Categoria geografica: Internazionale

La strategia di Israele in Palestina e le sue conseguenze

La portata dell’attacco di Israele a Gaza è senza precedenti. Lo vede soprattutto come un atto di vendetta o vi è una dimensione strategica? Certamente, una dimensione di questo attacco...

Israele – Gaza. La liberazione delle donne attraversa la linea del fronte

Le due lotte più importanti della mia vita sono la lotta contro la violenza di genere e la lotta contro l’occupazione israeliana. Ho sempre pensato che queste lotte fossero inestricabilmente...

Di fronte a crisi convergenti, la sfida è far avanzare i lavoratori e i popoli

L’assedio e il massacro in corso contro i palestinesi di Gaza, portati avanti dallo stato israeliano con l’aperto sostegno degli Stati Uniti e il silenzio complice delle altre potenze imperialiste...

Baku, prossima capitale della COP29

Negli ultimi giorni della COP28 – l’incontro annuale delle Nazioni Unite per salvare l’umanità dai cambiamenti climatici – è stato annunciato che il prossimo incontro si terrà a Baku, la...

Israele-Gaza, un’implacabile logica di espulsione

Dal 1977, la destra israeliana ha governato Israele, con poche intermittenze, con posizioni sempre più estreme. I brutali attacchi perpetrati da Hamas sul suo territorio sembrano averle offerto l’occasione perfetta...

COP28. Un accordo “storico” senza conseguenze per il capitalismo fossile

Fumata bianca alla COP28  (Conferenza delle Parti della convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici): le due settimane di negoziati sul clima hanno portato a un accordo unanime. Sorridendo mentre...

La liberazione della Palestina e i regimi della regione

In occasione del vertice congiunto della Lega Araba e dell’Organizzazione della Cooperazione Islamica (OIC), tenutosi nella capitale saudita l’11 novembre 2023, i leader dei paesi arabi e musulmani hanno condannato le azioni “barbare” delle forze...

Costruendo un ponte verso il caos climatico

La 28a Conferenza delle Parti (COP28) delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC) è iniziata ieri a Dubai, non proprio sotto i migliori auspici. Già da tempo la scelta degli Emirati...

L’industria fossile alla conquista delle COP

La presidenza della COP28 da parte del capo della compagnia petrolifera nazionale di Abu Dhabi (ADNOC) – il sultano Al-Jaber – non è una vicenda attribuibile unicamente alla rotazione dei...

Olanda, un nuovo passo avanti dell’estrema destra

Che la destra abbia vinto le recenti elezioni olandesi non è stata una sorpresa. Ciò che sorprende è quanto sia stata decisiva la quota dell’estrema destra nella vittoria complessiva della...

Israele riapre il mattatoio di Gaza

La Fase Uno della Campagna Genocida di Israele su Gaza è terminata. La Fase Due è iniziata. Il risultato sarà un livello ancora più elevato di morte e distruzione. I...

L’inquinamento atmosferico da combustibili fossili causa il 20% di tutti i decessi

Se le conseguenze della combustione di combustibili fossili – come lo scioglimento dei ghiacciai, l’innalzamento dei mari e l’aumento della temperatura media globale – ci sembrano molto lontane o astratte,...

USA: insoddisfatta parte dei lavoratori delle tre grandi dell’auto, in General Motors contrario il 45%

A fine ottobre, dopo un mese e mezzo di scioperi, uno dopo l’altro in 6 giorni erano stati stipulati dal sindacato United Auto Workers (UAW) accordi (assai simili tra loro)...

Sabato 2 dicembre, manifestiamo a sostegno del popolo palestinese
Olanda, un nuovo tassello nella crescita dell’estrema destra

Dunque, il Partito per la Libertà di Geert Wilders (PVV, ID) è risultato l’indubbio vincitore delle elezioni politiche olandesi di mercoledì 22 novembre, ottenendo il 25% dei voti, rispetto al...

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Omaggio a un «vero difensore degli oppressi»

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In poche parole

Claudio Zali e l’intermittenza dei diritti umani

Claudio Zali, che oggi dichiara su La Regione di conoscere la madre del giovane quattordicenne rimasto alla Farera per quasi un mese, afferma che a farlo intervenire, oltre alla richiesta della madre, è stato l’aspetto umano, non tollerando che un giovane possa rimanere in una struttura detentiva per più di una settimana (come d’altronde prevede la legge).
Nessuno nega che esista un problema strutturale nella gestione dei collocamenti dei minori entrati in conflitto con la giustizia: è un tema noto, vecchio, insoluto, aggravato da politiche di contenimento della spesa pubblica difese con fermezza dal governo, soprattutto negli ultimi anni.
Ma il punto vero resta un altro e riguarda la coerenza. Perché se i diritti – dei giovani e meno giovani – sono davvero un principio fondante, allora devono valere sempre.
Così, viene spontaneo chiedersi come mai, nelle ultime settimane, sulla vicenda dei due giovani curdi (Zelal e Yekta Pokerce) a rischio espulsione verso la Turchia, lo stesso slancio umanitario non abbia prodotto analoga iniziativa. Lì il conflitto tra norme e diritti fondamentali è altrettanto evidente, eppure non si è visto alcun particolare fervore nel chiedere “soluzioni alternative”, né alcuna pressione politica per esplorarle.
Al contrario, il silenzio è stato pressoché totale, accompagnato semmai da riflessioni rigidamente formalistiche sulla necessità di non creare precedenti e sull’impossibilità di interventi governativi.
Certo, i casi non sono identici. Ma proprio per questo la differenza di trattamento pesa ancora di più e finisce per delineare un quadro difficile da ignorare: quello di una sensibilità istituzionale che, nel caso del ministro leghista, sembra attivarsi a intermittenza.

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