Paese: Grecia

Zoe: no al ricatto e alla minaccia

Questa lettera di Zoe Konstantopoulos, Presidente del Parlamento greco, al Presidente della Repubblica e al Primo ministro è un documento che rivela una volontà di lotta senza esitazioni o arretramenti....

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Tsipras o la dissoluzione della politica

Votando per un nuovo memorandum, il governo e la maggioranza del gruppo parlamentare di Syriza non hanno semplicemente detto arrivederci alla politica di sinistra, ma alla politica stessa. Facendo questa...

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Varoufakis: “Perchè ho votato SI stasera”

Come avevo annunciato, ecco la dichiarazione con cui Yanis Varoufakis ha tentato di spiegare la sua nuova svolta. La prendo dal sito del PRC, che aveva ben poco informato finora...

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Perché ho votato contro

Sto cercando di fornire il massimo di documentazione sul dibattito interno a Syriza. Per questo ho trovato interessante questa dichiarazione di Yanis Varoufakis, che spiega moltissime cose, compreso il suo...

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La Grecia sotto il memorandum: una soppressione brutale della democrazia

Solo per dare un’idea delle procedure parlamentari in Grecia dopo la capitolazione del governo alla Troika, parliamo dell’odierno dibattito parlamentare e di come è stato preparato. Quindi, ieri, alle quattro...

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Infrangere il tabù del «Grexit» nella sinistra – Un dibattito radicato nella realtà attuale

«Lei sostiene il Grexit (l’uscita della Grecia dall’Euro)?». Se un giorno me lo chiedesse un Charles Michel qualsiasi (per fortuna è poco probabile), lo manderei a quel paese. [Charles Michel...

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Grecia – Dall’adozione dell’accordo al rimpasto governativo, e il ruolo di META[1]

Per essere approvato, nella notte tra il 15 e il 16 luglio, il terzo Memorandum ha avuto bisogno dei voti dell’opposizione: 72 deputati di Nuova Democrazia, 17 di Potamí e...

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Varoufakis spiega il piano del Dr. Schäuble. Gli europei lo approveranno?

La ragione per cui cinque mesi di negoziati tra la Grecia e l’Europa hanno portato all’impasse è che questo è proprio quello che il dottor Schäuble voleva si realizzasse.

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Grecia. «La cosa più importante: fin dal primo giorno la resistenza si è espressa in Syriza»

L’accordo-diktat è stato votato all’alba del 16 luglio al Parlamento greco: 229 sì, 64 no. In altri termini, l’accordo è stato votato grazie ai voti dei deputati del Pasok, di...

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Gli 80 miliardi che servono alla Grecia stanno in Svizzera… e sono greci

Tra le tante canagliate della Troika e della Commissione Europea contro la Grecia, probabilmente quella più cinica è stato nascondere che tutto il danaro di cui hanno ora bisogno i...

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Tutti pazzi per Tsipras?

È proprio vero che la sconfitta è orfana e la vittoria ha molti padri. Così, anche alle nostre latitudini, Tsipras ha trovato molti sostenitori. A destra come a sinistra. Sicuramente...

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NO agli ultimatum, NO ai memorandum di schiavitù

Discorso pronunciato nel primo mattino dell’11 luglio da Zoe Konstantopoulou, presidente del parlamento greco, sulla questione della proposta del governo alle istituzioni creditrici.

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Dichiarazione di 109 membri del Comitato centrale di Syriza

Oggi 15 luglio 109 membri su 201 (la maggioranza) del Comitato Centrale di Syriza ha preso posizione contro l’accordo firmato dal governo con i creditori definendolo «un memorandum di natura...

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Il Red Network (sinistra di Syriza) contro il nuovo Memorandum

Pubblichiamo il volantino del Red Network, componente della Piattaforma di sinistra di Syriza le cui due parlamentari avevano già votato no al piano di negoziazione proposto da Tsipras lo scorso...

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C’è una possibile alternativa al piano negoziato da Alexis Tsipras e i creditori a Bruxelles

Il 5 luglio 2015, con l’esito del referendum avviato dal governo di Alexis Tsipras e dal parlamento greco, il popolo ha respinto massicciamente la prosecuzione dell’austerità che gli volevano imporre...

eric

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Canicola e strategia politica

Zali, l’EOC e la politica clientelare

Ucraina. Dopo le manifestazioni: potere, capitale ed economia della difesa

In poche parole

Così non va!

Nel comunicato diffuso ieri, il Consiglio di Stato afferma, tra le altre cose, che il presidente del Governo, Claudio Zali, in merito alle registrazioni audio, «si riserva di esprimersi pubblicamente al riguardo prossimamente».
Risulta quindi difficile comprendere perché la consigliera di Stato Marina Carobbio, dopo aver illustrato la posizione del Consiglio di Stato (ammesso e non concesso che si possa qualificarla di “posizione”), non abbia colto l’occasione per “esprimersi pubblicamente” sul contenuto di registrazioni che lo stesso Zali, ad oggi, non ha smentito.
Avrebbe potuto dire ciò che non solo “il popolo della sinistra”, ma più in generale tutte le persone che credono nel rispetto della dignità delle persone, si aspettavano di sentire: che quelle espressioni sono inaccettabili, da chiunque provengano, ma lo sono ancora di più se pronunciate da un membro del Consiglio di Stato. Tanto più da parte di un Governo che, ancora ieri, ha ribadito la propria ferma condanna «nei confronti dell’incitamento alla violenza, anche verbale».
Avrebbe potuto affermare con chiarezza che da simili parole discendono inevitabilmente responsabilità politiche e che Claudio Zali dovrebbe trarne le conseguenze.
Ha scelto invece il silenzio. Un silenzio che pesa. E che, su una vicenda di questa gravità, rischia di apparire come una forma di acquiescenza. Così non va!

eventi

Presidio: Zali deve dimettersi!

29 Luglio 2026
18:00
BELLINZONA – piazza governo