Paese: Grecia

Vittoria di Syriza

Pubblichiamo qui di seguito il comunicato stampa del Movimento per il Socialismo che saluta la vittoria della sinistra radicale in Grecia nelle elezioni legislative odierne.

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Grecia, alle urne e verso un governo di sinistra

Il crescere delle speranze e delle attese delle lavoratrici e dei lavoratori salariati, nonché di vasti settori popolari, offre a Syriza la possibilità di conquistare una maggioranza assoluta in parlamento...

maria mpolari
Grecia. Le elezioni e un possibile governo di sinistra. Quale dinamica?

Il 25 gennaio si terranno in Grecia le elezioni generali. La campagna mediatica contro Syriza è molto forte, anche se alcuni media concedono qualche apertura.

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Giù le mani dalla Grecia che lotta e resiste!

Un comunicato del CADTM (il Comitato per l’annullamento del debito del terzo mondo) fa appello alla sinistra e ai movimenti sociali in Europa e nel mondo per mobilitarli nella solidarietà...

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Grecia: chiediamo la solidarietà dei nostri compagni europei

Come conseguenza del tentativo del governo di Antonis Samaras di far eleggere alla presidenza della Grecia Stavros Dimas, ex commissario europeo e logico candidato suo e dell’UE, fallito il 29...

antonis
Grecia: “I mercati non sono onnipotenti”

Pubblichiamo l’intervista a Panagiotis Lafazanis, deputato di Syriza, nonché uno dei due leader del gruppo parlamentare della formazione della sinistra radicale greca. Lafazanis è il principale portavoce della “tendenza di...

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Grecia: l’obiettivo resta battere il governo Samaras

Le elezioni in Grecia rappresentano un passaggio cruciale del voto del 25 maggio in Europa, per le possibilità di Syriza di conquistare un forte risultato e per le dinamiche sociali...

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Il risultato di Atene e la congiura del silenzio sulla Lista Tsipras

Finora c’era stato uno sforzo straordinario per nascondere l’esistenza della Lista Tsipras: perfino Crozza aveva fatto lo spiritoso chiedendo poche sere fa “Ma non è un dentifricio?”; peggio ancora c’era...

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Grecia: il dibattito sull’Unione Europea e sull’Euro

I giornali parlano poco oggi della Grecia, ma questo paese resta al centro della crisi sociale in Europa ed è ancora il bersaglio di un altro duro attacco della Troika...

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Grecia: un milione di persone senza accesso alle cure

Da qualche tempo la Grecia è colpita da un’epidemia di influenza. Si calcolano 60 morti dovuti al virus H1N1, coinvolti nei casi più gravi. Queste cifre sono state pubblicate nello...

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Grecia. Aumenta l’austerità mentre si avvicinano alcuni test importanti

L’interessante articolo di Panos Petrou, membro di Dea, sinistra operaia internazionalista, una delle forze significative che animano la Corrente di sinistra, ossia la Piattaforma di sinistra di Syriza, mette in...

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Grecia, l’evacuazione dell’emittente ERT e il silenzioso ritorno all’ordine

Il 1° gennaio 2014, il governo greco assumerà la presidenza di turno dell’Unione europea. Il centro di informazione dell’UE scrive a questo proposito: “Per essere più efficaci, le presidenze di...

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Grecia – “Potremo avanzare verso la creazione diffusa di consigli popolari di resistenza”?

Con il consueto ritardo, l’Istituto greco di statistica (ELSTAT) ha pubblicato agli inizi di settembre i dati della disoccupazione per il mese di giugno 2013. Il numero di disoccupati registrati...

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Schiacciamo i neonazisti di Alba Dorata. Cacciamo Samaras e il Memorandum

Pubblichiamo qui di seguito la dichiarazione del 29 settembre scorso di (Sinistra Operaia Internazionale). DEA è una delle principali organizzazioni che animano la Piattaforma di sinistra all’interno di Syriza. 1....

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I lavoratori greci rilanciano la mobilitazione

Pubblichiamo qui di seguito l’editoriale diell’ultimo numero di Solidarietà (nro 13 del 26 settembre 2013). Nel momento in cui chiudiamo questo numero di Solidarietà non è ancora possibile tracciare un...

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In poche parole

Il capitalismo compassionevole in salsa ticinese

Nulla da eccepire sul diritto di chi decide di donare la propria 13ª AVS. È la cornice politica costruita attorno a questa iniziativa a essere tutt’altro che innocente. I protagonisti, la loro collocazione politica e sociale, lo confermano.
Perché quando si dice che la 13ª AVS è «inutile» per chi sta bene, che sono i giovani a mantenerla e che sarebbe dunque bello «restituire» loro qualcosa, si compie un’operazione precisa: si trasforma un diritto sociale in una concessione di cui i più fortunati dovrebbero quasi sentirsi in colpa.
È il capitalismo compassionevole in salsa ticinese: meno solidarietà organizzata e più beneficenza privata. Lo Stato faccia quel che può, mentre chi ha qualcosa in più dimostri la propria sensibilità mettendo mano al portafoglio. Peccato che la solidarietà sociale abbia un principio molto diverso: non è una questione di bontà individuale, ma di responsabilità collettiva.
L’AVS non è un’associazione benefica. E la 13ª AVS non è un regalo che si può giudicare utile o inutile a seconda del reddito di chi la riceve. È parte di un sistema nel quale tutti contribuiscono e tutti, secondo le regole stabilite collettivamente, ricevono una prestazione. È precisamente questa universalità a impedire che la protezione sociale diventi una faccenda di carità.
Aiutare i giovani? Certamente. Ma perché contrapporli ai pensionati? Perché raccontare che ciò che arriva a una generazione debba essere «restituito» all’altra? È proprio questa retorica a essere pericolosa: trasforma la solidarietà fra generazioni in una partita a somma zero, anziché riconoscerle come parti dello stesso patto sociale.
E il paradosso è che tutto questo viene venduto come un «patto generazionale». Ma un patto fondato sui diritti e sui contributi di tutti non ha bisogno della beneficenza dei ricchi per funzionare.
Prima si mette in discussione la solidarietà universale. Poi la si sostituisce simbolicamente con la generosità volontaria. Infine si fa passare la beneficenza per la forma più autentica della solidarietà.
No: la beneficenza è una scelta privata. La solidarietà sociale è un principio politico. Confonderle non è un dettaglio semantico. È un modo, elegante e rassicurante, per continuare a demolire l’idea stessa di Stato sociale.

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