Tema caldo: Crisi mondo arabo

Iran. L’urgenza di un’azione rivoluzionaria

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Israele avanza verso l’annessione formale della Cisgiordania

Di fatto, la Cisgiordania, occupata da Israele dal 1967, è già stata annessa. Sulle mappe ufficiali israeliane, la linea verde che separa questo territorio palestinese da quello israeliano non è...

Gaza. Se l’espressione «cessate il fuoco» assume un nuovo significato…

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Rojava resiste, oltre i confini

Dal nord-est siriano, Awaz racconta gli attacchi dell’esercito di Damasco e la resistenza dei curdi: una battaglia per l’autogoverno che va oltre ogni frontiera In queste ultime settimane il Confederalismo...

A 15 anni dalla caduta di Ben Ali, quale futuro per le rivoluzioni nella regione araba?

Il 14 gennaio 2026 ha segnato il quindicesimo anniversario della caduta del regime di Ben Ali, che ha costituito la prima grande vittoria della “Primavera araba”. Dopo la Tunisia, molti...

Come Israele ha rafforzato l’apartheid durante la guerra a Gaza

Da oltre due anni, la vita pubblica israeliana è avvolta da una fitta e sconcertante nebbia. Crisi, conflitti e preoccupazioni si sono susseguiti senza sosta, sia all’interno che all’esterno del...

Dopo il cessate il fuoco, come continuare la lotta per la liberazione della Palestina?

Pubblichiamo la risoluzione che il Bureau esecutivo della Quarta Internazionale ha adottato durante la sessione dal 25 al 27 ottobre. (Red) La firma del piano Trump e l’inizio della sua...

Il whitewashing di Ahmed al-Sharaa

Un invito a visitare la Casa Bianca è sempre stato l’epitome del whitewashing (1) politico, almeno da una prospettiva occidentale. Ahmed al-Sharaa, passato da Abu Mohammed al-Julani, emiro di Hayat...

Il Medio Oriente e il capitalismo fossile: petrolio, militarismo e ordine mondiale

Da oltre un secolo, il Medio Oriente è al centro della costruzione dell’ordine mondiale contemporaneo. Oggi, la regione è il più grande esportatore di petrolio al mondo e le sue...

Gaza: un bilancio amaro, due anni dopo l’inizio della catastrofe

Nelle stesse ore in cui sembra delinearsi un accordo per il cessate il fuoco a Gaza, con l’importante conseguenza di mettere un alt al massacro in atto da due anni,...

Il miraggio dello stato palestinese

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Siria. Pericoloso scherzare con il fuoco

Qualunque sia l’origine dei recenti sanguinosi scontri nel governatorato di Suwayda – che siano stati semplicemente il risultato del caos prevalente nella Siria post-Assad, o una manovra di Israele per...

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L’ultimo grande azzardo di Donald Trump sembra arrivato, con il suo ultimatum della scorsa notte: resa incondizionata o sarà guerra, stavolta anche dagli Usa. E così Netanyahu non solo avrà...

Fermare Israele, ora!

Pubblichiamo la Dichiarazione del Comitato esecutivo della Quarta Internazionale (13 giugno 2025) che gli ultimi drammatici avvenimenti (minacce di un attacco comune USA-Israele) rendono ancora più attuale. (Red) L’attacco senza...

Siria. La fragile ripartenza post-Assad 

Dopo oltre 10 anni di guerra civile, la popolazione è alle prese con un complicatissimo processo di ripresa e ricostruzione. Le prime misure del governo lo dimostrano. La caduta del regime...

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In poche parole

Così non va!

Nel comunicato diffuso ieri, il Consiglio di Stato afferma, tra le altre cose, che il presidente del Governo, Claudio Zali, in merito alle registrazioni audio, «si riserva di esprimersi pubblicamente al riguardo prossimamente».
Risulta quindi difficile comprendere perché la consigliera di Stato Marina Carobbio, dopo aver illustrato la posizione del Consiglio di Stato (ammesso e non concesso che si possa qualificarla di “posizione”), non abbia colto l’occasione per “esprimersi pubblicamente” sul contenuto di registrazioni che lo stesso Zali, ad oggi, non ha smentito.
Avrebbe potuto dire ciò che non solo “il popolo della sinistra”, ma più in generale tutte le persone che credono nel rispetto della dignità delle persone, si aspettavano di sentire: che quelle espressioni sono inaccettabili, da chiunque provengano, ma lo sono ancora di più se pronunciate da un membro del Consiglio di Stato. Tanto più da parte di un Governo che, ancora ieri, ha ribadito la propria ferma condanna «nei confronti dell’incitamento alla violenza, anche verbale».
Avrebbe potuto affermare con chiarezza che da simili parole discendono inevitabilmente responsabilità politiche e che Claudio Zali dovrebbe trarne le conseguenze.
Ha scelto invece il silenzio. Un silenzio che pesa. E che, su una vicenda di questa gravità, rischia di apparire come una forma di acquiescenza. Così non va!

eventi

PALESTINA - PRESIDIO - Il genocidio si finanzia anche da qui

6 Agosto 2026
19:00
LOCARNO – Stazione FFS

PALESTINA - Manifestazione di solidarietà

8 Agosto 2026
19:00
LOCARNO – Largo Zorzi