Paese: Unione Europea

Governo: alla ricerca della discontinuità impossibile

Mentre la scadenza cruciale delle elezioni regionali in Emilia Romagna si avvicina e il governo verde rosa galleggia a fatica con continue discussioni interne, il PD e i suoi referenti...

Il movimento contro la riforma Macron sulle pensioni non si spegne… ma non si estende

Se si prende nel suo insieme, l’attuale movimento contro il progetto di Macron si può equiparare ai tre principali movimenti sociali degli ultimi decenni, nati per reagire a una riforma...

Spagna, un governo di coalizione per tempi difficili

Alla fine, Pedro Sánchez è stato eletto presidente del governo. Dopo due votazioni, il Parlamento ha deciso che governi insieme a Unidas Podemos (UP) con una formula di coalizione inedita...

Francia: soffiare sulle braci dello sciopero per ravvivarne la fiamma

La nuova giornata di mobilitazioni del 17 dicembre ha confermato la tendenza generale alla crescita dello scontro sociale sulla vicenda della riforma delle pensioni. Le manifestazioni sono state massicce in...

Le lotte francesi sono destinate a durare

Gli scioperi contro la riforma delle pensioni del governo Macron proseguono. La partita è decisiva, per il destino del presidente neoliberista ma anche per i movimenti sociali. La differenza la...

Gran Bretagna: tenetevi forte

Proprio qui, in un precedente articolo, si chiariva che “le elezioni politiche del 12 dicembre in Gran Bretagna saranno le più importanti degli ultimi quarant’anni”. E così è stato, per...

La grève générale può fermare Macron

Da venerdì la Francia è investita da una lotta imponente di lavoratori contro l’attacco al sistema pensionistico. Il presidente vorrebbe diventare la «Thatcher francese» ma gli scioperi possono fermarlo. Non...

La Francia è entrata nuovamente in una fase di scontro sociale di grande portata

Un anno fa, nel novembre del 2018, è stato il movimento dei “Gilets Jaunes” a fare irruzione nelle piazze delle città francesi. Esploso a causa del progetto governativo di una...

Francia: bisogna che tutto ciò esploda veramente, nelle strade, nei quartieri, nei posti di lavoro

Il 9 dicembre vi è stata un nuova giornata di sciopero e mobilitazione in Francia. Pubblichiamo una riflessione di Philippe Poutou, operaio della Ford, militante sindacale ed esponente del Nouveau...

Francia: consolidare ed estendere la mobilitazione, verso lo sciopero generale

La giornata del 5 dicembre in Francia ha segnato un altro importante momento di mobilitazione contro il governo Macron e la sua riforma delle pensioni: uno sciopero che ha portato...

La politica economica del Labour: la sfida da affrontare

Qualunque sarà il governo che nel Regno Unito uscirà dalle urne del 12 dicembre, dovrà affrontare una sfida immensa. L’economia britannica è messa male e la società è completamente divisa....

PSA/FCA, un matrimonio che s’aveva da fare (per i capitalisti…)

Sembra dunque che le nozze tra FCA e Peugeot si faranno entro Natale anche se il Presidente Elkann ha prudentemente specificato che “c’è ancora molto da fare per formalizzare il...

ILVA – passato e presente

Mentre la situazione alla ex ILVA di Taranto precipita, facciamo il punto sul perché si è arrivati a questa situazione. La cessione del gruppo ILVA a Riva fu fatta preparando...

Qualche riflessione sulle elezioni nello Stato spagnolo del 10 novembre

Il risultato elettorale del 10 novembre nello Stato spagnolo aggiunge un elemento di crisi in più al sistema di relazioni politiche del continente europeo. Voluto a tutti i costi da...

Da Lugano al Metropol la rete sovranista di Salvini

LUGANO – Banchieri, imprenditori, manager. Politici e amministratori. E poi giornalisti, avvocati, lobbisti neonazisti. Un network sovranista al servizio della Lega di Matteo Salvini. Con base qui, nella “schermata” Lugano,...

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In poche parole

Il capo dell’esercito in cattedra a Lugano

In un’estate segnata dalla crisi climatica, dai tagli alla formazione, dall’aumento delle tasse di USI e Supsi e dalla pressione borghese per finanziare con l’IVA la 13a AVS e la spesa militare, Benedikt Roos, comandante di corpo dell’esercito svizzero, è sceso a Lugano.
Obiettivo: rassicurare l’economia ticinese sul fatto che l’esercito continuerà a fungere da «pompa finanziaria» per settori produttivi, dopo il forte rilancio della spesa militare deciso a Berna. Roos ha inoltre rassicurato il fronte reazionario: l’esercito continuerà ad alimentare la narrazione dei pericoli «da fuori» e della «minaccia esterna». Tutto propellente per chi costruisce il proprio progetto politico sulle derive securitarie.
Il nesso con la crisi climatica e i tagli alla spesa sociale è evidente: il riarmo viene finanziato riducendo la spesa pubblica e gli interventi a difesa dell’ambiente, e con l’aumento dell’IVA, la tassa più antisociale.
Roos ha riassunto la visione dominante: «La sicurezza è la base per molte cose. […] Se questa base è minacciata, ritengo giusto dare la priorità alla sicurezza» (così ha riassunto la RSI).
Tradotto: in futuro sempre più soldi all’esercito e meno ai bisogni sociali. E chi se ne frega se la minaccia più grave è la crisi climatica, provocata non da regimi stranieri minacciosi ma dal sistema capitalista.

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