Categoria geografica: Internazionale

Ma la sinistra deve proprio «trumpizzarsi»?

Il 23 gennaio 2015, qualche giorno prima di essere nominato ministro delle Finanze del nuovo governo greco, Yanis Varoufakis era stato intervistato da «Channel Four». Il suo primo obiettivo, diceva,...

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USA, una crisi sociale profonda

Se andassimo a rileggere quello che molti commentatori ci hanno raccontato negli ultimi anni, vedremmo emergere un giudizio piuttosto lusinghiero sugli Stati Uniti. Condotti da Obama, gli USA si sarebbero...

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La “trumpificazione” e tutto quel che di peggio poteva avvenire nel 2016

Alla fine del 2015 diverse istituzioni avevano pubblicato le liste di ciò che di peggio, secondo loro, sarebbe potuto capitare nel 2016. Riassumendo, si paventavano tre tipi di rischi, quelli...

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I conti della Trump Tower non tornano

La vittoria di Trump viene presentata come il colpo mortale agli attuali assetti. C’è chi come Paul Krugman prevede «una recessione globale, a tempo indefinito», oppure come Romano Prodi che...

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Spagna | Podemos sterza a sinistra

Si sono concluse in Spagna le “primarie aperte” per l’elezione dei segretari generali e dei Consigli cittadini (Consejos Ciudadanos Autonómicos: i comitati direttivi) nelle regioni (Comunidad) di Madrid, Andalusia ed...

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Il “mandato” di Trump e l'”opposizione” dei democratici

Per analizzare la catastrofe che ha avuto luogo l’8 novembre 2016, è utile esaminare alcuni dei principali elementi riguardanti l’elezione di Donald Trump. La prima cosa da notare è che...

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Nicaragua, una vittoria inquietante

I conteggi elettorali sono ancora in corso, ma è ormai chiara e ampiamente scontata la “vittoria” elettorale nella “corsa” alla presidenza della coppia – da intendersi in senso ristretto, di...

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Trump, la rabbia antisistema e l’eutanasia delle sinistre

La vittoria di Trump marca una clamorosa sconfitta della lobby transnazionale delle élite neoliberiste. Fino a poche ore prima dell’esito elettorale siamo stati bombardati dal coro pressoché unanime di governi,...

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Turchia: il colpo di stato è sconfitto, viva il colpo di stato!

Ieri (settimana scorsa n.d.r.) la polizia turca ha arrestato Selahattin Demirtas e Figen Yüksekdag, co-presidenti del Partito democratico dei popoli (HDP) – che rappresenta la terza forza politica rappresentata nel...

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Elezioni USA, Jill Stein, la “terza incomoda

Manca appena un giorno alle elezioni presidenziali negli Stati Uniti. Elezioni che, per il contesto in cui cadono, avranno un forte impatto non solo all’interno del Paese ma anche sul...

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Solo con me si vince…o si perde!

Renzi è una maschera di carattere. Svolge il ruolo imposto dalla posizione che occupa e la sua commedia politica non cambia verso. Aveva promesso di tenersi fuori dalla campagna elettorale...

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Polonia e Ungheria 1956: l’inizio della fine del sistema staliniano

Cinquant’anni fa (1) cominciava lo sgretolamento del sistema staliniano. La manifestazione più clamorosa fu l’insurrezione vittoriosa di Budapest tra il 23 e il 30 ottobre, che abbatté il regime e...

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SYRIZA, il congresso della socialdemocratizzazione

Questo articolo è stato scritto il giorno prima dell’apertura del secondo congresso di SYRIZA (13-16 ottobre). Secondo le cifre ufficiali, erano presenti al congresso 3000 delegati. Alexis Tsipras ha ottenuto...

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Messico, candidatura presidenziale dell’EZLN

Sia la benvenuta la decisione dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN) di abbandonare lo sterile astensionismo, dichiararsi anticapitalista e proporre una candidatura alternativa – una donna indigena – per le...

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Brasile, Temer prende lezione da Renzi

Il progetto è stato approvato nei giorni scorsi da 366 deputati (contro 111 contrari), superando così la quota richiesta di 308, pari ai tre quinti della camera. Per entrare in...

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Il governo cavalca l’onda antistranieri, UDC e Lega (uniti o divisi) ringraziano

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Bolivia. Una situazione preoccupante

In poche parole

Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

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