Categoria geografica: Internazionale

Fanghi velenosi e narrazioni tossiche: sulle alluvioni in Emilia-Romagna

«Le acque stan via anni e mesi, poi tornano ai loro paesi.»«L’acqua rosica anche il ferro.»(Proverbi delle terre del Delta padano) Mentre, dopo lo shock, ci si rende conto della...

Spagna. Una marea di destra travolge un progressismo sempre più in declino

Da una prima considerazione sulle recenti elezioni comunali e regionali, si possono facilmente trarre due conclusioni: una chiara vittoria del blocco neoconservatore e reazionario e una sconfitta politica del PSOE....

Francia. Macron, il giga-amico dei padroni

Dopo aver confermato la creazione di una “gigafactory” per le batterie nei pressi di Dunkerque e aver ricevuto a Versailles 200 padroni arrivati da tutti i continenti, Macron ha osato...

Sinistra e guerra in Ucraina. Lenin svegliati, sono diventati tutti matti!

Il  comitato contro la guerra e contro il riarmo ha organizzato lo scorso 23 maggio a Lugano un dibattito/conferenza sulla guerra in Ucraina. Tre relatori, Jurii colombo, Jo Lang e...

Francia. Una fase di incertezza per il movimento sociale

Dalla metà di aprile si è assistito a un vero e proprio cambio di passo nella mobilitazione sociale caratterizzata da una minore pressione su Macron e al suo governo. Tuttavia,...

Non è «maltempo», è malterritorio. Le colpe del disastro in Emilia-Romagna

Pubblichiamo questo interessante articolo che presenta una narrazione diversa delle cause del disastro che stanno vivendo le popolazioni e i territori dell’Emilia Romagna. (Red) La narrazione che imperversa sulle alluvioni...

Washington ostacola una soluzione politica in Ucraina

In questo articolo si analizzano gli ultimi sviluppi diplomatici della guerra in Ucraina, in particolare il metodico sabotaggio da parte degli Stati Uniti di qualsiasi processo che possa portare alla...

Francia. Cosa succede quando Macron è già stato sconfitto e il grande movimento popolare non ha ancora vinto?

Dopo quasi quattro mesi di grandi mobilitazioni operaie e popolari senza precedenti nella Francia del dopoguerra, la conclusione della lotta dei sindacati francesi contro la controriforma delle pensioni dovrebbe essere...

Sudan, abbiamo un sogno

Di fronte all’incubo che sta attraversando il Sudan in questi giorni, abbiamo un sogno. Il sogno che le lotte intestine tra fazioni militari – in un Paese la cui storia...

Francia. Una mobilitazione che non vuole voltare pagina

Gli ultimi otto giorni hanno visto una svolta nel movimento degli scioperi e delle mobilitazioni. Giovedì 13 aprile c’è stata la dodicesima giornata di mobilitazione nazionale indetta dall’Intersindacale nazionale, poi...

Cattura e stoccaggio di CO2. L’insostenibile impatto ambientale, sanitario ed economico

La tecnologia di cattura e stoccaggio del carbonio (Carbon Capture and Storage – CCS) è stata originariamente sviluppata dall’industria petrolifera per recuperare le riserve petrolifere profonde di difficile accesso. Per...

Democrazia, Credit Suisse e…Macron

Qualcuno si chiederà: ma dove vuole andare a parare l’accostamento nel titolo di questo articolo? Semplice, quanto è avvenuto in Svizzera attorno alla “ripresa” di Credit Suisse da parte di...

Italia. Se non ora, quando? Per una convergenza tra battaglia antifascista e lotta di classe

Mentre si avvicinano due date non solo simboliche, ma espressione concreta della lotta di classe nel nostro paese e del protagonismo delle classi lavoratrici, il 25 aprile e il I...

Pensioni, lo schiaffo dei “saggi” di Francia ai lavoratori e alle lavoratrici

Dopo il parere del Consiglio Costituzionale che, non a caso, ha convalidato l’odioso arretramento dell’età pensionabile legale a 64 anni, Macron ha promulgato la legge sulla riforma delle pensioni nella...

Le tempeste che vengono dall’alto

Sono molteplici e simultanee. Sono tempeste ambientali, militari, politiche, paramilitari, economiche, femminicide. È il narcotraffico come strumento dei potenti e degli Stati. È una politica di accumulazione di capitale e...

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In poche parole

Così non va!

Nel comunicato diffuso ieri, il Consiglio di Stato afferma, tra le altre cose, che il presidente del Governo, Claudio Zali, in merito alle registrazioni audio, «si riserva di esprimersi pubblicamente al riguardo prossimamente».
Risulta quindi difficile comprendere perché la consigliera di Stato Marina Carobbio, dopo aver illustrato la posizione del Consiglio di Stato (ammesso e non concesso che si possa qualificarla di “posizione”), non abbia colto l’occasione per “esprimersi pubblicamente” sul contenuto di registrazioni che lo stesso Zali, ad oggi, non ha smentito.
Avrebbe potuto dire ciò che non solo “il popolo della sinistra”, ma più in generale tutte le persone che credono nel rispetto della dignità delle persone, si aspettavano di sentire: che quelle espressioni sono inaccettabili, da chiunque provengano, ma lo sono ancora di più se pronunciate da un membro del Consiglio di Stato. Tanto più da parte di un Governo che, ancora ieri, ha ribadito la propria ferma condanna «nei confronti dell’incitamento alla violenza, anche verbale».
Avrebbe potuto affermare con chiarezza che da simili parole discendono inevitabilmente responsabilità politiche e che Claudio Zali dovrebbe trarne le conseguenze.
Ha scelto invece il silenzio. Un silenzio che pesa. E che, su una vicenda di questa gravità, rischia di apparire come una forma di acquiescenza. Così non va!

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