Tema: Femminismo

Contrastare il dumping salariale è possibile!

«Una venditrice con molti anni di esperienza professionale alle spalle.  Eppure, pochi mesi fa, la doccia fredda: licenziata su due piedi, senza uno straccio di spiegazione. Non si dà pace,...

Martedì 24 febbraio, presidio contro la violenza maschile sulle donne

In Svizzera e in Ticino i femminicidi sono in aumento. Dal 2020, quando il sito Stopfemizid.ch ha iniziato a tenere il conteggio, in Svizzera ci sono stati ben 129 femminicidi,...

Bruciamo il dumping salariale!

Stefano Modenini, direttore Aiti, in un suo scritto pubblicato su laRegione dell’11 febbraio, facendo un improbabile parallelo con il romanzo e l’omonimo film Fahrenheit 451, afferma che l’iniziativa dell’Mps contro...

Perché l’8 marzo voterò SÌ contro il dumping

Negli anni Settanta, poco dopo l’introduzione in Svizzera del diritto di voto femminile, ero una giovane donna che insieme ad altre cominciava a interrogarsi sulla situazione delle donne nel mondo....

Lotta al dumping e discriminazioni di genere

L’8 marzo saremo chiamati a votare sull’iniziativa “Combattiamo il dumping salariale e sociale”. Uno dei punti fondamentali della proposta è il potenziamento della sezione dell’Ispettorato del lavoro dedicata alle discriminazioni...

Il diritto alla parità di salario

L’iniziativa contro il dumping salariale, in votazione in Ticino l’8 marzo, ha avuto certamente il merito, indipendentemente dall’esito finale della stessa, di mostrare come il livello dei salari sia il...

Lottiamo contro gli abusi nel diritto del lavoro

I difensori dello status quo in materia di controlli del mercato del lavoro, e in particolare quella parte padronale che già oggi vorrebbe diminuirli parlando di “troppa inutile burocrazia” lo...

Ma le donne no!

Sorprende l’editoriale di Daniel Ritzer apparso sulla Regione di venerdì 13 febbraio. Il testo si caratterizza per alcune inesattezze fattuali e per una dimenticanza macroscopica. Le inesattezze riguardano la nozione...

Appello: l’8 marzo, votiamo SÌ per la difesa dei diritti delle donne

L’8 marzo non è solo una ricorrenza, né una festa: è una giornata di lotta. È un momento importante di presa di parola collettiva in cui le donne rendono visibili...

Violenza sulle donne, the show must go on…

Il 13 febbraio si è consumato l’ennesimo femminicidio. Un uomo, rientrato ubriaco dal Carnevale, ha verosimilmente ucciso la sua compagna prima di togliersi la vita. Un episodio che non deve...

Basta violenze contro le donne

Pubblichiamo questa presa di posizione del collettivo Io l’8 ogni giorno che, anche alla luce del recente caso di femminicidio avvenuto in Ticino inviata a un presidio che si terrà...

Controlli che salvano vite e diritti

Da anni la lotta alla “burocrazia” è uno dei tormentoni più ricorrenti del dibattito politico, in particolare nei discorsi dei partiti di governo e della destra. Lo Stato viene dipinto...

Il dumping salariale non è normalità

Le pressioni su lavoratori e lavoratrici sono destinate ad aumentare. Ovunque. Si chiede maggiore produttività, s’innesca una malsana competitività tra colleghi, che mina seriamente la solidarietà tra lavoratori e lavoratrici....

Dumping salariale e discriminazioni di genere

L’iniziativa “Rispetto per i diritti di chi lavora! Combattiamo il dumping salariale e sociale!”, in votazione l’8 marzo, non riguarda solo salari, contratti o statistiche economiche. Riguarda anche – e...

Un SÌ per difendere i diritti delle lavoratrici

A quante lavoratrici è capitato di dover sopportare battute inopportune o comportamenti sessisti da parte di un superiore o di un collega? Quante donne sanno di guadagnare meno dei loro...

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Morte della donna coinvolta nella vicenda degli audio Zali: necessità di fare piena luce sui procedimenti precedenti e su eventuali omissioni istituzionali

In poche parole

Così non va!

Nel comunicato diffuso ieri, il Consiglio di Stato afferma, tra le altre cose, che il presidente del Governo, Claudio Zali, in merito alle registrazioni audio, «si riserva di esprimersi pubblicamente al riguardo prossimamente».
Risulta quindi difficile comprendere perché la consigliera di Stato Marina Carobbio, dopo aver illustrato la posizione del Consiglio di Stato (ammesso e non concesso che si possa qualificarla di “posizione”), non abbia colto l’occasione per “esprimersi pubblicamente” sul contenuto di registrazioni che lo stesso Zali, ad oggi, non ha smentito.
Avrebbe potuto dire ciò che non solo “il popolo della sinistra”, ma più in generale tutte le persone che credono nel rispetto della dignità delle persone, si aspettavano di sentire: che quelle espressioni sono inaccettabili, da chiunque provengano, ma lo sono ancora di più se pronunciate da un membro del Consiglio di Stato. Tanto più da parte di un Governo che, ancora ieri, ha ribadito la propria ferma condanna «nei confronti dell’incitamento alla violenza, anche verbale».
Avrebbe potuto affermare con chiarezza che da simili parole discendono inevitabilmente responsabilità politiche e che Claudio Zali dovrebbe trarne le conseguenze.
Ha scelto invece il silenzio. Un silenzio che pesa. E che, su una vicenda di questa gravità, rischia di apparire come una forma di acquiescenza. Così non va!

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