Paese: Ucraina

Russia. Il rifiuto della guerra

«Ricordiamoci le parole di Pierre in Guerra e pace: “Tutto il mio pensiero consiste in questo: poiché le persone malvage si uniscono e costituiscono una forza, le persone oneste devono...

Lo Zar è nudo

Denis Pilash è un attivista socialista e professore associato di scienze politiche all’Università di Kyiv. In questi giorni, assieme ad un centinaio di compagni e compagne, ha partecipato al congresso...

Basta bombe sui civili, basta bombardamenti indiscriminati su obiettivi civili da parte dell’esercito russo

Pubblichiamo una presa di posizione del Comitato contro la guerra in Ucraina e contro il riarmo sui recenti sviluppi della guerra in Ucraina. (Red) Dopo i referendum farsa e la...

Oro russo e referendum Ucraina. Il comitato contro la guerra prende posizione

Pubblichiamo due brevi prese di posizione del comitato ticinese contro la guerra in Ucraina in merito al recente referendum farsa nelle regioni occupate dell’Ucraina e sulla questione delle importazioni in...

Ucraina. “No alla guerra di Putin!”

Dal giorno successivo al brutale intervento dell’esercito russo in Ucraina, la guerra ha assunto una dimensione che va oltre il luogo del conflitto, con il coinvolgimento crescente dell’Unione Europea e...

Un commento a caldo sulla mobilitazione in Russia e i referendum nelle aree occupate

Una mobilitazione che richiederà tempo e che è più un segno dell’arroccamento su posizioni di difesa, che di contrattacco. Le incognite sulla reazione della popolazione russa e i motivi della...

Guerra e lotta di classe in Ucraina. Le leggi neoliberali di Zelensky

In Ucraina non è solo l’invasione di Putin a mettere in pericolo la vita e i diritti di tante persone, non da ultimo di lavoratori e lavoratrici. Il 17 agosto...

Perché i capitalisti politici russi hanno optato per la guerra e come la guerra potrebbe porre fine al loro potere

I “capitalisti politici” russi hanno lanciato la guerra per sopravvivere come classe, per continuare ad accumulare ricchezza sfruttando lo Stato, afferma Volodymyr Ishchenko, professore associato di ricerca presso l’Istituto di...

Cinque mesi di guerra: insuccessi, successi e punti di domanda

Un punto della situazione sulla guerra del Cremlino contro l’Ucraina a cinque mesi dal suo inizio, in cui si analizzano nell’ordine: gli insuccessi militari delle forze russe, unitamente ai suoi...

Conquista dell’Ucrania e storia dell’imperialismo russo

In questa guerra cardine su scala mondiale, la nazione ucraina lotta per preservare la propria indipendenza, ottenuta solo 30 anni fa, dopo secoli di dominazione e una russificazione spietata. Questa...

Dentro la resistenza ucraina

Due esponenti della sinistra radicale ucraina raccontano la situazione nel loro paese e il ruolo possibile della sinistra e dei movimenti sociali. La rivista di sinistra statunitense Tempest ha intervistato due esponenti...

Per la ricostruzione di un’Ucraina democratica, indipendente, pluralista e sociale!

Pubblichiamo l’intervento di Luca Torti, portavoce del Comitato contro la guerra in Ucraina, in solidarietà con la popolazione ucraina e con gli oppositori di Putin in Russia, in occasione del...

Il diritto di resistere: un manifesto femminista

Noi, femministe dell’Ucraina, chiediamo alle femministe di tutto il mondo di schierarsi in solidarietà con il movimento di resistenza del popolo ucraino contro la guerra predatoria e imperialista scatenata dalla...

In Ucraina, governo e padronato approfittano della guerra per accelerare le riforme ultraliberiste

Kyiv (Ucraina): “Molti sindacalisti sono in prima linea. Ma cominciano a capire che un altro pericolo li minaccia, e che viene dall’interno. Vitaliy Dudin mescola con cura il suo caffè...

La “ricostruzione” dell’Ucraina e gli interessi dell’imperialismo svizzero

Nel quadro della mobilitazione contro la conferenza sulla cosiddetta “ricostruzione” dell’Ucraina che si terrà a inizio luglio a Lugano, l’MPS pubblica un’approfondita analisi dei rapporti economici tra Svizzera e Ucraina....

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Bellinzona. La maggioranza borghese dice no al miglioramento delle condizioni di lavoro delle e degli apprendiste/i

Detenzione di un minorenne presso la Farera e intervento del consigliere di Stato Claudio Zali: occorrono urgenti chiarimenti

Dopo il NO all’iniziativa dell’UDC, il padronato passa all’attacco… E il movimento sindacale?

In poche parole

Della serie: il settore della moda tiene…

Non sono passate 24 ore da quando Marina Masoni, presidente di quel guscio vuoto che è TicinoModa, ci ha assicurato sulle magnifiche sorti e progressive della Fashion Valley ticinese, ed ecco annunciata la soppressione dei 60 posti di lavoro della Auriel Investment Sa di Paradiso.
Interessante, perché questa azienda, come la stragrande maggioranza di quelle che compongono il settore in Ticino, non è un’azienda produttiva nel senso tradizionale del termine, né un fiore all’occhiello di un settore industriale d’avvenire. È invece un’azienda sostanzialmente commerciale (i lavoratori licenziati sono “tutti attivi nel settore amministrativo”).
Il nuovo fondo – americano, naturalmente – che rileverà il marchio Roberto Cavalli affiderà inoltre a The Level Group, società di e-commerce con sede a Milano, la “gestione delle operazioni nei canali e-commerce, wholesale e retail”.
Nulla di nuovo: la Fashion Valley ticinese continua a essere quella del modello Gucci e Kering. Cosa costoro abbiano lasciato in Ticino è sotto gli occhi di tutti (a cominciare dalle mastodontiche infrastrutture). Quello che invece si sono portati via – in particolare sotto forma di sgravi e aggiramenti fiscali – è nelle carte delle diverse condanne subite in Italia e in Francia.
Cose che il governo di questo Cantone continua a ignorare.

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