Tema caldo: L'America di Trump

Venezuela. Delcy Rodríguez avrebbe garantito agli Stati Uniti la propria collaborazione prima della cattura di Maduro

Prima che l’esercito statunitense rapisse il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, all’inizio di questo mese, Delcy Rodríguez e il suo potente fratello si erano impegnati a collaborare con l’amministrazione Trump una...

Il discorso della leadership chavista di fronte alla tutela degli Stati Uniti: una narrativa di sopravvivenza

La sovranità nazionale, il nazionalismo, l’antimperialismo, l’autodeterminazione dei popoli, l’ingerenza non straniera e la difesa delle figure di Hugo Chávez, Nicolás Maduro e Cilia Flores sono elementi che permangono nel discorso della leadership chavista che...

“Reclutare ed espandere”: il “corollario Trump” alla dottrina Monroe

Il testo che pubblichiamo qui di seguito è stato redatto alcune settimane prima dell’intervento americano in Venezuela. Esso appare tuttavia prezioso e illuminante per capire la logica che sorregge questo...

Venezuela. Petrolio, grandi fondi e guerra: cosa c’è dietro l’intervento degli Stati Uniti

Dopo l’attacco in Venezuela, Trump riunisce le major del petrolio e i grandi fondi: così guerra, finanza e debito si intrecciano Il presidente Trump non ha perso tempo. Pochissimi giorni...

Venezuela. I lavoratori e le lavoratrici raccontano le loro priorità

Pubblichiamo qui sotto una sintesi, curata da Patrick Le Tréhondat, degli interventi di un gruppo di sindacalisti venezuelani del Comitato Nazionale del Conflitto Operaio. Gli interventi sono stati fatti durante...

«Per la Russia è normale che gli USA rivendichino la Groenlandia»

L’Artico è l’ultimo Eldorado per le potenze capitaliste Mary Shelley ha ambientato la fine della fuga della sua creatura più celebre nell’Oceano Artico. Il moderno Prometeo, Frankenstein, si dirigeva verso...

Gli Stati Uniti in Venezuela: 27 anni di vessazioni e distruzione

Dopo tre decenni di vessazioni politiche, sanzioni economiche, confische di beni e falliti colpi di Stato, Trump ha fatto ricorso alla più antica tradizione della politica estera statunitense: l’intervento militare...

Venezuela. Per una soluzione popolare, democratica e sovrana alla crisi

Pubblichiamo qui la posizione del Partito Comunista del Venezuela, uno delle forze della sinistra più importanti in Venezuela. Di fronte all’attacco dell’imperialismo USA, il PVC non ha dubbi nella condanna...

Scomode lezioni dell’intervento nordamericano in Venezuela

L’intervento lampo del governo degli Stati Uniti in Venezuela, avvenuto nelle prime ore del 3 gennaio 2026, offre diverse lezioni significative. La prima è che nessun governo che rovina il...

Economia: comprendere l’intervento degli Stati Uniti in Venezuela

Ideologia e geopolitica contano, ma il rovesciamento di Nicolás Maduro non è comprensibile senza guardare agli enormi interessi finanziari in gioco a Caracas. Non si tratta di minimizzare gli aspetti...

Putin, Trump e la sinistra

L’abbiamo ripetuto da anni: in Italia (e ahimé non solo in Italia), la resistenza ucraina all’invasione russa è spesso vista attraverso una lente (geo)politica. Molti militanti, e ancor più, grandissima...

Il Venezuela e i limiti dell’impero cinese

Il rapimento di Maduro ha messo a nudo l’impotenza di Pechino. Miliardi investiti in America Latina, ma quando Washington interviene, la Cina può solo condannare a parole. L’operazione militare americana...

USA fuori dal Venezuela! Forza e guerra: questa è la politica imperialista di Trump

Gli obiettivi del brutale attacco contro il Venezuela – e il rapimento del presidente Maduro – sono stati chiaramente enunciati nel discorso e nella conferenza stampa che Trump, i suoi...

Venezuela. Gli USA aggrediscono il territorio e il governo del paese

L’intero sistema giuridico internazionale è andato in frantumi il 3 gennaio 2026. L’intervento militare degli Stati Uniti in Venezuela, il rapimento del presidente Nicolás Maduro e di sua moglie e...

Venezuela. Il petrolio tra violenza e resistenza

“America Latina, immensa patria di uomini visionari e donne storiche, la cui infinita testardaggine si fonde con la leggenda. Non abbiamo avuto un momento di pace.” (Gabriel García Márquez)Il rapporto...

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PSE e nuovo stadio. Cosa ci sarà mai da festeggiare…

Russia. I costi dell’invasione dell’Ucraina non possono più essere tenuti lontano da tutti i russi

Italia. Dopo i fatti di Modena, qualche dato oggettivo

In poche parole

Della serie: il settore della moda tiene…

Non sono passate 24 ore da quando Marina Masoni, presidente di quel guscio vuoto che è TicinoModa, ci ha assicurato sulle magnifiche sorti e progressive della Fashion Valley ticinese, ed ecco annunciata la soppressione dei 60 posti di lavoro della Auriel Investment Sa di Paradiso.
Interessante, perché questa azienda, come la stragrande maggioranza di quelle che compongono il settore in Ticino, non è un’azienda produttiva nel senso tradizionale del termine, né un fiore all’occhiello di un settore industriale d’avvenire. È invece un’azienda sostanzialmente commerciale (i lavoratori licenziati sono “tutti attivi nel settore amministrativo”).
Il nuovo fondo – americano, naturalmente – che rileverà il marchio Roberto Cavalli affiderà inoltre a The Level Group, società di e-commerce con sede a Milano, la “gestione delle operazioni nei canali e-commerce, wholesale e retail”.
Nulla di nuovo: la Fashion Valley ticinese continua a essere quella del modello Gucci e Kering. Cosa costoro abbiano lasciato in Ticino è sotto gli occhi di tutti (a cominciare dalle mastodontiche infrastrutture). Quello che invece si sono portati via – in particolare sotto forma di sgravi e aggiramenti fiscali – è nelle carte delle diverse condanne subite in Italia e in Francia.
Cose che il governo di questo Cantone continua a ignorare.

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