Tema: Politica

Francia. Il fallimento del governo Barnier mostra l’impossibilità di un compromesso democratico con il capitale

Il fallimento del governo Barnier è soprattutto il fallimento del tentativo di gestire le contraddizioni interne del capitale in un quadro parlamentare. Nominando l’ex commissario europeo come primo ministro nel...

A Lugano a sostegno della Palestina, per non restare in silenzio

Convocato dal Coordinamento Unitario a Sostegno della Palestina si è tenuta oggi a Lugano una manifestazione alla quale hanno partecipato alcune centinaia di persone.La manifestazione convocata all’insegna del “non restare...

Francia. Il Re è nudo, ma vuole continuare a comandare

Pubblichiamo la dichiarazione del Nouveau Parti Anticapitaliste (NPA – Anticapitaliste) dopo il discorso di Macron. (Red)Nel suo discorso, Emmanuel Macron ha potuto solo constatare il fallimento della sua politica. Nonostante...

Dal male macroniano non nasca solo il peggio

La situazione francese è paradigmatica di quella internazionale: vede la crisi del neoliberismo favorire l’avvento di destre pericolose. Ma in Francia si sono generati anche anticorpi sociali e democratici Ida...

PSE, dacci oggi la nostra modifica quotidiana!

E così il gruppo HRS ha inoltrato la terza grande modifica del PSE, nel più totale silenzio della politica luganese e cantonale. Ormai lo stravolgimento del progetto votato dalla popolazione...

Ve la diamo noi la riforma dell’amministrazione…

Viene spontaneo chiedersi con quale serietà i partiti di governo affrontino, in sintesi, la cosiddetta riforma dell’amministrazione pubblica, e su quali elementi concreti si basi il loro dibattito.Sappiamo bene che...

Francia. Il governo Barnier vittima dell’austerità europea

La mozione di censura votata l’altroieri dal parlamento francese che ha costretto alle dimissioni il brevissimo governo Barnier è sostanzialmente frutto del nuovo patto di stabilità europeo che, con le...

Cosa sta succedendo in Siria?

In pochi giorni, dopo essere rimasta relativamente statica per alcuni anni, la Siria si è trasformata di nuovo in un teatro di guerra di movimento, in quella che sembra una...

4000 firme contro i tagli dei contributi alle scuole comunali

Ha raccolto circa 4000 firme la petizione lanciata da ErreDiPi contro la proposta, contenuta nel progetto di Preventivo 2025 del Cantone, di diminuire i contributi alle scuole comunali. Qui di...

Un giusto interesse sugli averi di vecchiaia per gli assicurati IPCT

Le casse pensioni svizzere discutono in queste settimane di come remunerare gli averi di vecchiaia, cioè il conto individuale che ogni assicurato a una cassa pensione possiede. Ogni anno gli...

Siria. Dopo 13 anni di violenze, ecco la nuova crisi. I fatti e i protagonisti

In Siria tutti contro tutti, a combattere guerre per interesse, sulla pelle del popolo siriano. Ecco tutti i protagonisti della nuova crisi e perché è scoppiata proprio ora. In 13...

La Via della Seta dello sfruttamento

Morti sul lavoro, passaporti confiscati, salari da fame, orari estenuanti, sorveglianza continua e repressione sindacale. Dalle fabbriche cinesi in Serbia e Indonesia emerge un modello sistematico di violazione dei diritti...

Israele, l’aberrazione anacronistica di uno stato etno-religioso

Celebre per il suo lavoro sull’Olocausto e sul totalitarismo, Traverso ha ora pubblicato un saggio che interviene nel dibattito politico e mediatico su Gaza. In questa intervista al settimanale uruguayano...

Svizzera. Dal referendum contro EFAS uno spazio per proporre una politica sanitaria alternativa

Il referendum lanciato dal Sindacato Svizzero dei Servizi Pubblici (SSP/VPOD) non è riuscito a sconfiggere il piano di finanziamento uniforme delle cure ambulatoriali e stazionarie (EFAS). Il 24 novembre è...

Il cessate il fuoco in Libano non è una “vittoria divina”

L’accordo di cessate il fuoco tra Israele e Libano potrebbe essere una nuova “vittoria divina”? Fu così che l’accordo che pose fine all’assalto israeliano al Libano nel 2006 fu definito...

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Bellinzona. Fortezza, tuttora valide le ragioni del NO

Difendere la libertà di manifestare

In poche parole

Il capo dell’esercito in cattedra a Lugano

In un’estate segnata dalla crisi climatica, dai tagli alla formazione, dall’aumento delle tasse di USI e Supsi e dalla pressione borghese per finanziare con l’IVA la 13a AVS e la spesa militare, Benedikt Roos, comandante di corpo dell’esercito svizzero, è sceso a Lugano.
Obiettivo: rassicurare l’economia ticinese sul fatto che l’esercito continuerà a fungere da «pompa finanziaria» per settori produttivi, dopo il forte rilancio della spesa militare deciso a Berna. Roos ha inoltre rassicurato il fronte reazionario: l’esercito continuerà ad alimentare la narrazione dei pericoli «da fuori» e della «minaccia esterna». Tutto propellente per chi costruisce il proprio progetto politico sulle derive securitarie.
Il nesso con la crisi climatica e i tagli alla spesa sociale è evidente: il riarmo viene finanziato riducendo la spesa pubblica e gli interventi a difesa dell’ambiente, e con l’aumento dell’IVA, la tassa più antisociale.
Roos ha riassunto la visione dominante: «La sicurezza è la base per molte cose. […] Se questa base è minacciata, ritengo giusto dare la priorità alla sicurezza» (così ha riassunto la RSI).
Tradotto: in futuro sempre più soldi all’esercito e meno ai bisogni sociali. E chi se ne frega se la minaccia più grave è la crisi climatica, provocata non da regimi stranieri minacciosi ma dal sistema capitalista.

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