite globale, il World Economic Forum (WEF).  Migliaia di persone parteciperanno all’evento e...

Militarismo, genocidio e clima

L’11 gennaio 2024, il Sudafrica, sostenuto da più di 60 paesi e 900 organizzazioni civili, ha presentato una solida causa contro Israele davanti alla Corte internazionale di giustizia delle Nazioni...

L’elogio della follia. La riforma del Patto di stabilità e crescita e il ritorno dell’austerità

Lo scorso 20 dicembre i ministri delle finanze dell’Unione europea hanno finalmente trovato un accordo sulla riforma del Patto di Stabilità e Crescita (PSC), a sua volta fondato sul compromesso...

Gaza, la sua storia e l’identità palestinese

A più di mezzo secolo dall’inizio dell’occupazione della Striscia di Gaza, ci sono sempre più segnali che indicano che Israele sta usando l’attuale offensiva militare per ridefinire completamente il territorio....

Mica male l’anno degli ultraricchi

Il 2023 è stato un anno che ha fatto sorridere la piccolissima quota di persone più ricche del Pianeta. I 500 tra uomini e donne con i patrimoni più alti del mondo, infatti, hanno visto crescere la loro...

Argentina, uno sciopero contro la motosega e la logica del male minore

Millei stoppato, per ora, in tribunale. Il 24 gennaio lo sciopero generale. Uno scenario che rappresenta una sfida epocale per la sinistra rivoluzionaria Sono bastate due settimane agli argentini per...

Nonostante le 28 COP, i consumi di combustibili fossili crescono

Lo scorso 13 dicembre più di 200 paesi hanno partecipato alla COP28 di Dubai e in quella sede hanno raggiunto un accordo sulla “transizione” dai combustibili fossili. Si tratta di...

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Per un referendum cantonale contro gli attacchi ai salari minimi cantonali

Omaggio a un «vero difensore degli oppressi»

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In poche parole

Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

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