Paese: Unione Europea

La classe operaia si scrive al femminile e al plurale

Mai come oggi nella storia del capitalismo la classe operaia è stata così femminilizzata. Se aggiungiamo le cifre del lavoro non dichiarato e del lavoro domestico a quelle della manodopera...

La questione catalana: il fiume e gli argini

“Chiamano violento il fiume che scende correndo, impetuoso, ma nessuno dice che sono violenti gli argini che lo comprimono.” Bertold Brecht Il nuovo corso politico comincia, ancora una volta, con...

A lavorare di domenica andateci voi

Il racconto vivo di chi la domenica lavora davvero. Quando mi ritrovavo da solo a chiudere un grande reparto di una catena di prodotti alimentari di lusso, alle undici di...

Sgomberi e tortura: Salvini sforna la circolare per la guerra ai poveri

«La proprietà privata è sacra e sono troppi gli Italiani vittime di occupazioni da parte non di bisognosi, ma di furbi e violenti». L’odio di Salvini per i senza casa...

Un anno dopo: più che mai, ritornare umani. E solidali

Nuvole sempre più nere si accumulano in Italia e sull’Europa. In questo mese di agosto i capi del governo italiano, con l’uomo forte, il razzista Salvini in primo piano, ma...

Milano antirazzisa: c’è vita sul pianeta (ma ci sono anche fantasmi…)

La manifestazione antirazzista di ieri (29 agosto n.d.r.) ha dato indubbiamente un segnale positivo per la ripresa della mobilitazione antirazzista e antifascista anche se ombre ce ne sono state. Il...

Australia: Salvini ha scelto bene i suoi amici

Nella «civile» Australia che piace tanto a Salvini 17 migranti arrivati dopo 1.400 giorni di tolleranza zero sono stati «catturati». In carcere – negli ultimi dieci anni – sono morti...

I respingimenti australiani stanno ispirando l’estrema destra mondiale

Poco dopo il suo insediamento come presidente nel gennaio 2017, Trump fece una telefonata con il primo ministro australiano Malcolm Turnbull. La trascrizione della conversazione, trapelata ad agosto, ha rivelato...

Dibattito sulle nazionalizzazioni e coscienza di classe della borghesia

Pubblichiamo un secondo articolo di Giorgio Simoni che prende in esame il dibattito che si è sviluppato intorno al tema delle nazionalizzazioni a partire dalla tragica vicenda di Genova. E’...

La scalata dei Benetton: una rapina senza controlli

Una vera mobilitazione di “persuasori” (non tanto occulti) tenta di contrastare l’ondata di indignazione – non solo genovese – nei confronti degli imprenditori cinici che conoscevano il pericolo ma rinviavano...

Un’ondata di sdegno verso i beneficiari delle privatizzazioni

Un’ondata inarrestabile di sdegno sta scuotendo l’Italia, e forse farà pagare un prezzo altissimo a chi ha tentato grottescamente di deviarla contro chiunque avesse in passato osteggiato le Gronde, mobilitando...

Banche centrali e nuovo regionalismo finanziario

In queste ultime due settimane le principali banche centrali hanno effettuato una specie di tagliando alle loro politiche monetarie. Si conferma un panorama non del tutto convergente e si delineano...

Quando il lavoro è un far west da pochi euro

Frida Nacinovich torna in libreria: ecco un assaggio di Con parole loro. L’amore per il lavoro nella tempesta del postfordismo. Con parole loro è un diario, che racconta cinque anni...

Crollo del Ponte Morandi: disastro inevitabile o tragedia del capitalismo?

L’articolo che pubblichiamo sulla tragedia di Genova presenta una documentazione essenziale e il quadro complessivo di scelte strutturali economiche e politiche che sono alla base di una catastrofe annunciata. Pone...

La marcia dei berretti rossi contro lo sfruttamento nei campi

«Siamo pronti ad organizzare la prima marcia per la dignità e per i diritti. Per dire basta a qualsiasi forma di schiavitù, soprattutto, alle imposizioni che vengono dalla grande distribuzione...

Ultimi articoli

Germania – Sassonia, «difendere la democrazia» non basta

Germania. Primo commento sul voto in Sassonia

Caserma pompieri Bellinzona, non ci siamo proprio!

In poche parole

Il capo dell’esercito in cattedra a Lugano

In un’estate segnata dalla crisi climatica, dai tagli alla formazione, dall’aumento delle tasse di USI e Supsi e dalla pressione borghese per finanziare con l’IVA la 13a AVS e la spesa militare, Benedikt Roos, comandante di corpo dell’esercito svizzero, è sceso a Lugano.
Obiettivo: rassicurare l’economia ticinese sul fatto che l’esercito continuerà a fungere da «pompa finanziaria» per settori produttivi, dopo il forte rilancio della spesa militare deciso a Berna. Roos ha inoltre rassicurato il fronte reazionario: l’esercito continuerà ad alimentare la narrazione dei pericoli «da fuori» e della «minaccia esterna». Tutto propellente per chi costruisce il proprio progetto politico sulle derive securitarie.
Il nesso con la crisi climatica e i tagli alla spesa sociale è evidente: il riarmo viene finanziato riducendo la spesa pubblica e gli interventi a difesa dell’ambiente, e con l’aumento dell’IVA, la tassa più antisociale.
Roos ha riassunto la visione dominante: «La sicurezza è la base per molte cose. […] Se questa base è minacciata, ritengo giusto dare la priorità alla sicurezza» (così ha riassunto la RSI).
Tradotto: in futuro sempre più soldi all’esercito e meno ai bisogni sociali. E chi se ne frega se la minaccia più grave è la crisi climatica, provocata non da regimi stranieri minacciosi ma dal sistema capitalista.

eventi

Non ci sono appuntamenti