Tema: Economia

USA. La retromarcia di Trump sui dazi lungi dal rassicurare, alimenta la crisi di fiducia

Sotto la pressione dei mercati, Donald Trump ha rinunciato per 90 giorni ai dazi reciproci, ad eccezione di quelli verso la Cina. Il conflitto commerciale mondiale avviato dalla presidenza americana...

Dazi. Il PLR in soccorso ai profitti delle imprese

La guerra dei dazi avviata dal presidente Trump – primo segnale concreto di un rilancio della politica imperialista statunitense in chiave più aggressiva – ha spinto il Partito Liberale Radicale...

La scelta delle armi

Tra i 4200 e i 6000 litri di cherosene all’ora: questo è il consumo del caccia F 35, apprezzato da molti governi, compreso il nostro. Altri preferirebbero il Rafale, altrettanto...

Negare il cambiamento climatico è ormai la politica ufficiale degli Stati Uniti

Mentre il processo di cambiamento climatico è passato dall’essere una “crescente minaccia”, a un “disastro globale in divenire”, coloro che traggono profitto dal capitalismo dei combustibili fossili hanno sviluppato strategie...

I dazi di Trump, fatti e conseguenze

*articolo apparso sul blog dell’autore The Next Recession il 5 aprile 20205.

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Il liberation Day di Donad Trump

Non è stato un pesce d’aprile in ritardo. Ma potrebbe anche diventarlo, visto che ieri il presidente degli Stati Uniti ha annunciato una raffica di dazi sulle importazioni negli Stati...

Il calcio in mano alle speculazioni dei fondi di private equity

Il 2024 è stato l’anno record per le acquisizioni dei fondi di private equity nello sport in generale e in particolare nel calcio Quando a metà marzo è stata presentata...

Turchia. L’impasse della Erdoğanomics

La crisi politica turca si inserisce nel quadro di un fallimento strutturale delle politiche economiche del regime di Recep Tayyip Erdoğan. Il suo desiderio di soddisfare i mercati preservando la...

Europa. L’arma delle cartolarizzazioni, e le cartolarizzazioni per le armi

Un’Europa sempre più finanziaria punta alle cartolarizzazioni per gonfiare la bolla del mercato delle armi e giocare alla guerra Le priorità sono chiare. La competitività è l’obiettivo centrale dell’Europa. Per raggiungerlo bisogna...

La neutralità, ideologia dell’imperialismo svizzero

La Svizzera, com’è noto, è un paese imperialista. Anzi, uno dei più importanti paesi imperialisti. Questo ruolo, tuttavia, è stato spesso offuscato dal fatto che non ha mai partecipato, in...

Cosa impedisce la transizione energetica? Ovvero, perché il capitalismo non salverà il pianeta

Come indica il sottotitolo [Perché il capitalismo non salverà il pianeta], Brett Christophers con il suo nuovo libro – The Price is Wrong: Why capitalism won’t save the planet, Verso,...

Chip, politica e miliardi. Il triangolo TSMC-USA-Cina

Il colosso taiwanese dei chip investe una cifra record negli Stati Uniti. Una mossa strategica che ridisegna gli equilibri tecnologici tra opportunità economiche e tensioni geopolitiche Un accordo epocale, eppure...

DeepSeek o DeepShow? Dietro le quinte della grandeur tecnologica cinese

DeepSeek: la nuova “rivoluzione” tech cinese o l’ennesima operazione di regime? La glorificazione acritica dell’AI made in China nasconde strategie politiche di Xi Jinping all’insegna della grandeur. Continuo a monitorare...

Tra potenziali applicazioni e zone d’ombra, l’AI è già considerata un vicolo cieco da uno dei suoi creatori

Il 30 novembre 2022 è stata una di quelle date che hanno stravolto il rapporto del grande pubblico con la rivoluzione digitale. Quel giorno, OpenAI ha reso disponibile a tutti...

Le Big Tech sempre più a destra

La conversione dell’intero settore tecnologico al trumpismo è il frutto del suo modello economico. Per perseguire la sua logica predatoria, ha trovato nell’estrema destra un utile sbocco politico. Al di...

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Ucraina. L’economia della guerra e la pace infelice all’orizzonte

In poche parole

Della serie: il settore della moda tiene…

Non sono passate 24 ore da quando Marina Masoni, presidente di quel guscio vuoto che è TicinoModa, ci ha assicurato sulle magnifiche sorti e progressive della Fashion Valley ticinese, ed ecco annunciata la soppressione dei 60 posti di lavoro della Auriel Investment Sa di Paradiso.
Interessante, perché questa azienda, come la stragrande maggioranza di quelle che compongono il settore in Ticino, non è un’azienda produttiva nel senso tradizionale del termine, né un fiore all’occhiello di un settore industriale d’avvenire. È invece un’azienda sostanzialmente commerciale (i lavoratori licenziati sono “tutti attivi nel settore amministrativo”).
Il nuovo fondo – americano, naturalmente – che rileverà il marchio Roberto Cavalli affiderà inoltre a The Level Group, società di e-commerce con sede a Milano, la “gestione delle operazioni nei canali e-commerce, wholesale e retail”.
Nulla di nuovo: la Fashion Valley ticinese continua a essere quella del modello Gucci e Kering. Cosa costoro abbiano lasciato in Ticino è sotto gli occhi di tutti (a cominciare dalle mastodontiche infrastrutture). Quello che invece si sono portati via – in particolare sotto forma di sgravi e aggiramenti fiscali – è nelle carte delle diverse condanne subite in Italia e in Francia.
Cose che il governo di questo Cantone continua a ignorare.

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